Sicurezza. Damiano-Boccuzzi: “No al depotenziamento”

“Il ministro Sacconi dovrebbe sapere che le sanzioni, tanto osteggiate da Confindustria e dall’attuale governo, sono addirittura inferiori a quelle contenute nella delega originaria. Non si capisce quindi tanto accanimento contro sanzioni assolutamente equilibrate e non vessatorie verso l’impresa”, affermano Cesare Damiano, responsabile Lavoro del Pd e il deputato democratico Antonio Boccuzzi, in una nota congiunta.

”Quello che preoccupa, al di la’ del tema pur rilevante delle sanzioni – aggiungono – e la complessiva riscrittura del testo, che va nella direzione di un suo depotenziamento. Ci sono quindi meno tutele per i lavoratori. L’ultima retromarcia di Sacconi circa la riduzione di responsabilita’ a carico del datore di lavoro con una conseguente promessa di riscrittura del testo, sono la conseguenza della nostra ripetuta e precisa azione di denuncia. Ora attendiamo fatti concreti”.(ANSA).


Lavoro: sicurezza preoccupa il depotenziamento della sanzioni

 Per esaminare nel merito i contenuti del decreto correttivo voluto dal Ministro del lavoro sul testo unico relativo alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, abbiamo convocato oggi, come Partito Democratico, i parlamentari delle commissioni lavoro di Camera e Senato insieme ad un gruppo di esperti. La nostra preoccupazione e’ forte circa il depotenziamento delle sanzioni e circa il tentativo di scaricare le responsabilita’ penali dal vertice aziendale ai livelli inferiori. Vogliamo verificare se la riduzione drastica delle responsabilita’ del datore di lavoro e dei dirigenti, comporta il rischio di addossarla al lavoratore quando avviene un infortunio. Non vorremmo che si pensasse che in primo luogo le responsabilita’ sono del lavoratore e poi, proprio se non ci sono responsabilita’ sue o del suo superiore, del datore di lavoro. Su questo argomento intendiamo sviluppare uno specifico approfondimento per poter intervenire con decisione e riportare all’ispirazione originale, voluta dal governo Prodi, i contenuti conclusivi del decreto.


Morti bianche: dimezzate le sanzioni, abbassate le tutele

operaioLe correzioni al testo unico in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro sono cominciate già dal giorno dell’insediamento di questo governo.

Già col decreto milleproroghe  è stata rinviata l’applicazione della normativa, per esempio un documento di valutazione del rischio. Ed è stata programmata per il 2009 una riduzione delle ispezioni pari al 17 per cento. Ora si dimezzano le sanzioni. Mattone dopo mattone si abbassa il muro in un momento di crisi che può indurre ad abbassare la guardia sulle tutele. E così in fondo si legittima il lavoro nero.


Morti bianche: la tragedia di Latina chiede segnali chiari

Ancora una volta sono i lavoratori a pagare con la vita il riconoscimento di un diritto garantito dalla costituzione. E’ una tragedia che sembra infinita e contro la quale non si fa mai abbastanza. In particolare oggi, quando la crisi è più forte e per conservare il proprio posto di lavoro si è pronti ad accettare pericolose riduzioni delle tutele. Per questo motivo è necessario che dalla politica vengano dei segnali chiari ed inequivocabili in difesa della sicurezza e della salute sul posto di lavoro.


Lavoro: Pd, scelte del governo depotenziano l’azione di prevenzione

08damiano_8248Roma, 30 mar. (Adnkronos) – ”Il testo delle proposte emendative del decreto legislativo 81 del 2008 approvate dal Governo la settimana scorsa non e’ ancora noto nelle sue formulazioni ufficiali, se non al Consiglio dei ministri. Dalle notizie che abbiamo fin qui raccolto attraverso gli organi di informazione, paiono emergere alcune conferme sulla struttura portante del decreto 81 che dimostrano, nonostante gli attacchi e le accuse di frettolosita’, una solidita’ e una coerenza del testo. Destano invece gravi preoccupazioni alcune scelte che depotenziano gravemente l’efficacia dell’azione di prevenzione. Da un primo esame delle norme conosciute emergono delle correzioni e delle omissioni rilevanti”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono gli esponenti del Pd, Cesare Damiano, Enrico Letta e Paolo Nerozzi Secondo gli esponenti del Pd, ”non sono piu’ concretamente previsti programmi di finanziamento pubblico nazionale alle imprese, ai lavoratori e, soprattutto, alla educazione scolastica per la prevenzione dei rischi. Il miliardo e cinquecento milioni di euro che Inail ha come saldo attivo annuale, non e’ considerato una risorsa da utilizzare, anche in parte, per le politiche attive di sostegno alle azioni per la sicurezza”.

