L’accordo separato per il contratto dei metalmeccanici pone nuovamente il problema della rappresentatività, della rappresentanza e della democrazia nei luoghi di lavoro. La questione, assai rilevante, può essere affrontata e risolta percorrendo contemporaneamente due strade. La prima è quella della applicazione dell’accordo del 28 giugno del 2011 che ha stabilito precise regole che dovrebbero essere applicate entro la fine di quest’anno dall’ultima intesa interconfederale delle scorse settimane che la Cgil non ha firmato.
Se queste regole trovassero coerente applicazione, si potrebbe far compiere un passo avanti al tema della certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali per l’accesso alla contrattazione collettiva nazionale di categoria.
La seconda strada è quella di una legislazione di sostegno alla rappresentanza: come Partito democratico abbiamo già depositato alla Camera una proposta di legge che chiede il ripristino del testo dell’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori nella versione ante referendum del 1995. In questo modo, si consentirebbe a tutti i sindacati nazionalmente rappresentativi di avere propri delegati nei luoghi di lavoro.
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Ilva: bene accelerazione su Dl, ci sono condizioni per ripresa attività
Bene il governo che accelera sul decreto Ilva. Vedremo domani il testo che uscirà dal consiglio dei Ministri. Ma sulla base delle dichiarazioni avvenute al tavolo del confronto, ci sono tutti i presupposti per la ripresa dell’attività produttiva e per il risanamento ambientale. Ci auguriamo che questo orientamento venga confermato e si possa sbloccare questa drammatica situazione ridando serenità ai lavoratori e alle loro famiglie.
Lavoro: allarme rosso, rifinanziare CID per 2013
C’è un allarme rosso sul tema dell’occupazione che richiede misure urgenti. Il problema immediato è la soluzione della crisi dell’Ilva nella giornata di domani, ma occorre ricordare che ci sono centinaia di altri casi aziendali a rischio. Il governo Monti deve rifinanziare la cassa integrazione in deroga e i contratti di solidarietà per il 2013. Altrimenti la situazione sarà fuori controllo perché all’alto tasso di disoccupazione esistente si aggiungeranno nuove persone senza lavoro e tutti quelli che non avranno ancora trovato soluzione alla mancanza di reddito a causa dell’ultima riforma delle pensioni del ministro Fornero. Per non parlare dei precari della pubblica amministrazione.
Le oltre mille firme al Comitato “Con Bersani per il lavoro e lo Sviluppo” e al Comitato “Choose #yourfuture”
Pubblichiamo qui in ordine alfabetico le oltre 1000 firme al Comitato “Con Bersani per il lavoro e lo Sviluppo”, comprese le oltre 200 firme del Comitato “Choose #yourfuture”.
Ilva: situazione è drammatica, interventi anche in Legge di Stabilità
La drammatica situazione dell’Ilva non è nient’altro che l’ennesima testimonianza della centralità dei temi della politica industriale e dell’occupazione, purtroppo finora rimasti in ombra. Il governo deve trovare una soluzione che consenta la prosecuzione dell’attività produttiva degli stabilimenti siderurgici accanto alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini e dei lavoratori. Vorremmo, ancora una volta, lanciare un allarme, per il momento inascoltato: a questa difficile situazione dell’Ilva e di molte altre aziende si somma il problema della mancanza di risorse per la cassa integrazione in deroga e per il finanziamento degli accordi di solidarietà. È bene intervenire subito, anche utilizzando il passaggio della legge di stabilità al Senato, per impedire che si crei una situazione socialmente insostenibile ed esplosiva nei prossimi mesi.
Ilva: governo convochi azienda e sindacati
Non mettiamo in discussione l’azione e l’autonomia della magistratura, ma non ci arrendiamo di fronte alla chiusura degli stabilimenti dell’Ilva di Taranto e della sua filiera. Le ripercussioni produttive, occupazionali e sociali sarebbero gravissime.
Noi crediamo ancora nella possibilità di rendere compatibile la produzione, l’ambiente e la salute, soprattutto a seguito della nuova Aia. Con la scelta della chiusura la situazione compie un salto di qualità: per questo è necessaria una rapida convocazione dell’azienda e dei sindacati a palazzo Chigi da parte del presidente del Consiglio Mario Monti.
Ue: basta politiche rigoriste, serve cambio di passo verso sviluppo e occupazione
Il tema dell’occupazione e delle tutele sociali deve essere al centro dell’azione del Governo in Italia ed in Europa. La situazione di crisi economica persiste e non consente di abbassare la guardia. Abbiamo alle volte il sospetto che la gravità della situazione non sia ben compresa. All’innalzamento del tasso di disoccupazione ed all’aumento della cassa integrazione, si sommano nuove emergenze: i lavoratori precari della pubblica amministrazione che rischiano di perdere il lavoro entro la fine dell’anno, la mancanza di risorse per la cassa integrazione in deroga e per i contratti di solidarietà nel 2013 e i lavoratori che, nonostante il passo avanti compiuto nella legge di stabilità, corrono il rischio di rimanere senza reddito nel corso dei prossimi anni. Le sole politiche del rigore non sono in grado di dare risposte a queste emergenze. Dopo il rinvio di oggi, la discussione sul bilancio europeo deve diventare la sede dove far pesare, in sede comunitaria, la richiesta di un cambio di passo verso politiche di sviluppo e occupazione. Altrimenti è alto il rischio di un aumento delle tensioni sociali.






