In un autunno difficile abbiamo bisogno del massimo di convergenza tra le parti sociali, mi auguro che le dichiarazioni siano seguite dai fatti. Per questo ho salutato cosi’ l’apertura del dialogo tra Cgil e Confindustria a Modena alla festa nazionale del Pd sul tema del lavoro. Dobbiamo affrontare due temi:- la disoccupazione e il reddito. Sulla disoccupazione il governo deve fare concretamente dei passi ulteriori perche’ quello che e’ stato predisposto non e’ sufficiente. Sul tema del reddito il governo deve dirci concretamente come intende abbassare la pressione fiscale sul reddito del lavoro dipendente e aiutare i pensionati.
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Fiat: il governo smetta di stare a guardare. Solidarietà a Rinaldini
L’impresa a cui si sta dedicando Sergio Marchionne e’ di costruire una Fiat globale capace di produrre oltre sei milioni di vetture. L’unico modo per sopravvivere e vincere nelle economie su scala mondiale. Come PD condividiamo la mobilitazione sindacale unitaria di quest’oggi e sollecitiamo un intervento del Governo tempestivo e all’altezza della situazione: dimostri di saper compiere scelte adeguate alla sfida in atto e paragonabili all’impegno del Presidente degli Stati Uniti e del Cancelliere tedesco.Finora il governo e’ stato a guardare, ha timidamente avanzato una proposta di tavolo con il ministro Scajola, ma quello che ci aspettiamo e’ un intervento diretto, di sostegno e di indirizzo, in altre parole di politica industriale, capace di garantire il mantenimento in Italia della direzione strategica della nuova Fiat globale e di avere positive ricadute in termini di produzione ed occupazione. In questa prospettiva non giovano le tensioni create da alcuni appartenenti ai sindacati di base alla manifestazione torinese, perche’ in questo momento deve prevalere l’unita’ del sindacato se si vuole far contare l’opinione dei lavoratori. A Rinaldini e ai sindacati che hanno organizzato la manifestazioneva la piena solidarieta’ del Partito Democratico.
Contratti:rispettiamo l’autonomia dei sindacati, ora cerchino unità
Diversamente da quanto titolato da alcuni quotidiani, il Partito Democratico non sposa la riforma del modello contrattuale. Noi non chiediamo alla Cgil di firmare, nè a Cisl e Uil di ritirare la firma, percHè siamo troppo rispettosi dell’autonomia del sindacato e riteniamo che le diverse scelte avvenute siano state fatte tutte con la convinzione di tutelare e difendere nel modo migliore i lavoratori rappresentati. Quello che noi diciamo é che dall’accordo quadro sul modello contrattuale alla sua traduzione settoriale e alla successiva applicazione nei contratti nazionali di categoria, si possano trovare quegli elementi di innovazione e di specificazione dell’intesa in grado di far riprendere una via unitaria al sindacato. La dimostrazione pratica che questo sia possibile è già avvenuta nella positiva definizione della piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto nazionale del settore agro-industriale. Allo stesso modo, le categorie che hanno già adottato nel passato il cosiddetto “valore punto”, preso a riferimento per la definizione degli aumenti retributivi, dovranno garantire che l’applicazione del nuovo modello consenta di salvaguardare le condizioni di miglior favore già esistenti. In caso contrario, saremmo di fronte ad una situazione paradossale: si verificherebbe la diminuzione del potere d’acquisto, quando tutti sono concordi nell’affermare che esso va potenziato, soprattutto in una situazione di crisi come l’attuale. La riconquista di elementi di unità da parte del sindacato è un punto irrinunciabile nella strategia del Partito Democratico. Noi riteniamo che sui temi della rappresentatività sindacale, dell’adeguata tutela del reddito dei lavoratori e dei pensionati e degli ammortizzatori sociali, si possa riconquistare questo obiettivo.
Lavoro: l’accordo con i sindacati ha delle contraddizioni
L’accordo settoriale sul modello contrattuale siglato da Confindustria e dai sindacati ad eccezione della Cgil ora dovra’ essere applicato nei singoli contratti di categoria. Gia’ emergono i primi segnali contraddittori: piattaforme unitarie per il rinnovo dei contratti nazionali di categoria, come quella dell’agro industria che va apprezzata, e piattaforme tra loro separate, come nel caso delle telecomunicazioni. Per ricostruire l’unita’ d’azione del sindacato nell’applicazione dell’accordo in ogni categoria, occorrera’ uno sforzo di traduzione e di innovazione.Il valore punto preso a riferimento per calcolare gli aumenti salariali, gia’ adottato da alcune categorie tra le quali quella dei metalmeccanici: nella nuova versione non potra’ essere di valore inferiore a quello precedentemente applicato. Altrimenti, si otterrebbe un risultato paradossale: la diminuzione del potere d’acquisto delle retribuzioni mentre l’obiettivo da tutti condiviso e’ quello di innalzarlo.Il documento sul modello contrattuale recentemente approvato dalla commissione Lavoro della Camera con l’astensione del Pd nelle parti condivise contiene importanti specificazioni:la richiesta dell’estensione della contrattazione decentrata a livello aziendale e anche territoriale e di distretto; l’eventuale applicazione delle deroghe al contratto nazionale, avendo come riferimento il modello gia’ sperimentato unitariamente dal sindacato dei chimici. Infine, per favorire un percorso unitario risulterebbe utile un accordo sul tema della rappresentativita’ del sindacato che vede gia’ una sostanziale convergenza tra le confederazioni nell’individuazione dei criteri. Un accordo dei sindacati confederali su questo tema rappresenterebbe un’importante novita’ politica e sociale che potrebbe, successivamente, trovare una sua positiva traduzione in una legislazione di sostegno.