La valutazione del rischio e la riunione periodica annuale di esame dell’efficacia delle azioni di prevenzione in azienda, rilevano, ”diventano adempimenti formali e le relative sanzioni sono ridotte sia rispetto al decreto 81 del 2008 che al decreto 626 del 1994.

Quando si escludono dalla valutazione i lavori in appalto inferiori ai due giorni, si decide di non tutelare i lavoratori autonomi e della piccola impresa e quando si esclude la trasparenza dei costi per la sicurezza delle imprese di appalto nei relativi contratti, si riducono le tutele gia’ considerate nel codice dei contratti d’opera e di servizio”.

L’eliminazione della cartella sanitaria e di rischio personale in grado di seguire il lavoratore nei diversi rapporti di lavoro e nelle diverse prestazioni di lavoro cui sara’ chiamato nella sua vita lavorativa, aggiungono Damiano, Letta e Nerozzi, ”fara’ aumentare le difficolta’ per milioni di lavoratori che cambiano lavoro piu’ volte nell’anno e appesantira’ le imprese, in particolare le piccole imprese, con adempimenti ed oneri inutili. Alla faccia della semplificazione tanto invocata dal ministro del Lavoro”.

Il medico competente, sottolineano gli esponenti del Pd, ”opera in una impresa perche’ esistono mansioni che espongono a rischi specifici i lavoratori addetti. Il giudizio di idoneita’ o di inidoneita’ al lavoro e’ quindi collegato alla mansione che si e’ chiamati a svolgere, mentre il giudizio generale di inidoneita’ al lavoro e’ affidato a strutture pubbliche autonome dall’impresa. Ora sembra non essere piu’ cosi’ e addirittura, dopo un giudizio di inidoneita’ alla mansione specifica, al lavoratore rimarra’ o il licenziamento o lo spostamento ad un’altra mansione priva di rischi perdendo pero’ il livello professionale raggiunto”.

Tutto questo, assieme alla generalizzata riduzione delle entita’ delle contravvenzioni, concludono, ”non puo’ non destare gravi preoccupazioni ed indurre l’opposizione ad una azione rigorosa di tutela dei lavoratori e di miglioramento dell’azione pubblica di prevenzione nei luoghi di lavoro attraverso una incisiva azione parlamentare di mobilitazione sociale”.


Sugli stravolgimenti al Testo Unico sulla sicurezza da parte del governo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento di Antonio Montagnino sugli stravolgimenti che il Governo ha messo in atto sul Testo Unico per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.

“L’intervento sul Testo Unico emanato dal Governo Prodi, attraverso il correttivo approvato venerdì in Consiglio dei Ministri, sulla base dello schema finora diffuso, appare un intervento corposo e non certo una semplice operazione di maquillage.

Riguarda circa la metà degli articoli della legge 81. In alcuni casi si tratta di revisioni di carattere formale, in altri invece le modifiche sono consistenti ed espressione di orientamenti culturali e politici diversi…” (continua). Leggi tutto cliccando qui


Lavoro: Letta-Damiano-Treu “attendiamo testo ma premesse pessime”

sicurezza20luoghi20lavoroROMA (ITALPRESS) – “Ci riserviamo di vedere il testo. Come abbiamo piu’ volte rilevato, non abbiamo obiezioni di fronte a correzioni formali o a miglioramenti soprattutto diretti a rafforzare la prevenzione e il controllo sulla sicurezza. Siamo pero’ decisamente contrari a modifiche sostanziali che cambino l’impostazione di fondo del testo unico sulla sicurezza.

Purtroppo, il governo ha gia’ provveduto, nei mesi precedenti, ad apportare modifiche peggiorative”. Lo affermano in una nota congiunta gli esponenti del Pd Enrico Letta, responsabile Welfare, Cesare Damiano, responsabile Lavoro e Tiziano Treu, vicepresidente della Commissione Lavoro del Senato.

“A questo punto chiediamo al governo di rendere immediatamente noto il testo del decreto correttivo per consentire una valutazione complessiva e conclusiva – aggiungono -. Siamo fortemente preoccupati che il governo abbassi la guardia su un tema cosi’ rilevante, e purtroppo i presupposti sono negativi. Alcune prime indicazioni mostrano punti critici in particolare sulla diminuzione delle sanzioni, sul rischio che venga indebolita la presenza dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e su forme di semplificazione, pure utili, che pero’ indeboliscano il processo di valutazione dei rischi”.