Dichiarazione dell’on. Battafarano sull’incidente all’Ilva di Taranto

MORTO OPERAIO DELLA TAVIl lavoro continua a pagare un insopportabile tributo di sangue a Taranto e in Italia.

La morte del lavoratore polacco di una ditta dell’appalto ILVA suscita in tutti noi grande commozione.

Oggi, più che in passato, la coscienza civile del Paese si ribella al drammatico stillicidio di caduti che tocca vari comparti produttivi e vari territori.

Oggi, più che mai occorre accrescere prevenzione, formazione, manutenzione degli impianti, vigilanza, lotta al lavoro nero, massima attenzione alla catena dei subappalti, efficace coordinamento degli enti pubblici competenti.

Le statistiche dicono che la percentuale degli infortuni sul lavoro è in diminuzione.

Valorizzare una tendenza positiva è giusto e tuttavia di fronte a tutti gli attori istituzionali, politici e sociali c’è il compito oggi di rendere più sicuro e dignitoso il lavoro italiano.

Oggi ci sono buone leggi che vanno attuate con rigore e responsabilità, rinunziando alla ricorrente tentazione di modificare e rinviare gli adempimenti.

La coscienza civile del Paese richiede una svolta profonda e risultati concreti.

 

 

On. Giovanni Battafarano

Consulta Welfare PD


Non abbassare la guardia sul tema della sicurezza sul lavoro. E nemmeno le tutele.

Una carovana per il lavoro sicuroL’incidente di Bologna testimonia la necessita’ di ‘non abbassare la guardia sulla sicurezza del lavoro. A fronte di questa situazione di quotidiana emergenza aumenta la nostra preoccupazione per gli atti, compiuti dal governo, di depotenziamento delle tutele previste dal testo unico sulla sicurezza, operati a partire dai decreti di prima dell’estate.

L’esecutivo ha provveduto ad almeno 11 modifiche negative del testo precedente, pubblicato sulla G.U. del 1 maggio di quest’anno, senza alcun accordo preventivo con le parti sociali.   Fra queste:la deroga alle norme sulla sicurezza del lavoro, contenuta nel decreto sull’emergenza rifiuti in Campania, il cosiddetto decreto ‘proroga termini’, con il differimento: della comunicazione a Inail e Ipsema dei dati relativi agli infortuni; delle norme in materia di visite mediche’, il ”documento di valutazione dei rischi, la cui presentazione e’ spostata al 1 gennaio del 2009, l’abrogazione delle misure che prevedevano la responsabilita’ solidale tra committente e appaltatore per la regolarita’ delle ritenute fiscali e previdenziali.

Con la manovra Finanziaria, ‘viene meno l’obbligo, per i datori di lavoro e i dirigenti, di munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento nei cantieri dell’edilizia; si modificano alcune norme in materia di orario di lavoro, variando le definizioni di lavoratore notturno e di lavoratore mobile; si consentono deroghe a contratti aziendali e territoriali in materia di riposo giornaliero, pausa, modalita’ di organizzazione del lavoro notturno e durata dello stesso; con la formula della semplificazione si consente, al datore di lavoro, nei casi di effettuazione di lavoro straordinario e di lavoro notturno, di eliminare l’obbligo di informare la direzione provinciale del lavoro’.  

Infine, e’ esclusa la sanzione della sospensione dell’attivita’ imprenditoriale in caso di reiterata violazione della disciplina in materia di durata massima dell’orario di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale. Come si vede non si tratta di interventi episodici ma di un disegno organico che portera’ gravi conseguenze a danno della tutela dei lavoratori’

A tale proposito, vi segnalo una mia intervista che uscirà domani su ‘Il Messaggero”, in cui affronto il tragico tema delle morti sul lavoro e le altrettanto tragiche statistiche italiane. 


Sulla sicurezza il governo riduce le tutele

Il grave incidente sul lavoro avvenuto nella centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, ci rattrista profondamente e dimostra come la sicurezza sul lavoro debba essere sempre tema centrale dell’azione di governo. L’esecutivo prosegue nel progetto di sempre, la diminuzione delle tutele dei lavoratori. Ieri si e’ trattato dell’inutile battaglia per l’abolizione dell’articolo 18, per fortuna non andata a buon fine, oggi delle norme antiprecari. Insomma, il clima e’ pessimo, ogni giorno porta un nuovo attacco del governo e della maggioranza a conquiste pagate a caro prezzo dai lavoratori . È stato deciso, proprio da poco, di prorogare al primo gennaio del 2009 scadenze importanti come quella relativa alla compilazione del documento di rischio da parte delle aziende, che riguarda proprio la salute la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma non vorremmo che in uno scenario di continua deregolazione si tornasse alla vecchia pratica della monetizzazione della salute dei lavoratori. Anche per questo motivo il Pd continuera’ a battersi per la piena attuazione delle norme contenute nel Testo unico su salute e sicurezza.