Metalmeccanici: ineludibile tema democrazia nei luoghi di lavoro

metalmeccaniciL’accordo separato per il contratto dei metalmeccanici pone nuovamente il problema della rappresentatività, della rappresentanza e della democrazia nei luoghi di lavoro. La questione, assai rilevante, può essere affrontata e risolta percorrendo contemporaneamente due strade. La prima è quella della applicazione dell’accordo del 28 giugno del 2011 che ha stabilito precise regole che dovrebbero essere applicate entro la fine di quest’anno dall’ultima intesa interconfederale delle scorse settimane che la Cgil non ha firmato.
Se queste regole trovassero coerente applicazione, si potrebbe far compiere un passo avanti al tema della certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali per l’accesso alla contrattazione collettiva nazionale di categoria.
La seconda strada è quella di una legislazione di sostegno alla rappresentanza: come Partito democratico abbiamo già depositato alla Camera una proposta di legge che chiede il ripristino del testo dell’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori nella versione ante referendum del 1995. In questo modo, si consentirebbe a tutti i sindacati nazionalmente rappresentativi di avere propri delegati nei luoghi di lavoro.




LAVORO: SACCONI ATTACCA BANKITALIA PERCHÉ HA PAURA DELLA REALTÀ

Il ministro Sacconi attacca Bankitalia perché periodicamente ci illustra la situazione reale dell’occupazione e perché tutto questo contrasta con la scelta del governo di indorare quotidianamente la pillola, per non far vedere la realtà. Se vogliamo leggere la situazione complessiva dell’occupazione non possiamo ignorare che il 2009 si chiude con quasi un miliardo di ore di cassa integrazione, 918 milioni per la precisione. Questa cifra corrisponde a quasi 450 mila lavoratori a tempo pieno per un anno, sottratti alla produzione. È evidente  a tutti che coloro che sono coinvolti dalla cassa integrazione sono più del doppio di questa cifra e che per molti di essi la prospettiva del rientro al lavoro diventerà problematica: si pensi al caso dell’Alcoa. A queste persone vanno aggiunti coloro che non hanno tutele e che rinunciano a ricercare il nuovo lavoro. Non è una buona politica quella che non ha l’obiettivo di affrontare con decisione la nuova fase: se oltre alle tutele non si incentiva lo sviluppo inevitabilmente crescerà la disoccupazione. E il ministro Sacconi  farebbe bene a ringraziare Bankitalia.


Crisi: la manifestazione della CGIL rende visibile il disagio

cgilLa manifestazione della Cgil di sabato 14 novembre e’ molto importante perche’ porta alla ribalta i temi della crisi economica e sociale, dell’occupazione e dello sviluppo.Rendere visibile il disagio che attraversano famiglie e lavoratori e rivendicare un cambio di passo nelle scelte politiche del governo e’ un fatto fondamentale  se si vuole aiutare il paese ad uscire dalla crisi.Il partito democratico, in relazione alla legge Finanziaria avanzera’ le sue proposte sui temi del reddito del lavoro dipendente e autonomo, del rafforzamento degli ammortizzatori sociali e del sostegno alle imprese.


METALMECCANICI: LA VIA UNITARIA SI PUO’ PERSEGUIRE ANCHE SE DIFFICILE

L’accordo dei metalmeccanici del gennaio 2008 si concluse in modo unitario. La mediazione ricercata con le parti sociali quando ero ministro del lavoro ebbe successo. Una trattativa in stallo da sei mesi si sblocco’, all’ora, in tre giorni al ministro del Lavoro. La stessa conclusione unitaria ci fu sul protocollo del Welfare del 2007 voluto da governo Prodi. Un altro esempio recente e’ l’accordo unitario dei lavoratori del settore agro industriale. Questi esempi dimostrano che la via unitaria si puo’ perseguire anche se lunga, difficile e tortuosa.
Purtroppo, il nuovo contratto dei metalmeccanici si e’ concluso con firme separate e apre un problema di democrazia dei lavoratori. Sarebbe necessario che, di fronte a queste situazioni, si riprendesse il cammino dell’accordo di Cgil Cisl e Uil del luglio 2008 che ha disciplinato i temi della rappresentativita’ e della democrazia sindacale.Un compromesso condiviso, aggiunge l’esponente del Pd, ‘puo’ rappresentare il punto di riferimento per una legislazione di sostegno su questi temi. La legge gia’ vigente nel pubblico impiego ha dato, negli anni, ottimi risultati e quei criteri possono essere utilizzati anche per il settore del lavoro dipendente privato.