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Il via libera al Senato all’emendamento in tema di ricongiunzioni pensionistiche sana, anche se parzialmente, una grave ingiustizia sociale per i lavoratori che sono passati dal pubblico impiego all’Inps prima del luglio 2010. Viene ripristinata in questo caso la ricongiunzione gratuita dei contributi al fine di formare una sola pensione. Un altro passo avanti sulla strada della correzione delle iniquità del sistema pensionistico, di cui il Pd si è fatto interprete in questi anni. Infatti questo errore, che costringeva i lavoratori a pagare due volte i contributi, è stato compiuto nel 2010 al tempo del governo Berlusconi.
Siamo soddisfatti per la presentazione dell’emendamento relativo alle ricongiunzioni pensionistiche da parte dei relatori alla Legge di Stabilità al Senato. Si tratta di un passo avanti, anche se non risolutivo del problema, che sana una situazione di evidente ingiustizia per coloro che sono passati dal Pubblico impiego all’ Inps prima del luglio 2010.
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Nell’incontro di oggi con la commissione Lavoro, il ministro Fornero ha confermato che ci sarà al Senato l’emendamento relativo alle ricongiunzioni pensionistiche. Si tratta di un fatto importante anche se non risolutivo del problema. L’emendamento è il risultato di una lunga battaglia del Partito democratico cominciata nell’agosto del 2010 e che ha conquistato via via il sostegno di tutti gli altri gruppi. Se l’emendamento sarà approvato, avremo risolto il problema delle ricongiunzioni per tutti coloro che sono passati dal pubblico impiego (o da un fondo sostitutivo ed esonerativo) all’Inps prima del luglio 2010, sanando in questo modo una palese ingiustizia sociale. La parte non completamente risolta riguarda le situazioni successive a quella data. Chi oggi è dipendente pubblico e ha anche contributi precedentemente versati all’Inps, potrà avere la ricongiunzione gratuita solo per la pensione di vecchiaia. L’esclusione delle pensioni di anzianità mantiene una discriminazione che andrà successivamente affrontata, non risolta in questa circostanza ancora una volta per problemi di copertura finanziaria. L’emendamento ha ovviamente individuato le risorse necessarie ed ha quindi il via libera della Ragioneria.
Ci fa piacere che l’Inps, con il messaggio n. 20286 di ieri, abbia riconosciuto la validità di una nostra richiesta: cioè, che durante il periodo di godimento dell’indennità di disoccupazione o di mobilità debba essere rilasciata l’autorizzazione ai versamenti volontari. Nella legge di stabilità in discussione al Senato, si prevede che chi è in mobilità, ma ha bisogno di versare contributi volontari per raggiungere i requisiti pensionistici, possa farlo solo se ha fatto la domanda prima del 4.12.2011. Nella pratica questo non avviene quasi mai perché è prassi consolidata fare domanda alla fine del periodo di mobilità. Questa circolare dell’Istituto fa compiere un passo avanti nella direzione da noi auspicata anche se, ancora una volta, si trovano soluzioni parziali. Infatti, l’Inps ha sempre scoraggiato i lavoratori in mobilità che intendevano presentare la richiesta di prosecuzione volontaria. Saranno purtroppo dunque considerate soltanto le domande di coloro che, nonostante la dissuasione operata nei loro confronti, hanno insistito. Su questo argomento, come Partito democratico, abbiamo presentato un ordine del giorno alla legge di stabilità che chiedeva di rimuovere questo ostacolo e che è stato approvato il 22 novembre scorso. Come PD continueremo la nostra battaglia per consentire, a questo punto, a tutti i lavoratori di poter presentare la domanda anche alla fine della mobilità.