Per affrontare in modo adeguato il congresso del Partito Democratico bisogna continuare, con pazienza, a occuparsi dei problemi delle persone. Ad esempio, per quanto riguarda la ‘manovrina’ del Governo, sarebbe opportuno comprendere come si intende procedere per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.
E’ positivo il fatto che, anche grazie alla nostra pressione, sia saltato il termine del 30 giugno come data limite per la stabilizzazione dei precari e anche quella del 30 dicembre 2009, come ultima scadenza. Se questi lavoratori potranno essere stabilizzati attraverso concorsi programmati per i prossimi tre anni, fino al 2012, vorrei chiedere al ministro Brunetta se intende prorogare questi rapporti di lavoro in attesa di effettuare i concorsi stessi. Il secondo interrogativo riguarda il turn over: e’ necessario rimuovere l’attuale blocco, altrimenti la scelta, che condivido, di una stabilizzazione progressiva di questi lavoratori, non troverebbe la strada per una concreta attuazione. A tutti sta a cuore il destino dei lavoratori precari della pubblica amministrazione, indispensabili per il funzionamento della macchina amministrativa, anche perche’, nell’attuale crisi, non possiamo permetterci di aggiungere nuova disoccupazione.
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Crisi. Precari? Berlusconi non sa di cosa parla
‘Non esiste cassa integrazione per i lavoratori a progetto. In quale paese vive Berlusconi? Le sue parole sono la dimostrazione della distanza che lo separa dal Paese reale e dai suoi problemi’.
‘Il presidente del Consiglio non puo’ non sapere queste cose.
Sarebbe bastato leggere le considerazioni del governatore Draghi per sapere che ‘si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento’. E’ la dimostrazione della colpevole ignoranza di un presidente del Consiglio che non ha minimamente a cuore i problemi dei piu’ deboli e le condizioni in cui si trovano a vivere e lavorare milioni di persone’.
Brunetta la smetta con le polemiche
“Il ministro Brunetta dovrebbe smettere di fare polemiche pretestuose e dirci, invece, cosa intende fare per risolvere il problema dei precari della Pubblica amministrazione”. Lo dice Cesare Damiano, deputato e capogruppo del Pd in commissione lavoro alla Camera, in una nota congiunta con i deputati democratici Donella Mattesini e Ivano Miglioli.
Anche in base alla sua ‘finta indagine’- aggiunge- ci sono almeno 40 mila precari della Pubblica amministrazione (esclusi i 200 mila della scuola) che non potranno essere stabilizzati e dunque rischiano il licenziamento. Infatti, la norma voluta da Brunetta con il legge 133/2008 (D.L. 112/2008), prevede il turn-over solo nel limite del 10 per cento, cosa che impedisce alle Amministrazioni di procedere alla stabilizzazione e quindi di definire un assetto stabile dell’organizzazione dei propri uffici”.
Inoltre, aggiunge Damiano, “tenuto conto che la norma Brunetta che fissava al 30 giugno il termine per la stabilizzazione dei precari e’ ferma al Senato e, per fortuna, non entrera’ in vigore per quella data, si sta determinando un clima di incertezza che chiama il Ministro ad assumersi le sue responsabilita’, a chiarire la situazione e a rispondere alle proposte che abbiamo presentato come Pd: 1) moratoria, fino a tutto il 2010, per tutti i contratti in scadenza, per non aumentare il numero dei disoccupati e le difficolta’ della Pubblica amministrazione; 2) abolizione del vincolo del 10 per cento sul turn over e, di conseguenza, rapida indizione di nuovi concorsi per la stabilizzazione del personale, secondo i criteri previsti dal Governo Prodi”.
PAPA: BENE LA MORATORIA, ANCHE PER I DIPENDENTI PUBBLICI
Penso che le parole del Papa, giustamente raccolte dal ministro Sacconi, si rivolgano a tutti i lavoratori, sia quelli pubblici che quelli privati.Condivido totalmente quanto detto dal ministro Sacconi alle imprese private a proposito di una moratoria in termini di autodisciplina dei licenziamenti. Sarebbe opportuno che questo invito all’autodisciplina fosse rivolto al suo collega di governo, Renato Brunetta , per quanto riguarda i licenziamenti dei precari della P.A. che scatteranno alla fine del mese di giugno.