Scuola: 70 deputati del PD aderiscono allo sciopero della CGIL
(ASCA) – Roma, 17 mar – ”Domani saremo in piazza con la Flc-Cgil per manifestare contro i tagli del governo Berlusconi e le manovre che hanno impoverito e messo in crisi tutto il settore della conoscenza”.
Lo annunciano un gruppo di circa settanta deputati del Pd in un comunicato appello per sottolineare quanto ”la situazione dell’istruzione pubblica, dell’universita’ e della ricerca si e’ aggravata enormemente in seguito alle scelte adottate dal governo. I tagli operati, infatti, sono assolutamente insostenibili e compromettono seriamente anche i livelli minimi di funzionalita’ delle scuole e delle universita’. In questo quadro cosi’ drammatico per il sistema formativo, ci uniamo, dunque, al mondo del sapere per ribadire il nostro dissenso e la nostra dura opposizione contro le scelte del governo. Abbiamo, infatti, una forte consapevolezza del valore e del ruolo fondamentale che nel nostro Paese rappresentano i sistemi dell’educazione, dell’istruzione, della formazione e della ricerca. Siamo, pertanto, vicini a tutte le lavoratrici e i lavoratori della conoscenza che stanno combattendo una giusta battaglia contro i tagli indiscriminati e i provvedimenti approvati dal Governo”.
Hanno firmato il comunicato-appello: Manuela Ghizzoni, Maria Coscia, Mariangela Bastico, Mariapia Garavaglia, Marilena Adamo, Silvana Amati, Sesa Amici, Giovanni Bachelet, Giuliano Barbolini, Fiorenza Bassoli, Teresa Bellanova, Tamara Blazina, Luisa Bossa, Chiara Braga, Sandro Brandolini, Marco Causi, Marco Carra, Lucia Codurelli, Paola Concia, Paolo Corsini, Giovanni Cuperlo, Cesare Damiano, Olga D’Antona, Emilia De Biasi, Mauro Del Vecchio, Rosa De Pasquale, Cecilia Donaggio, Stefano Esposito, Marco Fedi, Vittoria Franco, Laura Froner, Maria Grazia Gatti, Rita Ghedini, Dario Ginefra, Marialuisa Gnecchi, Maria Fortuna Incosante, Franco Laratta, Donata Lenzi, Ricardo Levi, Giovanni Lolli, Marianna Madia, Maino Marchi, Raffaella Mariani, Alberto Maritati, Donatella Mattesini, Eugenio Mazzarella, Guido Melis, Michele Meta, Ivano Miglioli, Roberto Morassut, Carmen Motta, Delia Murer, Luigi Nicolais, Caterina Pes, Pina Picierno, Massimo Pompili, Sabina Rossa, Antonio Rugghia, Antonino Russo, Marilena Samperi, Amalia Schirru, Anna Serafini, Alessandra Siragusa, Walter Tocci, Walter Verini, Ludovico Vico, Luigi Vimercati, Vincenzo Vita, Walter Vitali.
Precari: no ai licenziamenti nella PA. Il governo si fermi
I dati forniti dalla CGIL a proposito dei precari della Pubblica Amministrazione, circa 400mila, che rischiano di perdere il lavoro confermano le nostre previsioni. Si rafforza la nostra richiesta di non varare un decreto al prossimo Consiglio dei ministri che porterebbe nuova disoccupazione. Bisogna rendersi conto che in questa situazione occorre andare oltre le convinzioni degli opposti schieramenti e compiere un atto nuovo e coraggioso: assumere i precari della PA, utili al buon funzionamento delle amministrazioni, e dare un segnale forte a favore delle protezioni sociali. È condivisibile la proposta avanzata dal segretario generale della Uil Angeletti di adottare una moratoria per quanto riguarda i licenziamenti nel settore pubblico almeno per il 2009. Mi auguro che venga presa seriamente in considerazione dal governo al tavolo con le parti sociali di domani.
Sabato la marcia della CGIL per il lavoro e la difesa del contratto
(ANSA) – TORINO, 26 FEB – Migliaia di lavoratori piemontesi parteciperanno sabato a Torino alla marcia per il lavoro e per la difesa del contratto, organizzata dalla Cgil. Alla manifestazione hanno aderito personaggi del mondo dello spettacolo come Ottavia Piccolo, i Mau Mau e la Bandaosiris, e tanti esponenti del mondo politico, tra i quali Fausto Bertinotti, il segretario nazionale di Rifondazione, Paolo Ferrero, i parlamentari del Pd, Cesare Damiano, Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi.
Il corteo partira’ da piazza Vittorio Veneto e si concludera’ in piazza Castello, dove interverra’ Agostino Megale della segreteria nazionale della Cgil. Prima di lui parleranno due lavoratori della Indesit e della Zegna, una studentessa lavoratrice precaria di Vercelli, un extracomunitario di Verbania e un precario della Croce Rossa.
”Sono oltre 200.000 – ha sottolineato il segretario generale della Cgil Piemonte, Vincenzo Scudiere – le persone coinvolte dalla crisi in pochi mesi, lo stesso numero di posti di lavoro che si sono persi in dieci anni tra il 1980 e il 1990. Ci dispiace che Cisl e Uil non siano con noi perche’ siamo consapevoli di quanto l’unita’ sia fondamentale per affrontare i problemi della crisi e del lavoro. Ci saremmo aspettati una proposta che avremmo sicuramente accolto”.





