Siamo curiosi di conoscere nel dettaglio la riforma del mercato del Lavoro a cui pensa Monti, ma le prime anticipazioni fatte da Ichino non fanno ben sperare e rivelano l’intenzione di creare dei ‘contratti ad orologeria’ con cui le aziende avranno maggiore facilità di licenziare. Monti accenna oggi alla necessità di cambiare, con una nuova proposta, la riforma Fornero sul mercato del lavoro. Quando lo dicevamo noi eravamo conservatori. Ichino si fa interprete di queste esigenze riproponendo la sua vecchia ricetta del ‘contratto unico’, riverniciata per l’occasione, che a suo tempo era stata bocciata da Confindustria e dai sindacati perché ritenuta impraticabile. Anche noi non l’abbiamo mai condivisa perché, nei fatti, rende più facili i licenziamenti prevedendo semplicemente un maggiore risarcimento al lavoratore da parte delle aziende. Ci domandiamo: come si può parlare di un contratto a tempo indeterminato quando il lavoratore, in qualsiasi momento, è licenziabile ‘ad orologeria’ con la semplice clausola del motivo economico? La nuova proposta Monti-Ichino, se abbiamo bene compreso, introdurrebbe un nuovo regime che varrebbe per i nuovi assunti, soprattutto per i giovani. In questo modo, non solo si ripropone il dualismo nel mercato del lavoro ma addirittura lo si consolida. Noi preferiamo invece che tutti i lavoratori, anche i neo assunti, possano godere delle stesse regole compreso l’articolo 18 riformulato recentemente che prevede, accanto al risarcimento nel caso di licenziamento per motivo economico , la possibilità per il giudice di reintegrare il lavoratore. La strada che invece noi proponiamo è quella della buona flessibilità in entrata, ad esempio attraverso l’adozione generalizzata del contratto di apprendistato e la successiva stabilizzazione incentivata dal credito d’imposta o dalla diminuzione strutturale del costo del lavoro quando si tratta di un impiego stabile. In sostanza, è ancora valida la regola secondo la quale un contratto di lavoro a tempo indeterminato deve costare meno di un lavoro flessibile o precario.
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IL GOVERNO ATTUI LE RIFORME DI PRODI!
Non sono d’accordo con le proposte di legge su lavoro e pensioni avanzate da Giuliano Cazzola, deputato del Pdl e vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera. Continua a leggere
Sulla sicurezza il governo riduce le tutele
Il grave incidente sul lavoro avvenuto nella centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, ci rattrista profondamente e dimostra come la sicurezza sul lavoro debba essere sempre tema centrale dell’azione di governo. L’esecutivo prosegue nel progetto di sempre, la diminuzione delle tutele dei lavoratori. Ieri si e’ trattato dell’inutile battaglia per l’abolizione dell’articolo 18, per fortuna non andata a buon fine, oggi delle norme antiprecari. Insomma, il clima e’ pessimo, ogni giorno porta un nuovo attacco del governo e della maggioranza a conquiste pagate a caro prezzo dai lavoratori . È stato deciso, proprio da poco, di prorogare al primo gennaio del 2009 scadenze importanti come quella relativa alla compilazione del documento di rischio da parte delle aziende, che riguarda proprio la salute la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma non vorremmo che in uno scenario di continua deregolazione si tornasse alla vecchia pratica della monetizzazione della salute dei lavoratori. Anche per questo motivo il Pd continuera’ a battersi per la piena attuazione delle norme contenute nel Testo unico su salute e sicurezza.





