Crisi: DL, il governo come stabilizzerà i precari della PA?

lavoro_-precarioPer affrontare in modo adeguato il congresso del Partito Democratico bisogna continuare, con pazienza, a occuparsi dei problemi delle persone. Ad esempio, per quanto riguarda la ‘manovrina’ del Governo, sarebbe opportuno comprendere come si intende procedere per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.
E’ positivo il fatto che, anche grazie alla nostra pressione, sia saltato il termine del 30 giugno come data limite per la stabilizzazione dei precari e anche quella del 30 dicembre 2009, come ultima scadenza. Se questi lavoratori potranno essere stabilizzati attraverso concorsi programmati per i prossimi tre anni, fino al 2012, vorrei chiedere al ministro Brunetta se intende prorogare questi rapporti di lavoro in attesa di effettuare i concorsi stessi. Il secondo interrogativo riguarda il turn over: e’ necessario rimuovere l’attuale blocco, altrimenti la scelta, che condivido, di una stabilizzazione progressiva di questi lavoratori, non troverebbe la strada per una concreta attuazione. A tutti sta a cuore il destino dei lavoratori precari della pubblica amministrazione, indispensabili per il funzionamento della macchina amministrativa, anche perche’, nell’attuale crisi, non possiamo permetterci di aggiungere nuova disoccupazione.


P.A. Brunetta: la parola precario mi fa venire l’orticaria

brunettaRoma, 5 mag. (Adnkronos/Labitalia) – ”Li chiamerei lavoratori flessibili e non precari, perche’ la parola ‘precario’ mi fa venire l’orticaria”. Cosi’ il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, a margine della presentazione al Cnel dei dati del monitoraggio sul lavoro flessibile nella P.a., ha criticato l’uso del termine ‘precario’. ”La mitizzazione del precario -ha ribadito Brunetta- non mi piace. Io stesso ho fatto il precario tanti anni all’universita’ e non amo certo questo periodo, ma fare delprecario una ‘classe’, come fa certa letteratura o certa filmografia, non e’ certo giusto”.

Anzi, per il ministro le distorsioni non finiscono qui. ”Non c’e’ -ha affermato Brunetta- un’intera generazione precaria, ma esistono solo alcune sacche di persistenza nel precariato e bene ha fatto Damiano a mettere il vincolo dei tre anni. Ma -ha concluso- nella P.a. non vorrei che col sistema delle proroghe si possa andare avanti a vita”. E tuttavia per il ministro e’ bene sapere che ”nel pubblico impiego non puo’ essere che o si entra a tempo indeterminato o non c’e’ spazio per il lavoro flessibile, perche’, invece, di quest’ultimo c’e’ bisogno”.

Rispondo al Ministro Brunetta sottolineando che il lavoro flessibile dovrebbe essere un ‘passaggio’ nel corso della vita lavorativa. Purtroppo, le politiche di questo governo tendono a trasformare una situazione di buona flessibilità a termine in una precarietà che occupa una parte considerevole nella vita dei lavoratori. Le politiche del governo Prodi  con gli incentivi alle imprese per la stabilizzazione e con la lotta al lavoro nero erano andate nella giusta direzione. La strada imboccata dal governo Berlusconi, invece, va in quella opposta. Ora, il ministro  Brunetta per essere coerente con le sue affermazioni farebbe bene a raccogliere la nostra proposta di sospensione dei licenziamenti dei precari della P.A.. Se sono pochi, come sostiene, allora sarà più facile raggiungere l’obiettivo. Altrimenti  saranno le solite parole al vento.


Precari della PA: Bene la retromarcia di Brunetta

brunettaMi fa piacere che il ministro Brunetta abbia detto: ‘Non mi pare ci sia alcun decreto al prossimo Consiglio dei ministri sui precari’. Avevamo chiesto chiarimenti nella giornata di ieri; c’e’ voluto un giorno per fare, probabilmente, marcia indietro. Ma l’importante e’ il risultato. La nostra battaglia per stabilizzare i precari della P.A. continuera’, perche’ non e’ tollerabile che lo Stato licenzi i propri dipendenti soprattutto di fronte ad una grave crisi occupazionale. Il ministro ha aggiunto anche: ‘Andate a chiedere conto a Damiano che, ai tempi del governo Prodi, ha voluto la limitazione dei periodi di rinnovo contrattuale a tre anni’. Questa affermazione di Brunetta rivela che quando nel Dna di un ministro c’e’ l’ossessione del licenziamento, anche quando si ereditano leggi che stabilizzano il lavoro, come ha fatto il ministro Nicolais nella P.A., queste stesse leggi vengono rovesciate nel loro contrario, con interpretazione di comodo che fanno pagare prezzi sociali salatissimi.


LAVORO: LA NORMATIVA DEL GOVERNO METTE A RISCHIO 60MILA POSTI NELLA P.A.

BISOGNA CHE L’ESECUTIVO RITIRI IL SUO EMENDAMENTO!

Quando si parla di precari nella P.A. e’ bene ricordare che non ci sono solo quelli del settore della ricerca, bensi’ tutti coloro che lavorano nella stessa P.A.. Nel caso di una mancata conferma di questi precari una stima attendibile parla di un impatto occupazionale negativo di circa 60mila persone. Per questo e’ necessario mantenere la vecchia normativa per consentire un assorbimento graduale di questi lavoratori, indispensabili per il funzionamento dei servizi. Le norme che invece il governo introduce peggiorano la situazione precedente.Quello che noi chiediamo e’ che il governo ritiri il suo emendamento. Per quanto riguarda la norma sui contratti a termine, da me introdotta per i settori privati nel protocollo sul welfare e condivisa da tutte le parti sociali, essa si proponeva di salvaguardare l’occupazione. Continua a leggere