Lavoro: proposte Monti? Sbagliata balcanizzazione dei modelli contrattuali

lavoroCi fa piacere che finalmente Ichino si preoccupi di garantire la rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro anche ai sindacati nazionalmente rappresentativi non firmatari degli accordi applicati a livello aziendale. Noi siamo d’accordo e vorremmo sommessamente ricordare che il Pd, nel corso di questa legislatura, ha già presentato una proposta di legge che ha l’obiettivo di correggere l’articolo 19 dello statuto dei lavoratori, che affronta il tema della rappresentanza nei luoghi di lavoro, riportandolo alla formula originaria ante referendum del 1995. Quello che Ichino e Monti spacciano per una grande novità è, in realtà, una nostra proposta alla quale non si è finora prestato ascolto. Ben vengano le conversioni in corso d’opera. Per quanto riguarda l’insieme delle proposte di Monti sul mercato del lavoro aspettiamo di vedere il testo definitivo ma ribadiamo che non ci sembra percorribile la strada della sperimentazione a livello regionale perché si creerebbe il rischio di una balcanizzazione dei modelli contrattuali. Inoltre, noi vogliamo cancellare l’articolo 8 del dl 138 di Sacconi che introduce la possibilità di derogare a livello aziendale leggi e contratti: la nostra scelta, invece, è quella di far riferimento all’impianto di regole definito unitariamente da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nel giugno 2011 e di prevedere l’attivazione di un tavolo di concertazione con i sindacati che rappresentano il lavoro e l’impresa per definire le correzioni alla riforma Fornero.


Metalmeccanici: ineludibile tema democrazia nei luoghi di lavoro

metalmeccaniciL’accordo separato per il contratto dei metalmeccanici pone nuovamente il problema della rappresentatività, della rappresentanza e della democrazia nei luoghi di lavoro. La questione, assai rilevante, può essere affrontata e risolta percorrendo contemporaneamente due strade. La prima è quella della applicazione dell’accordo del 28 giugno del 2011 che ha stabilito precise regole che dovrebbero essere applicate entro la fine di quest’anno dall’ultima intesa interconfederale delle scorse settimane che la Cgil non ha firmato.
Se queste regole trovassero coerente applicazione, si potrebbe far compiere un passo avanti al tema della certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali per l’accesso alla contrattazione collettiva nazionale di categoria.
La seconda strada è quella di una legislazione di sostegno alla rappresentanza: come Partito democratico abbiamo già depositato alla Camera una proposta di legge che chiede il ripristino del testo dell’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori nella versione ante referendum del 1995. In questo modo, si consentirebbe a tutti i sindacati nazionalmente rappresentativi di avere propri delegati nei luoghi di lavoro.