Inflazione: anche per il 2013 alto rischio erosione potere acquisto famiglie

L’andamento dei prezzi dei prodotti acquistati con più frequenza dalle famiglie italiane è ancora in aumento ed evidenzia, anche quest’anno, il rischio concreto di un’ennesima erosione dei salari reali. La crescita del prezzo del carrello della spesa (+2,4% su base annua) è infatti superiore all’inflazione tendenziale (+1,9%) al quale verranno adeguati gli stipendi. Una situazione ancora negativa per il nostro sistema economico che sta vivendo una forte crisi della domanda interna. Ed aggravata dal fatto che, in piena recessione dell’economia e con l’aumento dei disoccupati, l’inflazione continua a crescere in modo così rilevante colpendo i ceti medio bassi. Per questo è necessario un intervento di politica economica che sappia far ripartire lo sviluppo e aumentare le tutele di chi sta subendo maggiormente i costi della crisi. Sono questi gli obiettivi degli 8 punti su cui Bersani sta cercando una convergenza parlamentare per superare definitivamente l’austerità e rilanciare le imprese e l’occupazione attraverso una riduzione del cuneo fiscale a carico del lavoro a tempo indeterminato ed un piano straordinario di assunzioni dei giovani, degli over 45 e per il reimpiego agevolato dei lavoratori posti in mobilità. A questo va aggiunto l’intervento a sostegno di chi è senza reddito prevedendo ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata. E’ sui temi dell’economia reale che vogliamo confrontarci in parlamento e nel paese.


Crisi: dati Istat inquietanti, necessaria rivalutazione salari e pensioni

crisiI dati Istat relativi al calo del potere d’acquisto delle famiglie sono inquietanti. Confermano che, per la politica, il punto di partenza non può che essere una rivalutazione dei salari e delle pensioni. Per raggiungere questo obiettivo il nostro programma di Governo dovrà prevedere, già a partire dal 2013, lo sblocco delle indicizzazioni delle pensioni oltre la soglia di tre volte il minimo. Inoltre, andranno utilizzate le risorse stanziate per gli accordi aziendali di produttività, oltre due miliardi di euro nel prossimo biennio, e favoriti i rinnovi dei contratti nazionali di categoria. La ripresa dei consumi delle famiglie è parte fondamentale per riportare il paese sulla strada della crescita. Per questo dobbiamo sostenere l’Agenda Bersani che, pur non abbassando la guardia sul rigore, si ripromette di dare impulso allo sviluppo dell’economia nel solco dell’equità sociale.


Crisi:a braccetto una migliore retribuzione

Il tema della distribuzione degli utili ai lavoratori deve essere ricondotto nella cornice contrattuale esistente, nella quale si prevede già che nel livello decentrato di azienda o di territorio si possano erogare aumenti retributivi legati all’andamento economico dell’impresa. Il problema è quello di garantire ai lavoratori la conoscenza preventiva e trasparente dei dati di bilancio. Partecipare agli utili significa anche soprattutto per le grandi imprese multinazionali, consentire contemporaneamente ai lavoratori di sedere nei Comitati di sorveglianza, nei quali controllare le scelte strategiche di produzione, investimento e occupazione. Migliore retribuzione e garanzia del posto di lavoro debbono camminare a braccetto.


Salari: da Sacconi le minacce sono grottesche

sacconi_10052008Le posizioni del ministro Sacconi sulla contrattazione decentrata suonano come un ricatto, come se spettasse al governo disciplinare la libera contrattazione tra le parti sociali. Per fortuna non e’ cosi’ e minacciare di togliere gli incentivi appare dunque grottesco. Piuttosto, il governo si dovrebbe interrogare sul perche’, dopo tante esaltazioni della contrattazione di territorio e di azienda essa stenti a decollare. Non solo la crisi economica limita la produttivita’ da distribuire ma va anche riconosciuto che una parte delle imprese non intende seguire questa strada. Non e’ inoltre secondaria la scelta fatta dal governo di incentivare accanto al salario di produttivita’, contrattato tra le parti, anche le erogazioni unilaterali delle aziende. Tutto cio’ limita la contrattazione decentrata. Il ministro, quindi, rimuova questa ultima norma voluta dall’esecutivo e affronti il tema decisivo dell’aumento del potere d’acquisto delle retribuzioni, unica strada che puo’ ridare fiato ai consumi e all’economia. Non si tratta di rendere il contratto nazionale meno invasivo ma di trovare un giusto equilibrio tra i due livelli di contrattazione.


Salari: serve il tavolo con le parti sociali

soldi-250-2In Italia ci sono due emergenze: quella salariale e quella occupazionale. Il governo anziche’ stimolare dibattiti decida di convocare un tavolo di concertazione con le parti sociali per affrontare questi temi fondamentali, se si vuole favorire l’uscita dalla crisi.Bisogna abbassare la tassazione sulle retribuzioni medio basse ed stendere la quattordicesima alle pensioni fino a 1200 euro mensili.Per quanto riguarda poi l’occupazione oltre a dotare il paese di ammortizzatori sociali universali e’ bene porsi il problema della disoccupazione giovanile, perche’ siamo al terzo posto in Europa dopo Spagna e Lettonia.Continuare a parlare di una crisi che sarebbe alle nostre spalle e’ semplicemente ridicolo.


OCSE: SALARI; E’NECESSARIO UN INTERVENTO DEL GOVERNO

soldi-250-2I dati Ocse testimoniano una verita’ conosciuta: che le retribuzioni nette dei lavoratori  italiani sono ben al disotto della media dei 30 paesi piu’ industrializzati. Il divario negativo e’ di 17 punti  percentuali. Questo dimostra quanto sarebbe necessario un intervento del governo, con risorse fresche e aggiuntive per potenziare il potere d’acquisto delle retribuzione e delle pensioni, come una delle componenti essenziali per l’uscita dalla crisi.Uno dei dati rilevati dall’indagine dell’Ocse e’ il divario tra retribuzione lorda e retribuzione netta in busta paga: il famoso ‘cuneo fiscale’, che il governo Prodi, con lungimiranza, aveva provveduto a diminuire in modo significativo. Occorrerebbe pero’ proseguire su questa strada scegliendo di investire risorse per uscire dalla crisi, anziche’ aspettare che passi la nottata.


LAVORO: IL GOVERNO INTERVENGA A DIFESA DEI SALARI

 

Sollecito l’intervento del governo a tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, ed annuncia le proposte del partito in vista della prossima mobilitazione d’autunno.Ho presentato al riguardo una mozione alla Camera, sottoscritta anche da Enrico Letta, Antonello Soro, Marina Sereni e Gianclaudio Bressa (tutti del Pd). In primo luogo il governo deve aprire con le parti sociali un tavolo di concertazione per innalzare l’irrealistico tasso di inflazione programmata dell’1,7 per cento. Il parlamentare del Pd chiede poi una progressiva ed incisiva riduzione della pressione fiscale sulle retribuzioni medio basse e di incentivare la contrattazione decentrata tramite la decontribuzione del salario di produttivita’; Continua a leggere