Il governo sbaglia a voler dividere il sindacato

 
Per Ichino “la coalizione sindacale che ha la maggioranza del 50 piu’ uno deve essere legittimata a contrattare con effetti generali in caso di contrasto irrisolvibile, per evitare la paralisi”. Insomma,

quanto sta avvenendo “e’ la conferma – sostiene Ichino – della inattualita’ della prospettiva dell’unita’ sindacale”.

Quanto all’incontro di ieri sera a palazzo Grazioli, Ichino non ci trova “nulla di scandaloso: governo e imprenditori possono parlare con chi vogliono, basta che sia chiaro chi rappresenta chi”.

Di tutt’altro avviso Pierluigi Bersani: “Il governo ha compiuto un atto totalmente irresponsabile. E’ una cosa di una gravita’ assoluta. Di fronte a una crisi cosi’ grave, si chiamano tutti al tavolo, mentre un governo che parte per dividere accende fuochi in una situazione gia’ tesa. Sono allibito”. Per Bersani, poi, e’ necessario che il sindacato ritrovi la sua unita’. E’ d’accordo Piero Fassino, che confessa di “guardare con preoccupazione ai rischi di una divaricazione del movimento sindacale e credo che il compito della politica sia di rispettare l’autonomia sindacale e sottrarsi alla tentazione di usare strumentalmente questo o quel sindacato”.

L’ex ministro del Lavoro con il governo Prodi, Cesare Damiano ritiene “sbagliato che il governo possa convocare separatamente i sindacati. Se ritiene che dividendoli ne consegua un elemento di successo si sbaglia ed e’ un punto di vista pericoloso, in un momento che richiede particolare unita’“.

Infine, l’ex ‘falco’ della Federmeccanica, l’imprenditore veneto Massimo Calearo, si dice convinto come “sia palese che la Cgil ha dei mal di pancia interni, che pero’ sono problemi della Cgil, e la Cgil non e’ il sindacato, ma e’ un sindacato”.

Detto questo, anche Calearo critica il governo: “I sindacati sono tutti uguali e il governo non deve spaccarli, ma coinvolgerli nelle trattative su provvedimenti concreti. Poi ognuno prende le sue decisioni, come ad esempio partecipare o meno a uno sciopero”.  (AGI)


IN PIAZZA LA CONTRARIETA’ DEI LAVORATORI

Le manifestazioni, molto partecipate, che si sono svolte in tutta Italia, testimoniano la preoccupazione e la contrarieta’ dei lavoratori e dei pensionati alla politica economica del governo. Come Partito Democratico  noi abbiamo sostenuto gli obiettivi di queste iniziative che vanno nella stessa direzione della nostra battaglia parlamentare e politica contro una manovra che non aiuta lo sviluppo del Paese, che abbassa le tutele del lavoro e indebolisce la lotta contro la precarieta’ e il lavoro nero. Infine, anche per noi rimane fondamentale, per il prossimo autunno, mettere al centro della nostra iniziativa il tema del potere d’acquisto delle famiglie. La nostra richiesta  e’ di utilizzare tutte le risorse che saranno disponibili per diminuire la pressione fiscale sulle retribuzioni, incentivare il salario di produttivita’ e migliorare le pensioni


La Cgil si mobilita contro la manovra economica

Le manifestazioni e le iniziative che la CGIL svolgerà in tutte le città d’Italia sabato 27 settembre per cambiare radicalmente la manovra politica economica del governo, per rimetter al centro i temi dell’occupazione e del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, non possono che trovare il nostro pieno sostegno.

Infatti, come Partito Democratico, abbiamo promosso iniziative parlamentari e politiche volte al miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie e per contrastare l’azione del governo che, nei decreti emanati prima dell’estate, ha teso a deregolare fortemente il mercato del lavoro ed a indebolire le tutele previste nel Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro.

Ci auguriamo che i temi sociali tornino ad essere al centro dell’attenzione e del dibattito del paese, anche grazie alla preziosa azione unitaria del sindacato.


Adesioni “Una carovana per il lavoro sicuro”

Molte le adesioni all’iniziativa promossa da Articolo 21 (www.articolo21.info), “Una carovana per il lavoro sicuro” che coordino e che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema della sicurezza del lavoro. Un viaggio che connette simbolicamente i luoghi delle stragi ed è un modo per non abbassare la guardia, in un momento in cui il  governo tende a deregolare il lavoro.

Sono diverse le associazioni che aderiscono al ‘viaggio’: Acli, Arci, Libera, Tavolo della Pace e anche Fnsi, Anac, il Comitato nazionale per la liberta d’informazione, Cgil, Cisl e Uil, molti  i parlamentari e gli esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura.


CGIL CISL e UIL sulla riforma dei contratti

L’intesa di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma dei contratti e’ un passo importatissimo. Del resto, nella loro autonomia, le parti sociali, sindacato e imprese, hanno il compito primario di definire il modello contrattuale e le forme di rappresentativita’ e democrazia sindacale. I governi, attraverso la concertazione, possono elabolare legislazioni di sostegno che sono piu’ facili quando esiste gia’ un accordo tra le parti che guardi gli interessi del paese. Era cio’ che ci saremmo apprestati a fare se il governo Prodi non fosse caduto. Era prevista l’apertura di un tavolo che, oltre ad affrontare il tema della diminuzione della pressione fiscale sulle retribuzioni e sulle pensioni, avrebbe affrontato anche il tema del modello contrattuale. Adesso la soluzione e’ a portata di mano. Continua a leggere