Crisi economica: pagheremo cara la rinuncia sugli ammortizzatori

damiano-1Dopo tante chiacchiere Sacconi svela il mistero: i soldi per gli ammortizzatori sociali non ci sono. Il governo degli annunci parla di 8 miliardi di euro per le tutele sociali nel tempo della crisi, ma la realta’ e’ che queste risorse sono inesistenti. Siamo l’unico paese al mondo che attua una manovra pro-ciclica anziche’ anticrisi. Tutto questo sara’ pagato a caro prezzo dall’Italia, soprattutto dalla sua parte piu’ debole”.


Non è tempo di presidenzialismo, ma di misure per milioni di famiglie

crisiNon è tempo di dibattiti sul presidenzialismo ma di incisive iniziative di governo per fronteggiare la crisi. Si dia seguito  alle promesse che vengono ripetutamente formulate o dal presidente del Consiglio o dai suoi ministri e che riguardano temi importanti, come le risorse per ammortizzatori sociali universali o le misure contro la crescente disoccupazione. Purtroppo il tempo ci dà ragione. Le stravaganze del ministro Sacconi sulla detassazione degli straordinari in tempo di crisi e sull’appoggio in Europa ai sostenitori della settimana lavorativa a 65 ore, si risolvono nel loro contrario: cioè nella proposta della settimana lavorativa di 4 giorni proposta da Berlusconi. Forse sarebbe il caso che presidente e ministro si parlassero prima e che il governo tutto si attrezzasse per affrontare rapidamente i problemi concreti di milioni di famiglie.


Berlusconi vuole gli ammortizzatori? Bene, lo dica a Tremonti

Fa piacere che Berlusconi dichiari che gli ammortizzatori sociali sono una priorita’ per il governo. Bisogna che convinca Tremonti a mettere risorse aggiuntive, sufficienti e strutturali, anziche’ fare interventi a rate.Le nuove risorse annunciate dal Premier sono la terza variazione all’alto dopo il primo modesto stanziamento di 450 milioni di euro per le casse integrazioni in deroga, addirittura 20 milioni in meno di quanto destinato dal governo Prodi nel 2007, in un momento di assenza di crisi. Il Partito democratico continuera’ ad esercitare la sua pressione affinche’ le risorse stanziate siano veramente adeguate a livello della crisi esistente.


Sulla crisi è condivisibile l’opinione della Merkel e di Sarkozy

soldi-250-2Il presidente francese, Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Merkel, hanno assunto una posizione condivisibile sul tema del patto di stabilità. Di fronte ad una situazione di crisi eccezionale bisogna prevedere misure eccezionali. Noi lo andiamo ripetendo da un po’ di tempo a questa parte e ci auguriamo che in Europa si formi un ampio schieramento a sostegno di questa tesi”. Un atteggiamento di difesa dogmatica dei parametri di Maastricht, come sta facendo il ministro Tremonti, non è adatto ad affrontare la situazione. Non si tratta di ignorare l’enorme peso del debito che grava sul sistema economico italiano, ma, nonostante questo, è necessario prevedere una crescita temporanea e misurata del deficit in rapporto al prodotto interno lordo, al fine di reperire risorse da destinare alla crescita del potere d’acquisto delle famiglie, agli ammortizzare sociali e per il sostegno del sistema delle imprese. Se questa operazione non verrà realizzata, le risorse per un intervento straordinario che il governo periodicamente annuncia, non sarebbero nient’altro che l’utilizzo di fondi già esistenti che non avrebbero l’impatto necessario. Non basta, anche se socialmente condivisibile, intervenire sulle fasce di povertà e su una platea ristretta di cittadini come pare proporre l’esecutivo, ma occorre migliorare la capacità di consumo dei redditi medio-bassi e prevedere ammortizzatori sociali anche per chi ha un lavoro precario. Tutto questo ha un costo che va finanziato. Altrimenti si tratta di annunci e promesse che non potranno essere mantenuti.