Sulla restituzione del debito della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese ancora numeri e annunci, ma niente di concreto. L’appello dei presidenti di Confindustria e di Rete Imprese Italia è sacrosanto: se le imprese non incassano, resteremo in recessione e chiuderanno i battenti anche le aziende che hanno buoni portafogli di ordini. Bisogna capire che non si può più aspettare. Rimandare questo problema condanna l’economia e l’occupazione. Anche per questo è necessario che si formi al più presto un governo che affronti i problemi economico-sociali. Ci vuole senso di responsabilità per il bene del Paese e va sgombrato il campo da tatticismi politici e interessi dipartito. Alzare continuamente la posta come fa il M5S non favorisce la soluzione dei problemi ma la allontana.
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IL LAVORO CHE CAMBIA: #pubblicaamministrazione
Oggi la pubblica amministrazione è un settore in particolare sofferenza (rinnovo contratti e blocco del turn over).
Bisogna fare delle correzioni e consentire ai vincitori di concorso di cominciare a lavorare e di sbloccare il rinnovo dei contratti.
Salario minimo: prima correggere riforma Fornero
La proposta del presidente dell’Eurogruppo di introdurre in tutti i Paesi europei un salario minimo dovrebbe rientrare tra le priorità di un governo a guida progressista, ma prima è necessario rivedere le riforme Fornero. L’Europa si rende conto da sola che l’eccesso di politiche rigoriste e monetariste hanno portato all’ingiustizia sociale e ha capito che serve una marcia indietro mi auguro che questa proposta possa far parte del programma di governo dei riformisti, ma per farlo bisogna correggere le riforme Fornero delle pensioni e del mercato del lavoro. Junker pone un problema essenziale che è quello della perdita progressiva del potere d’acquisto delle categorie più deboli. Da noi il blocco dei contratti della pubblica amministrazione o il blocco delle indicizzazioni sono scelte pubbliche che hanno finito per impoverire i lavoratori e i pensionati.
Non so se la risposta sia quella di creare un salario minimo, ma di certo vanno stabiliti degli standard minimi per chi non è tutelato da un contratto nazionale. Non sono contrario al salario minimo per chi non è tutelato da un contratto nazionale di riferimento ma allo stesso tempo bisogna lavorare per indicizzare le pensioni sbloccando l’attuale tetto.
Precari della PA: Bene la retromarcia di Brunetta
Mi fa piacere che il ministro Brunetta abbia detto: ‘Non mi pare ci sia alcun decreto al prossimo Consiglio dei ministri sui precari’. Avevamo chiesto chiarimenti nella giornata di ieri; c’e’ voluto un giorno per fare, probabilmente, marcia indietro. Ma l’importante e’ il risultato. La nostra battaglia per stabilizzare i precari della P.A. continuera’, perche’ non e’ tollerabile che lo Stato licenzi i propri dipendenti soprattutto di fronte ad una grave crisi occupazionale. Il ministro ha aggiunto anche: ‘Andate a chiedere conto a Damiano che, ai tempi del governo Prodi, ha voluto la limitazione dei periodi di rinnovo contrattuale a tre anni’. Questa affermazione di Brunetta rivela che quando nel Dna di un ministro c’e’ l’ossessione del licenziamento, anche quando si ereditano leggi che stabilizzano il lavoro, come ha fatto il ministro Nicolais nella P.A., queste stesse leggi vengono rovesciate nel loro contrario, con interpretazione di comodo che fanno pagare prezzi sociali salatissimi.
Soddisfazione del Pd per i lavoratori dell’ISFOL
Il 2009 si apre con una buona notizia per il mondo del precariato nella pubblicaamministrazione. Dopo mesi dimobilitazione da parte dei sindacati e del Partito democratico, i lavoratori precari dell’Isfol, l’ente diricerca pubblico sulle tematiche del lavoro e dellaformazione, sono stati stabilizzati. Dopo tantissimi anni di precariato e’ il giusto riconoscimento al valore della ricerca. Diamo atto al governo di aver agito con saggezza. Ma ora che i problemi Isfol sono risolti non bisogna dimenticare gli altri ricercatori precari della pubblica amministrazione. Su di loro, come sui tantissimi precari del settore pubblico, pende la scadenzadel 30 giugno 2009. Se entro quella data non sarannostabilizzati torneranno a casa. La positiva operazione compiuta con Isfol e’ una ragione in piu’ per abrogare questa norma assurda e procedere a tutte le altre stabilizzazioni.
P.A: E’ GRAVE LA MANCATA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI
L’emendamento presentato dal governo che abolisce le norme sulla stabilizzazione dei lavoratori precari della pubblica amministrazione volute dal governo Prodi, che coinvolgera’ inizialmente almeno 60 mila persone che non verranno confermate al lavoro ”si completa l’attacco portato al lavoro pubblico: e’ un fatto gravissimo che colpisce soprattutto i giovani lavoratori e contro il quale ci batteremo. Dietro i giusti obiettivi di crescita della competitivita’ e di lotta ai cosiddetti ‘fannulloni’, che tutti condividiamo, si nasconde in realta’ una manovra che tende a depotenziare il ruolo del sindacato e a diminuire le tutele e la stabilita’ occupazionale. Continua a leggere
FINANZIARIA:COLPISCE I DISABILI E LE LORO FAMIGLIE
Nell’articolo 71 del Decreto sulla Manovra economica, il governo ha disposto che le assenze dal servizio dei dipendenti pubblici, non vengano conteggiate ai fini del pagamento del premio di produttivita’, se non per alcuni casi elencati. Quindi non solo ”i fannulloni”, se stanno a casa, avranno il salario decurtato, ma anche chi e’ effettivamente malato e lavora nella Pubblica Amministrazione dal 1° gennaio 2009, se non ci saranno correttivi, avra’ una decurtazione del salario che potra’ arrivare a 30%”.Fatti che denuncio insieme a Maria Grazia Gatti, Membro Commissione Lavoro, deputata PD. Continua a leggere





