Il governo ha annunciato che verranno trovate le risorse per Iva e Imu sicuramente entro il tempo che va da qui alla legge di Stabilita’. Lo ha annunciato il ministro Zanonato. Noi vorremmo anche sapere se c’e’ un impegno altrettanto significativo per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, la riduzione strutturale del costo del lavoro e le correzioni al sistema pensionistico, che sono le priorita’ economiche e sociali che il paese si aspetta di veder risolte”. Cosi’ in una nota Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. ”Il Premier Letta ha fatto riferimento a una accelerazione nell’azione di governo, Epifani ha parlato giustamente di un ‘tagliando’ e Brunetta ha utilizzato la consumata tecnica del rilancio ipotizzando addirittura un riequilibrio nei ministeri a vantaggio del Pdl – afferma Damiano – Noi non vogliamo rinchiuderci nella logica dei nominalismi, ma e’ sicuramente necessario un cambio di passo e anche una netta inversione di priorita’ nella scelta dei contenuti”.
”La strada da seguire l’abbiamo indicata: si tratta di quella che privilegia l’economia reale e il disagio sociale e non una propaganda elettorale fuori luogo come quella fatta dal
centrodestra a proposito della abolizione totale dell’Imu. Se non ci saranno risorse sufficienti per rilanciare l’economia proteggendo l’occupazione e il reddito, l’autunno che viene sara’ difficile da gestire.
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Inps: ente solido ma ridare equità a sistema pensionistico
La relazione annuale del presidente Inps, Antonio Mastrapasqua, e’ stata l’occasione per fare il punto sul tema delle pensioni e del welfare. L’ampiezza e la gravita’ della crisi e’ testimoniata da un dato molto semplice: negli ultimi quattro anni lo Stato, tramite l’Inps, ha erogato piu’ di 80 miliardi di euro di sussidi, se ci limitiamo all’impatto della cassa integrazione e delle indennita’ di disoccupazione, che sono stati mediamente distribuiti ad una platea di circa 3 milioni di lavoratori per ogni anno. Da queste cifre si comprende meglio come le risorse utilizzate per gli ammortizzatori sociali, oltre ai risparmi delle famiglie che hanno reso possibile un vero e proprio welfare integrativo abbiano fin qui rappresentato un argine a situazioni di conflitto e di esasperazione sociale. In secondo luogo ci e’ parso opportuno il richiamo di Mastrapasqua al Governo a proposito dei tagli lineari all’Inps che inevitabilmente stanno portando ad una significativa diminuzione della qualita’ delle prestazioni dell’istituto”. Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. ”Infine, e’ emersa un’importante conferma a proposito di un sistema previdenziale solido e in stabile equilibrio e la sottolineatura alle parole pronunciate in alcune occasioni dal Presidente del Consiglio e dal Ministro del Lavoro in merito all’opportunita’ di provvedere ad una ‘necessaria opera di manutenzione che assicuri quegli obiettivi di equita’ che sono forse mancati in qualche passo della normativa rinnovata’. In altre parole, bisogna correggere la riforma iniqua del governo Monti ampliando la platea dei cosiddetti salvaguardati, e introducendo un criterio di flessibilita’ nel sistema pensionistico. Su questo punto avvertiamo un eccessivo silenzio del governo: se vogliamo parlare di questo argomento nel prossimo autunno – conclude Damiano – dobbiamo aprire da subito questo dossier e prevedere per tempo l’accantonamento delle risorse necessarie.
Pensioni, a Monti dico: problema esodati va risolto e servono risorse
Monti, da Presidente del Consiglio, aveva promesso che il problema dei cosiddetti esodati sarebbe stato risolto. Le soluzioni trovate grazie alla nostra battaglia in parlamento sono state purtroppo parziali, pur salvaguardando 130 mila lavoratori con una copertura finanziaria di oltre 9 miliardi di euro. Adesso si tratterà di proseguire nella correzione per risolvere definitivamente il problema, introducendo un principio di maggior gradualità nel sistema pensionistico. Monti sa perfettamente che la riforma Fornero prevede un risparmio, da qui al 2060, di circa 350 miliardi di euro: si tratta di una cifra colossale all’interno della quale si possono ricavare le risorse per salvaguardare altri lavoratori.





