PA: scelta sciagurata del Governo sui precari

sanprecarioSpero di aver capito male e che ci sia una rapida smentita del governo a proposito delle norme relative alle stabilizzazioni in corso nel pubblico impiego. Infatti, secondo una nota di agenzia il Consiglio dei ministro di venerdi’ prossimo potrebbe varare un decreto legge in materia di pubblico impiego che non contiene nessun riferimento alle stabilizzazioni in corso per i precari della Pa. Si tratterebbe di una scelta sciagurata e inutilmente punitiva, che aggiungerebbe nuova disoccupazione giovanile alla grave situazione esistente.

Mentre i governi di tutto il mondo si interrogano sul modo piu’ opportuno per sostenere l’occupazione, il nostro Esecutivo si accanisce contro i precari e rifiuta di utilizzare risorse per estendere a tutti i lavoratori che perdono l’occupazione un assegno mensile di disoccupazione. Mi auguro che gli esponenti di governo piu’sensibili alla questione sociale facciano sentire per tempo la loro voce. E’ inutile dire che nemmeno l’appello del Papa a favore dei lavoratori e dei piu’ deboli e’ servito a qualche cosa.


Crisi: in commissione un altro colpo ai precari . con un emendamento la maggioranza alla camera cancella i contributi triennali

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Approvato in commissione Bilancio la maggioranza ha soppresso una norma del Protocollo sullo stato sociale del 23 luglio 2007 che stanziava 150 milioni di euro nel triennio 2008-2010 per il sostegno dei lavoratori a progetto nei momenti di disoccupazione: un credito fino a 600 euro mensili per un massimo di 12 mesi con restituzione posticipata a 24 o 36 mesi.Per effetto di quell’emendamento entro sei mesi dall’approvazione del provvedimento il dipartimento della Gioventu’ guidato dal ministro Meloni, dovra’ definire come utilizzera’ quelle somme.Alla faccia della tempestivita’ dell’intervento e dell’attenzione verso i giovani precari che hanno gia’ perso il lavoro: si tratta di un duro colpo per una normativa che era stata approvata democraticamente da oltre 5 milioni di lavoratori e pensionati. Il Pd continuera’ in aula la sua battaglia per modificare radicalmente la manovra del Governo che reputiamo del tutto inadeguata rispetto alla pesante crisi in atto. E che dimostra ancora una volta come il guardiano dei saldi di bilancio, il ministro Tremonti, sia generoso con i piu’ ricchi e i piu’ forti e avaro con i piu’ poveri e i piu’ deboli.Solo cosi’ si spiega una manovra che dall’estate ad oggi disperde risorse preziose per far pagare i debiti di Alitalia e Airone ai cittadini e toglie l’Ici sulla prima casa a chi ha redditi piu’ alti. Si tratta  di circa 6 miliardi di euro tolti alle famiglie e all’occupazione..


Soddisfazione del Pd per i lavoratori dell’ISFOL

lavoro_-precarioIl 2009 si apre con una buona notizia per il mondo del precariato nella pubblicaamministrazione. Dopo mesi dimobilitazione da parte dei sindacati e del Partito democratico, i lavoratori precari dell’Isfol, l’ente diricerca pubblico sulle tematiche del lavoro e dellaformazione, sono stati stabilizzati. Dopo tantissimi anni di precariato e’ il giusto riconoscimento al valore della ricerca. Diamo atto al governo di aver agito con saggezza. Ma ora che i problemi Isfol sono risolti non bisogna dimenticare gli altri ricercatori precari della pubblica amministrazione. Su di loro, come sui tantissimi precari del settore pubblico, pende la scadenzadel 30 giugno 2009. Se entro quella data non sarannostabilizzati torneranno a casa. La positiva operazione compiuta con Isfol e’ una ragione in piu’ per abrogare questa norma assurda e procedere a tutte le altre stabilizzazioni.


Stasera al cinema Aquila di Roma, il documentario “Caro Parlamento”

 

cinemaApc-Cinema/ Giovani e il lavoro: esce il documentario “Caro Parlamento”. La proiezione avverrà stasera al Nuovo Cinema Aquila di Roma. Prodotto dalla Jean Vigo Italia e presentato all’ultima edizione del Festival “Cinema e Lavoro” di Terni dove ha ricevuto applausi a scena aperta, “Caro Parlamento” – che verrà proiettato questa sera alle 20.30 al Nuovo Cinema Aquila di Roma – è un documentario sui giovani e il lavoro nell’Italia di oggi. Sviluppato in un arco narrativo di 9 differenti capitoli, presentati sotto forma di favole, “Caro Parlamento” è stato realizzato selezionando e intervistando 158 cittadini italiani di età compresa tra i 20 e i 40 anni.

 

“Caro Parlamento” che ha ricevuto l’apprezzamento e il sostegno morale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha l’ambizione di dare un volto al problema del precariato e alle sue tante implicazioni. Tante e urgenti le domande poste dai protagonisti del documentario, rappresentativi di una parte della società italiana che oggi ha meno di 40 anni. Prendendo spunto dai primi articoli della Costituzione, il documentario ne indaga la messa in atto e le promesse non mantenute, anche con l’obiettivo di riannodare il filo tra giovani e istituzioni. La proiezione verrà aperta da un incontro-dibattito a cui prenderanno parte oltre al regista Giacomo Faenza, anche l’on.Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e Roberto Arditti, direttore editoriale del quotidiano Il Tempo. La proiezione è aperta al pubblico ed è gratuita.