P.A. Brunetta: la parola precario mi fa venire l’orticaria
Roma, 5 mag. (Adnkronos/Labitalia) – ”Li chiamerei lavoratori flessibili e non precari, perche’ la parola ‘precario’ mi fa venire l’orticaria”. Cosi’ il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, a margine della presentazione al Cnel dei dati del monitoraggio sul lavoro flessibile nella P.a., ha criticato l’uso del termine ‘precario’. ”La mitizzazione del precario -ha ribadito Brunetta- non mi piace. Io stesso ho fatto il precario tanti anni all’universita’ e non amo certo questo periodo, ma fare delprecario una ‘classe’, come fa certa letteratura o certa filmografia, non e’ certo giusto”.
Anzi, per il ministro le distorsioni non finiscono qui. ”Non c’e’ -ha affermato Brunetta- un’intera generazione precaria, ma esistono solo alcune sacche di persistenza nel precariato e bene ha fatto Damiano a mettere il vincolo dei tre anni. Ma -ha concluso- nella P.a. non vorrei che col sistema delle proroghe si possa andare avanti a vita”. E tuttavia per il ministro e’ bene sapere che ”nel pubblico impiego non puo’ essere che o si entra a tempo indeterminato o non c’e’ spazio per il lavoro flessibile, perche’, invece, di quest’ultimo c’e’ bisogno”.
Rispondo al Ministro Brunetta sottolineando che il lavoro flessibile dovrebbe essere un ‘passaggio’ nel corso della vita lavorativa. Purtroppo, le politiche di questo governo tendono a trasformare una situazione di buona flessibilità a termine in una precarietà che occupa una parte considerevole nella vita dei lavoratori. Le politiche del governo Prodi con gli incentivi alle imprese per la stabilizzazione e con la lotta al lavoro nero erano andate nella giusta direzione. La strada imboccata dal governo Berlusconi, invece, va in quella opposta. Ora, il ministro Brunetta per essere coerente con le sue affermazioni farebbe bene a raccogliere la nostra proposta di sospensione dei licenziamenti dei precari della P.A.. Se sono pochi, come sostiene, allora sarà più facile raggiungere l’obiettivo. Altrimenti saranno le solite parole al vento.
Precari della PA: Bene la retromarcia di Brunetta
Mi fa piacere che il ministro Brunetta abbia detto: ‘Non mi pare ci sia alcun decreto al prossimo Consiglio dei ministri sui precari’. Avevamo chiesto chiarimenti nella giornata di ieri; c’e’ voluto un giorno per fare, probabilmente, marcia indietro. Ma l’importante e’ il risultato. La nostra battaglia per stabilizzare i precari della P.A. continuera’, perche’ non e’ tollerabile che lo Stato licenzi i propri dipendenti soprattutto di fronte ad una grave crisi occupazionale. Il ministro ha aggiunto anche: ‘Andate a chiedere conto a Damiano che, ai tempi del governo Prodi, ha voluto la limitazione dei periodi di rinnovo contrattuale a tre anni’. Questa affermazione di Brunetta rivela che quando nel Dna di un ministro c’e’ l’ossessione del licenziamento, anche quando si ereditano leggi che stabilizzano il lavoro, come ha fatto il ministro Nicolais nella P.A., queste stesse leggi vengono rovesciate nel loro contrario, con interpretazione di comodo che fanno pagare prezzi sociali salatissimi.
Precari: no ai licenziamenti nella PA. Il governo si fermi
I dati forniti dalla CGIL a proposito dei precari della Pubblica Amministrazione, circa 400mila, che rischiano di perdere il lavoro confermano le nostre previsioni. Si rafforza la nostra richiesta di non varare un decreto al prossimo Consiglio dei ministri che porterebbe nuova disoccupazione. Bisogna rendersi conto che in questa situazione occorre andare oltre le convinzioni degli opposti schieramenti e compiere un atto nuovo e coraggioso: assumere i precari della PA, utili al buon funzionamento delle amministrazioni, e dare un segnale forte a favore delle protezioni sociali. È condivisibile la proposta avanzata dal segretario generale della Uil Angeletti di adottare una moratoria per quanto riguarda i licenziamenti nel settore pubblico almeno per il 2009. Mi auguro che venga presa seriamente in considerazione dal governo al tavolo con le parti sociali di domani.





