Il progressivo incremento delle risorse destinate alla cassa integrazione in deroga rappresenta sicuramente una risposta positiva alla situazione di crisi. L’emendamento dei relatori alla legge di stabilità porta la cifra complessiva ad oltre 1,7 mld di euro: ci avviciniamo positivamente al prevedibile fabbisogno del 2013 stante il perdurare della situazione di recessione dell’economia italiana.
La risposta del Senato è tanto più positiva perché coglie le preoccupazioni, particolarmente espresse dal Pd e dalle parti sociali, relative all’aumento della cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga per il 2012.
Le nostre previsioni, per la fine dell’anno, ci dicono infatti che sfioreremo 1 miliardo e 100 milioni di ore autorizzate, quasi quanto si totalizzò nel 2010 che fu l’anno peggiore per l’utilizzo di cassa integrazione.
Inoltre, è necessario segnalare il fatto che la cassa integrazione in deroga rappresenta nel 2012 oltre il 33% delle ore autorizzate, ben 3 punti in piu’ rispetto al 2010. Da qui l’esigenza di concentrare i nostri soldi per le tutele sociali e per la difesa dell’occupazione.
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Giovedì 6 dicembre, su “EUROPA” un articolo di Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi
Giovedì 29 novembre, su “EUROPA” un articolo di Cesare Damiano
Produttività: Monti scongiuri intesa separata
Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha giustamente deciso di concludere nella giornata di mercoledì il negoziato che il governo ha promosso tra le parti sociali sulla produttività. Anche noi riteniamo l’esito del confronto e i suoi contenuti questioni di grande importanza per il paese. Per questo motivo ci auguriamo che la priorità attribuita dal Presidente del Consiglio al raggiungimento di un accordo e il suo senso di responsabilità suggeriscano l’esigenza di compiere ogni sforzo per scongiurare un’intesa separata che rischierebbe di compromettere l’efficacia del risultato stesso.
Salari: serve il tavolo con le parti sociali
In Italia ci sono due emergenze: quella salariale e quella occupazionale. Il governo anziche’ stimolare dibattiti decida di convocare un tavolo di concertazione con le parti sociali per affrontare questi temi fondamentali, se si vuole favorire l’uscita dalla crisi.Bisogna abbassare la tassazione sulle retribuzioni medio basse ed stendere la quattordicesima alle pensioni fino a 1200 euro mensili.Per quanto riguarda poi l’occupazione oltre a dotare il paese di ammortizzatori sociali universali e’ bene porsi il problema della disoccupazione giovanile, perche’ siamo al terzo posto in Europa dopo Spagna e Lettonia.Continuare a parlare di una crisi che sarebbe alle nostre spalle e’ semplicemente ridicolo.
CRISI: BENE BONANNI, IL GOVERNO APRA CONFRONTO
La proposta del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, per l’apertura di un tavolo di concertazione che coinvolga governo, parti sociali e opposizione, va nella
giusta direzione. Il governo rompa l’immobilismo e si apra subito al confronto per il bene del paese. Finora molti esponenti del governo hanno proposto numerose ricette a sostegno delle famiglie per affrontare la crisi, ma alle parole non sono mai seguiti fatti concreti: piu’ passa il tempo, piu’ i problemi diventeranno acuti a causa dell’inerzia del governo. Per questo continuiamo a chiedere con forza una azione concreta per gli ammortizzatori sociali e i redditi.
LAVORO: IL GOVERNO INTERVENGA A DIFESA DEI SALARI
Sollecito l’intervento del governo a tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, ed annuncia le proposte del partito in vista della prossima mobilitazione d’autunno.Ho presentato al riguardo una mozione alla Camera, sottoscritta anche da Enrico Letta, Antonello Soro, Marina Sereni e Gianclaudio Bressa (tutti del Pd). In primo luogo il governo deve aprire con le parti sociali un tavolo di concertazione per innalzare l’irrealistico tasso di inflazione programmata dell’1,7 per cento. Il parlamentare del Pd chiede poi una progressiva ed incisiva riduzione della pressione fiscale sulle retribuzioni medio basse e di incentivare la contrattazione decentrata tramite la decontribuzione del salario di produttivita’; Continua a leggere





