Morti bianche: dimezzate le sanzioni, abbassate le tutele

operaioLe correzioni al testo unico in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro sono cominciate già dal giorno dell’insediamento di questo governo.

Già col decreto milleproroghe  è stata rinviata l’applicazione della normativa, per esempio un documento di valutazione del rischio. Ed è stata programmata per il 2009 una riduzione delle ispezioni pari al 17 per cento. Ora si dimezzano le sanzioni. Mattone dopo mattone si abbassa il muro in un momento di crisi che può indurre ad abbassare la guardia sulle tutele. E così in fondo si legittima il lavoro nero.


Crisi: sulle tutele sociali misure ancora insufficienti

berlusconiIl governo e’ costretto a modificare alcune proposte sui temi delle tutele sociali a seguito della  pressione esercitata dal Pd.  Gli emendamenti presentati dal governo, ora diventati ammissibili  propongono di accelerare i tempi di erogazione della Cig e di portare dal 10% al 20% le tutele sociali per i lavoratori a progetto. Queste misure, pur andando nella giusta direzione, sono del tutto insufficienti per fronteggiare l’attuale situazione. Per questo come Pd presenteremo sub emendamenti per innalzare l’indennita’ dei lavoratori precari senza tutela dal 20% al 60%.

 


Lavoro: il ministro Carfagna diminuisce le tutele alle donne e lede i diritti alla maternità

carfagnaE’ sorprendente come un ministro delle Pari opportunita’ liquidi in modo cosi’ sbrigativo e superficiale la cancellazione della norma sulle cosiddette ‘dimissioni in bianco’ che aveva lo scopo di tutelare soprattutto le giovani donne.Il ministro Carfagna ha la memoria corta e’ contraddittoria con le sue sesse scelte. Nel novembre del 2006, durante il governo Prodi, aveva firmato con Maria Stella Gelmini e Stefania Prestigiacomo un ordine del giorno presentato ed approvato alla camera insieme ad altre numerose parlamentari di tutti gli schieramenti nel quale aveva richiesto l’introduzione di questa norma. Noi sappiamo che la sua cancellazione e’ stata fortemente voluta dal ministro Sacconi, in nome di un falso principio di semplificazione, mentre in realta’ continua ossessivamente a diminuire le tutele del lavoro.

Ci saremmo aspettati anziche’ una giustificazione una voce autonoma, a difesa del lavoro femminile e del diritto delle giovani donne a procreare e a farsi una famiglia, senza dover subire l’onta di una pratica aberrante: quella della firma, contra legem, delle dimissioni in bianco. Per quanto riguardo soluzioni amministrative alternative, aspettiamo di averne notizia. Per il momento registriamo un grave vuoto legislativo.


Non abbassare la guardia sul tema della sicurezza sul lavoro. E nemmeno le tutele.

Una carovana per il lavoro sicuroL’incidente di Bologna testimonia la necessita’ di ‘non abbassare la guardia sulla sicurezza del lavoro. A fronte di questa situazione di quotidiana emergenza aumenta la nostra preoccupazione per gli atti, compiuti dal governo, di depotenziamento delle tutele previste dal testo unico sulla sicurezza, operati a partire dai decreti di prima dell’estate.

L’esecutivo ha provveduto ad almeno 11 modifiche negative del testo precedente, pubblicato sulla G.U. del 1 maggio di quest’anno, senza alcun accordo preventivo con le parti sociali.   Fra queste:la deroga alle norme sulla sicurezza del lavoro, contenuta nel decreto sull’emergenza rifiuti in Campania, il cosiddetto decreto ‘proroga termini’, con il differimento: della comunicazione a Inail e Ipsema dei dati relativi agli infortuni; delle norme in materia di visite mediche’, il ”documento di valutazione dei rischi, la cui presentazione e’ spostata al 1 gennaio del 2009, l’abrogazione delle misure che prevedevano la responsabilita’ solidale tra committente e appaltatore per la regolarita’ delle ritenute fiscali e previdenziali.

Con la manovra Finanziaria, ‘viene meno l’obbligo, per i datori di lavoro e i dirigenti, di munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento nei cantieri dell’edilizia; si modificano alcune norme in materia di orario di lavoro, variando le definizioni di lavoratore notturno e di lavoratore mobile; si consentono deroghe a contratti aziendali e territoriali in materia di riposo giornaliero, pausa, modalita’ di organizzazione del lavoro notturno e durata dello stesso; con la formula della semplificazione si consente, al datore di lavoro, nei casi di effettuazione di lavoro straordinario e di lavoro notturno, di eliminare l’obbligo di informare la direzione provinciale del lavoro’.  

Infine, e’ esclusa la sanzione della sospensione dell’attivita’ imprenditoriale in caso di reiterata violazione della disciplina in materia di durata massima dell’orario di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale. Come si vede non si tratta di interventi episodici ma di un disegno organico che portera’ gravi conseguenze a danno della tutela dei lavoratori’

A tale proposito, vi segnalo una mia intervista che uscirà domani su ‘Il Messaggero”, in cui affronto il tragico tema delle morti sul lavoro e le altrettanto tragiche statistiche italiane.