Pensioni, a Monti dico: problema esodati va risolto e servono risorse

montiMonti, da Presidente del Consiglio, aveva promesso che il problema dei cosiddetti esodati sarebbe stato risolto. Le soluzioni trovate grazie alla nostra battaglia in parlamento sono state purtroppo parziali, pur salvaguardando 130 mila lavoratori con una copertura finanziaria di oltre 9 miliardi di euro. Adesso si tratterà di proseguire nella correzione per risolvere definitivamente il problema, introducendo un principio di maggior gradualità nel sistema pensionistico. Monti sa perfettamente che la riforma Fornero prevede un risparmio, da qui al 2060, di circa 350 miliardi di euro: si tratta di una cifra colossale all’interno della quale si possono ricavare le risorse per salvaguardare altri lavoratori.


FINANZIARIA; PD, LA MANOVRA E’ INSUFFICIENTE SUI TEMI DEL LAVORO

“Condividiamo i contenuti dello sciopero dei lavoratori della funzione pubblica della Cgil che sono coerenti con la battaglia condotta dal Pd contro la legge finanziaria”. Lo ha detto Cesare Damiano della commissione: Donella Mattesini, Ivano Miglioli, Marialuisa Gnecchi, Giulio Santagata, Lucia Codurelli, Maria Grazia Gatti, Antonio Bocuzzi, Giuseppe Berretta, Elisabetta Rampi, Amalia Schirru, Teresa Bellanova, Alessia Mosca, Marianna Madia e Luigi Bobba. “Infatti – proseguono i deputati Pd -, fra i tanti problemi che abbiamo sollevato, va sottolineato quello dell’insufficienza delle risorse per il rinnovo dei contratti del lavoratori pubblici. Il governo è stato costretto a inserire una norma che prevede il rimando ad un momento successivo dello stanziamento delle ulteriori risorse occorrenti per la copertura dei rinnovi contrattuali del triennio 2010-2012, senza però che siano specificati tempi e modalità di tale erogazione. Tutto questo rende evidente l’insufficienza e la negatività della manovra finanziaria, in particolare per quanto riguarda i temi del lavoro.


Lavoro: il governo metta le risorse adeguate in finanziaria

aula-montecitorioIl governo si deve decidere ad un cambio di passo e la finanziaria sara’ il momento opportuno per destinare risorse adeguate a sostegno degli ammortizzatori sociali, del reddito e delle imprese. Registrare 95.000 domande di disoccupazione e di mobilita’ nel mese di settembre rappresenta una cifra enorme e piccole variazioni in diminuzione non cambiano l’andamento negativo dei dati occupazionali. In questo modo non si percepisce la drammatica situazione delpaese reale: basterebbe andare ai cancelli delle fabbriche per rendersi conto della situazione. Lo sforzo del ministro Sacconi di dimostrare che la situazione economica ha un miglioramento a seguito della diminuzione della cassa integrazione a ottobre del 9,7% rispetto al mese precedente, e’ assolutamente fuorviante se si considera che dall’inizio dell’anno sono state autorizzate 716 milioni di ore contro i 166 milioni dello stesso periodo del 2008, prosegue ricordando l’incremento tendenziale del +330% della cig ordinaria e per la cassa integrazione in deroga del +700%.


Precari a casa. Con la finanziaria del governo

brunetta

Le scelte politiche non sono neutrali, hanno le loro concrete e drammatiche conseguenze. Lo sa il ministro Brunetta che a Roma l’eventuale approvazione della prossima Legge Finanziaria, segnatamente l’Art. 37-bis, avrebbe degli effetti immediati e drammatici su 450 lavoratrici e lavoratori, che dopo anni di lavoro precario per l’amministrazione capitolina vedrebbero svanire la possibilita’ di essere stabilizzati? Queste lavoratrici e lavoratori da anni garantiscono l’erogazione di servizi essenziali alla cittadinanza, come ad esempio l’assistenza sociale alle fasce piu’ deboli della popolazione.

E’ doveroso per noi, e dovrebbe esserlo per gli amministratori locali che hanno la responsabilita’ della qualita’ e del funzionamento dei servizi del Comune di Roma, sostenere la battaglia per la stabilizzazione di questo personale. Cosa ne pensa il sindaco Alemanno? L’esempio di Roma puo’ essere moltiplicato per gli 8.000 comuni d’Italia. In un momento di crisi grave come l’attuale le scelte del governo aggiungono nuova disoccupazione, mentre, a livello globale la politica si interroga sul modo migliore di fermare la recessione e tutelare l’occupazione.


FINANZIARIA: E’ IN ATTO UNA CONTRORIFORMA

 

Oggi, alle ore 12, nella sala stampa di Montecitorio, il gruppo del Partito democratico presenta un’analisi dettagliata degli effetti sociali della prima manovra economica del governo Berlusconi e le proposte alternative del Pd. Quella del governo  è una manovra negativa, che non risponde alle esigenze fondamentali del paese e che deregolamenta le tutele sociali in modo feroce senza concertazione e senza alcun tipo di consultazione, coinvolgimento e semplice informazione delle parti sociali. Nel nostro paese  è in atto una vera e propria controriforma del mercato del lavoro. Nel corso della conferenza stampa verrà presentata una pubblicazione con la documentazione sui contenuti della manovra del governo e le sue implicazioni sui temi del mercato del lavoro e della salute e sicurezza dei lavoratori.


FINANZIARIA: IL GOVERNO PROSEGUE CON L’ATTACCO AI DIRITTI DEI LAVORATORI

Con la conclusione del confronto sul provvedimento collegato alla manovra, l’atto Camera 1441 quater, che si e’ svolto alla Commissione lavoro in seduta notturna, il Governo prosegue sulla strada dell’attacco ai diritti dei lavoratori’. I  principali obiettivi, questa volta, sono la cancellazione della norma voluta dal Governo Prodi per la stabilizzazione dei precari e le tutele di cui godono i lavoratori che assistono famigliari con gravi disabilita. Infatti il Governo, con due emendamenti presentati nel corso dell’esame in commissione lavoro ha previsto il blocco del processo di stabilizzazione del personale precario delle pubbliche amministrazioni che per anni ha assicurato, stante il blocco delle assunzioni, il funzionamento dei servizi. Dopo numerose proteste dei lavoratori e dopo la battaglia condotta in Commissione lavoro, il Governo e’ stato costretto a presentare un ulteriore emendamento che rinvia al primo luglio 2009 l’entrata in vigore dello stop alla stabilizzazione.

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