L’ultima trovata dell’anno da parte del governo è stata quella di introdurre emendamenti al decreto sviluppo senza passare dal vaglio e dal voto della commissione di merito. E’ accaduto al Senato con due modifiche che concedono lo scivolo alla pensione ai dirigenti di azienda e la possibilità per le imprese di derogare dall’obbligo di dare la precedenza, in caso di assunzioni, ai lavoratori messi in mobilità dalle stesse imprese. Queste norme vanno cancellate anche perché rappresentano il segno di una scelta iniqua, contraddittoria e controproducente su una materia estremamente delicata come quella del passaggio dal lavoro alla pensione, oggetto di una lunga battaglia politica tra governo e parlamento.
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Pensioni, con Maria Luisa Gnecchi dico: governo presenti emendamento per risolvere problema ricongiunzioni
L’incontro di oggi tra il ministro Fornero e la commissione Lavoro sul tema delle ricongiunzioni pensionistiche non ha ancora individuato una soluzione al problema. Come da noi richiesto è in corso un intenso lavoro di confronto fra ministero del Lavoro, dell’Economia, Ragioneria dello Stato e Inps per individuare una norma di legge e la relativa copertura finanziaria. Il ministro ha dichiarato che non è percorribile la strada puramente amministrativa sulla quale si era in precedenza ragionato. Per quanto ci riguarda riteniamo che, a questo punto, l’unica possibilità sia quella di un emendamento del governo alla legge di stabilità, perché i tempi per una soluzione sono ormai molto stretti. Il ministro ha condiviso questa impostazione e l’appuntamento fissato martedì prossimo dovrà consentire alla commissione Lavoro di valutare la proposta di merito prima che essa sia formalizzata nell’apposito emendamento. È importante il fatto che, dopo oltre due anni di pressione da parte della commissione Lavoro, a partire dalla proposta di legge del Pd per il ripristino della precedente ricongiunzione gratuita verso l’Inps, presentata nell’agosto 2010, anche il governo si sia convinto dell’errore compiuto dall’esecutivo precedente, che oggi richiede una correzione per rendere giustizia ai lavoratori coinvolti.
Pensioni, con Maria Luisa Gnecchi dico: bene Fornero, risolvere presto problema ricongiunzioni
Anche noi, come il ministro Fornero, ci auguriamo che nel giro di qualche settimana venga risolto il problema delle ricongiunzioni che abbiamo sollevato, come Pd, nel lontano 2010, al momento del suo sorgere. Come ricordato dal ministro del Lavoro, si tratta di un provvedimento i cui effetti ‘sono folli’, perché costringono i lavoratori che intendono giustamente ricongiungere i contributi versati per poter avere una unica pensione, a pagare due volte. Si tratta di un errore compiuto dal governo Berlusconi e onestamente riconosciuto nell’Aula di Montecitorio dall’allora sottosegretario Luca Bellotti. La commissione Lavoro della Camera ha elaborato unitariamente una proposta per risolvere questo problema e attendiamo, come ha promesso il ministro, di avere rapidamente una risposta.
Mercoledì 28 novembre, vi segnaliamo in edicola:
Mercoledì 21 novembre, vi segnaliamo in edicola:
PENSIONI: NO A TRATTAMENTI PENSIONISTICI DIVERSI
Quattro parole chiave sono state pronunciate dal presidente del Consiglio: esodati, ammortizzatori, flessibilità (in entrata) e tempestivamente. Sono il succo della dichiarazione rilasciata dal premieri prima della fiducia alla Camera alla legge sul mercato del lavoro, che ha aperto la strada all’approvazione di quella riforma. È l’impegno di Mario Monti che adesso va onorato tempestivamente. La prima occasione sarà il decreto sviluppo: presenteremo emendamenti unitari dei partiti che sostengono il governo su ammortizzatori e flessibilità in entrata, avendo a riferimento l’avviso comune di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. Nella spending review esiste già un capitolo dedicato agli esodati che aggiunge altri 55mila lavoratori agli precedenti salvaguardati per un totale di 120mila persone. A questo proposito abbiamo da porre due domande al governo alle quali occorrerebbe dare una rapida risposta. La prima: come mai il decreto interministeriale che riguarda i primi 65mila salvaguardati non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale? La seconda: se il governo, per i dipendenti pubblici da accompagnare alla pensione, prevede una deroga all’applicazione della riforma previdenziale targata Fornero fino al 2014, perché non estendere questa stessa norma ai lavoratori privati o autonomi, anziché fare continui rattoppi che non risolvono il problema? Del resto trattamenti pensionistici diversi tra lavoratori non sarebbero accettabili e sarebbero contraddittori.






