Energie nuove in Europa. Lavoro, diritti, solidarietà

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MARTEDI’ 26 MAGGIO – ore 18.30

Circolo PD Laurentino – Viale I. Silone (I ponte)

ENERGIE NUOVE IN EUROPA. LAVORO, DIRITTI, SOLIDARIETA’.

INCONTRO PUBBLICO CON:

GIANPIERO CIOFFREDI

Candidato PD al Parlamento Europeo

CESARE DAMIANO

Resp. Nazionale PD Lavoro

Partecipano:

Maria Teresa ALTORIO, Riccardo AGOSTINI, Enzo DEL POGGETTO, Pino CONTENTA


Fiat: il Governo faccia la sua parte

L’annuncio dato dall’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, del mantenimento di tutti gli impianti produttivi della Opel in caso di accordo, è molto importante. E’ anche il frutto di un negoziato in corso molto duro e serrato che ha come protagonisti accanto ai sindacati, il governo tedesco e i governatori dei land interessati. Ci auguriamo che questo avvenga anche per l’Italia. Sarebbe estremamente contraddittorio mantenere gli impianti esteri e ridimensionare quelli italiani. L’ingrediente che manca per guardare con fiducia al futuro negoziato è un intervento altrettanto determinato del governo italiano, fino ad ora spettatore passivo, che si è limitato a chiedere timidamente l’apertura di un tavolo di confronto. Abbiamo invece bisogno di un governo che delinei precise condizioni produttive ed occupazionali, in un quadro di politica industriale, come è stato fatto da Stati Uniti e Germania, e che metta a disposizione risorse adeguate per l’innovazione tecnologica e di prodotto di un settore strategico per la nostra economia.



Crisi: il Governo porti a 24 mesi la CIG ordinaria

crisiSono contento che il ministro Sacconi pensi che si possano armonizzare le proposte del governo e dell’opposizione sugli ammortizzatori sociali. Questo significa che ci sara’ finalmente ascolto se si vuole arrivare ad una sintesi condivisa. Sinora, cosi’ non e’ stato.Le nostre proposte sono state respinte o bollate come illuministiche. Se vogliamo partire dal concreto proponiamo di adottare una prima misura condivisa dalle parti sociali che rappresentano il lavoro e l’impresa: il raddoppio della durata della cassa integrazione ordinaria che, se portata dagli attuali dodici mesi a ventiquattro, potrebbe coprire la durata prevedibile della crisi evitando qualsiasi licenziamento.

Per quanto riguarda la nostra proposta di assegno di disoccupazione mensile pari al 60% dell’ultima retribuzione,essa non vuole interferire con lo strumento della cassa integrazione, ma e’ indirizzato a quei lavoratori che non hanno tale protezione: ad esempio quei trecentomila lavoratori a progetto che hanno perso l’occupazione nel corso del 2008 e che oggi dispongono di una tutela del tutto inadeguata, pari al 20% della retribuzione. Queste due proposte del Partito Democratico possono rappresentare il terreno di una discussione comune, anche perche’ consentono di dare una risposta concerta e attesa dai lavoratori e dalle imprese.


Crisi, tavolo fra governo e Regione

articolo de La Stampa del 7 maggio 2009 di Cesare Damiano e Gianfranco Morgando

L’accordo tra Fiat e Chrysler e la possibile intesa con Opel dimostrano che la «grande crisi» non costringe necessariamente a posizioni difensive:

la si può affrontare con coraggio, costruendo le basi per essere domani meglio competitivi sul mercato globale.

I risultati ottenuti da Sergio Marchionne sono la vittoria di chi ha fatto prevalere le ragioni della produzione e dell’occupazione su quelle della speculazione finanziaria. La manifattura sulla finanza creativa. Il saper fare bene le cose sul gioco d’azzardo delle speculazioni borsistiche.

Marchionne incarna quell’idea di serietà e sobrietà in cui il pd crede fermamente e che ci rende «antropologicamente» distanti da altri modelli politici ed imprenditoriali che preferiscono apparenze e successi effimeri. Vorremmo, non lo nascondiamo, che lo stesso coraggio dei vertici del Lingotto fosse dimostrato anche dal governo, che dovrebbe individuare in Torino e nel Piemonte uno dei poli di riferimento per una politica industriale vera ed efficace, accogliendo la sfida della qualità e dell’innovazione. Il governo a parole elogia Fiat, ma nei fatti ha adottato provvedimenti di sostegno dell’auto limitati e tardivi.

Ci auguriamo che sappia cogliere questo momento straordinario varando iniziative all’altezza, cominciando con il convocare immediatamente un tavolo di confronto con l’azienda e i sindacati per delineare le prospettive produttive e occupazionali che si determineranno nel nostro Paese. Il nostro auspicio è che si possa davvero aprire una nuova fase nelle prospettive dell’industria automobilistica, rilanciando i marchi italiani ma soprattutto producendo effetti positivi per l’economia piemontese, garantendo e potenziando gli stabilimenti e l’indotto, dando impulso all’individuazione di prodotti innovativi e mantenendo i livelli occupazionali.

In Piemonte non passa giorno che non giunga notizia di un’azienda in crisi che annuncia licenziamenti o addirittura la chiusura. Siamo al terzo posto nella classifica nazionale delle ore di cassa integrazione. Non vediamo segnali di inversione delle tendenze recessive e la ripresa si annuncia ancora lontana. La nostra Regione non può pagare ancora un prezzo in termini di arretramento produttivo e di cancellazione di posti di lavoro.

Per questo chiediamo al governo di istituire un unico grande tavolo regionale per affrontare la crisi economica del Piemonte. Finora a fronte delle singole vicende, siano esse la Fiat, l’Indesit, la Saint Gobain o l’Eutelia, l’appello lanciato al governo è stato quello di aprire confronti specifici tra aziende, parti sociali ed enti locali. Ora, forse, è giunto il momento, accanto ai singoli tavoli aziendali, di dare vita a un confronto fra tutti i soggetti interessati, con l’obiettivo di monitorare la situazione a livello regionale ed individuare condivise direttrici di sviluppo per la nostra economia, perché in discussione non è solo il futuro di questa o quella fabbrica ma la tenuta dell’intero tessuto produttivo piemontese.



PA: Sospendere licenziamenti in periodo di crisi

Roma, 28 APR (Velino) – D’accordo con il no “all’allarme sociale” si e’ detto l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano (Pd), che durante il suo intervento in commissione ha chiesto di ritirare il dl 1167 sul lavoro pubblico e privato, di sospendere l’articolo 49 del dl 112 che regola l’utilizzo del lavoro flessibile nella Pa e di anticipare il conto annuale sulla base dei dati della Ragioneria generale dello stato prima di prendere ulteriori provvedimenti in materia. Ma soprattutto, Damiano ha chiesto di “sospendere qualsiasi licenziamento nella Pa per il periodo di durata della crisi”. La replica di Brunetta non si e’ fatta attendere: “L’unica normativa che licenzia e’ quella voluta dal governo Prodi, altre in questo momento non ce ne sono”, aggiungendo poi che “non e’ il caso di fare ulteriori moratorie” e che “bisogna responsabilizzare le pubbliche amministrazioni” nell’utilizzo dei lavoratori flessibili: il governo, ha concluso, “e’ dalla loro parte”. (mpi)