| I pensionati più deboli pagano i danni della riforma Fornero | |
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Uscita anticipata con penalizzazione |
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Deroghe Expo, tutto rinviato |
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Meno di mille euro al mese a metà dei pensionati inps |
Se accettiamo il giusto suggerimento di Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, e utilizziamo l‘indice Bes (Benessere equo e sostenibile) anche per valutare l’impatto delle nuove leggi sul benessere e non solo sulle variabili finanziarie, la riforma delle pensioni Monti-Fornero non sarebbe mai nata.
Gli effetti finanziari sono noti: circa 350 miliardi di euro di risparmi dal 2020 al 2060, tutti a carico dei pensionati. Gli effetti sociali li stiamo misurando: nonostante le correzioni che il Pd ha imposto al parlamento salvaguardando 130 mila lavoratori, altre centinaia di migliaia di persone vivono nella paura di dover restare per lunghi anni senza alcun reddito. Si tratta dei cosiddetti esodati, mobilitati, contributori volontari, licenziati e iscritti ai fondi di settore, tutte persone che hanno il diritto di veder risolto il loro problema utilizzando le vecchie regole pensionistiche. Per questo è importante che negli 8 punti dell’agenda Bersani questo argomento sia ben presente e che si formi al più presto un governo capace di affrontare i punti fondamentali dell’emergenza sociale, come quelli delle pensioni e della disoccupazione. Il Giappone si sta riprendendo dalla sua crisi grazie a politiche d’investimento e di ricostruzione, l’Europa sta sprofondando in una dissennata politica di austerità. Occorre cambiare rotta.
Se Grillo paventa che a breve l’Italia non sarà in grado di pagare le pensioni e gli stipendi ai dipendenti pubblici, ciò dovrebbe indurlo, ancora di più, a scelte di responsabilità che evitino un disastro sociale di tal genere. Allora è tempo di superare pregiudizi e battute demagogiche avanzando, invece, proposte concrete come sta facendo il Pd. Per quanto riguarda la previdenza non solo bisogna continuare a pagarla, utilizzando a vantaggio dell’equità sociale una parte delle risorse che si risparmieranno, ma occorre anche correggere gli errori della riforma Monti-Fornero, consentendo a chi è rimasto senza reddito di poter andare in pensione con le vecchie regole.
Grillo condivide la necessità di risolvere un problema così grave per i cittadini?
La riforma del Ministro Fornero va corretta. Se vinciamo le elezioni occorre che nessuno rimanga senza reddito a partire dagli esodati.
Ci fa piacere che finalmente Ichino si preoccupi di garantire la rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro anche ai sindacati nazionalmente rappresentativi non firmatari degli accordi applicati a livello aziendale. Noi siamo d’accordo e vorremmo sommessamente ricordare che il Pd, nel corso di questa legislatura, ha già presentato una proposta di legge che ha l’obiettivo di correggere l’articolo 19 dello statuto dei lavoratori, che affronta il tema della rappresentanza nei luoghi di lavoro, riportandolo alla formula originaria ante referendum del 1995. Quello che Ichino e Monti spacciano per una grande novità è, in realtà, una nostra proposta alla quale non si è finora prestato ascolto. Ben vengano le conversioni in corso d’opera. Per quanto riguarda l’insieme delle proposte di Monti sul mercato del lavoro aspettiamo di vedere il testo definitivo ma ribadiamo che non ci sembra percorribile la strada della sperimentazione a livello regionale perché si creerebbe il rischio di una balcanizzazione dei modelli contrattuali. Inoltre, noi vogliamo cancellare l’articolo 8 del dl 138 di Sacconi che introduce la possibilità di derogare a livello aziendale leggi e contratti: la nostra scelta, invece, è quella di far riferimento all’impianto di regole definito unitariamente da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nel giugno 2011 e di prevedere l’attivazione di un tavolo di concertazione con i sindacati che rappresentano il lavoro e l’impresa per definire le correzioni alla riforma Fornero.
Bisogna avere rispetto per le persone e non sollevare, ancora una volta, inutili polveroni sul tema degli esodati. L’Inps ha fornito a suo tempo una stima dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni e il ministro Fornero la conosce perfettamente. Non ci sono nuove elaborazioni da parte dell’istituto e quindi siamo al punto di partenza: dobbiamo correggere l’errore che è stato commesso dal governo Monti e di questo dovrà farsene carico il prossimo esecutivo. Per quello che ci riguarda non intendiamo più legarci a numeri, che in molte occasioni vengono contraddetti, ma vogliamo lavorare per garantire il diritto, a coloro che hanno maturato i requisiti e che hanno perso il lavoro nel corso del 2011, di poter andare in pensione con le vecchie regole.