Inizio alle 20.30 (stasera, martedì 16 dicembre al Nuovo Cinema Aquila Via Aquila 66/74, Roma). 

http://www.caro-parlamento.blogspot.com/


Il Governo è avaro con i lavoratori precari

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Il governo, tanto generoso con i redditi alti ai quali ha tolto l’onere dell’Ici sulla prima casa, con una spesa ragguardevole di ben 3 mld, si dimostra parecchio avaro con i lavoratori precari ai quali si promette un bonus pari al 10% del reddito percepito nell’anno precedente. Considerato che il reddito medio di un lavoratore atipico si aggira intorno agli 8.000 euro all’anno, il governo prevede una “una tantum”  di 800 euro. Cifra chiaramente insufficiente e, soprattutto, non strutturale. Voglio inoltre ricordare che, per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, la prima cifra stanziata dal governo per il 2008 è stata di 450 milioni di euro. Il Governo Prodi, in un momento di assenza di crisi, aveva stanziato per il 2007 un cifra superiore: 470 milioni di euro. Che dire delle tanto decantate capacità di prevedere la crisi da parte di Tremonti e Sacconi ? La pressione che il PD ha esercitato in Parlamento ha costretto il governo a rivedere all’alto la cifra, ma i 150 milioni aggiuntivi sono chiaramente insufficienti rispetto all’onda d’urto che si preannuncia. Vorrei ricordare che il governo Prodi aveva stanziato  per gli ammortizzatori sociali, con il Protocollo del 2007 e in modo strutturale, 700 milioni di euro all’anno per i settori dell’industria e dei servizi e 170 milioni per l’agricoltura: tali risorse hanno migliorato percentuale e durata  dell’indennità di disoccupazione per coloro che hanno i requisiti pieni e i requisiti ridotti e assicurato una copertura previdenziale figurativa riferita alla retribuzione percepita. Infine, lo stesso Protocollo del 2007 ha previsto, per il triennio 2008-2010, un fondo di 150 milioni di euro a vantaggio dei giovani. Queste risorse possono essere utilizzate, per chi perde un lavoro precario, per ottenere un prestito a tasso zero fino a 600 euro mensili per 12 mesi, da restituire nei successivi 36 mesi, periodo nel quale si presume che il lavoratore abbia incontrato una nuova opportunità di lavoro. Che fine ha fatto questa  misura prevista dal governo precedente le cui risorse sono state stanziate, coperte e validate dalla Ragioneria dello Stato? Per fortuna il governo ha scelto di abbandonare l’idea della detassazione degli straordinari, visti i tempi che corrono. L’unico  barlume di saggezza.


Sulla crisi è condivisibile l’opinione della Merkel e di Sarkozy

soldi-250-2Il presidente francese, Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Merkel, hanno assunto una posizione condivisibile sul tema del patto di stabilità. Di fronte ad una situazione di crisi eccezionale bisogna prevedere misure eccezionali. Noi lo andiamo ripetendo da un po’ di tempo a questa parte e ci auguriamo che in Europa si formi un ampio schieramento a sostegno di questa tesi”. Un atteggiamento di difesa dogmatica dei parametri di Maastricht, come sta facendo il ministro Tremonti, non è adatto ad affrontare la situazione. Non si tratta di ignorare l’enorme peso del debito che grava sul sistema economico italiano, ma, nonostante questo, è necessario prevedere una crescita temporanea e misurata del deficit in rapporto al prodotto interno lordo, al fine di reperire risorse da destinare alla crescita del potere d’acquisto delle famiglie, agli ammortizzare sociali e per il sostegno del sistema delle imprese. Se questa operazione non verrà realizzata, le risorse per un intervento straordinario che il governo periodicamente annuncia, non sarebbero nient’altro che l’utilizzo di fondi già esistenti che non avrebbero l’impatto necessario. Non basta, anche se socialmente condivisibile, intervenire sulle fasce di povertà e su una platea ristretta di cittadini come pare proporre l’esecutivo, ma occorre migliorare la capacità di consumo dei redditi medio-bassi e prevedere ammortizzatori sociali anche per chi ha un lavoro precario. Tutto questo ha un costo che va finanziato. Altrimenti si tratta di annunci e promesse che non potranno essere mantenuti.


Per una crisi del genere ci vogliono misure eccezionali. Dove sono?

crisiSono d’accordo con certi atteggiamenti del governo come quello di estendere gli ammortizzatori sociali ai cosiddetti ‘precari atipici’, ma credo che una crisi del genere richieda misure eccezionali. E io non le vedo. Bisogna osservare la situazione partendo dalle cifre. Se non sapremo quanto c’e’ sul tavolo la situazione restera’ astratta. Le risorse si possono reperire, per esempio, flessibilizzando il rapporto tra deficit e Pil. C’e’ bisogno di varare misure visibili e immediate come la detassazione della tredicesima, gli aiuti alle piccole e medie imprese e al lavoro autonomo.