Lavoro e Welfare. Seminario sulla Sicurezza sul Lavoro

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LUNEDI’ 15 DICEMBRE 2008

Sede INAIL – Sala del Parlamentino

Via IV Novembre , 144  – 00187 Roma

dalle ore 14,30 alle ore 18,00

 

SICUREZZA SUL LAVORO

ATTUARE LE LEGGI – MIGLIORARE LA PREVENZIONE – INVESTIRE SULLA FORMAZIONE

 

introducono Antonio Montagnino e Fulvio Perini

 

intervengono:

Angelo Algieri, Paola Agnello Modica, Giovanni Battafarano, Teresa Bellanova, Renzo Bellini, Franco Bettoni, Tommaso Campanile, Paolo Carcassi, Alberto Cicinelli, Franca Donaggio, Giuseppe Giulietti, Enrico Letta, Isidoro Marino, Nazzareno Mollicone, Paolo Nerozzi, Donato Rotundo, Oreste Tofani, Pasquale Viespoli

 

conclude:

Cesare Damiano

Sono invitati parlamentari, dirigenti sindacali, imprenditori, cittadini



In onda in tutto il mondo per ricordare

Una carovana per il lavoro sicuroVenerdì alle ore 19.00 parteciperò ad una puntata della trasmissione Italia World di Rai International (in Italia canale 804 di Sky). Andrà in onda in tutto il mondo raggiungendo 50 milioni di abitanti grazie al satellite. E’ di particolare importanza visto che parleremo di sicurezza sul lavoro e ricorderemo la tragedia della Thyssen ad un anno di distanza. Oltre a me ci saranno anche Antonio Boccuzzi parlamentare del Pd e sopravvissuto a quella strage, Pasquale Viespoli sottosegretario con delega alla sicurezza sul lavoro, Renata Polverini segretario dell’UGL e Ottavia Piccolo, autrice di un monologo sulla sicurezza sul lavoro.


Caparezza aderisce alla Carovana per il lavoro sicuro

foto-caparezza-1Voglio pubblicare qui sul mio blog l’intervista che il cantante Caparezza ha rilasciato a Stefano Corradino per il sito di Articolo 21. E’ anche un modo per ringraziarlo di aver aderito alla Carovana per il Lavoro sicuro, della quale, ho scoperto, esiste anche una pagina su Facebook.

Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo Paese, dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese… Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia, in quella bolgia si accoppa chi sgobba; e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda, finché non ingombra la tomba…” Sono i versi di “Vieni a ballare in Puglia”, il brano del noto cantante pugliese Caparezza, al secolo Michele Salvemini. Una forte denuncia contro il dramma delle morti bianche e lo sfruttamento del lavoro.  Ieri l’ennesima tragedia: in Emilia, esplode un’azienda di gomma: perdono la vita due persone, sei feriti lievi. Poteva essere una strage di proporzioni ben più elevate. In serata una storica sentenza: accusati i sei manager della Thyssen Krupp, imputati per l’incidente nello stabilimento di Torino in cui morirono 7 operai. “Se – afferma Caparezza ad Articolo21 – io fossi il proprietario di uno stabilimento in cui muoiono i miei operai o le persone che abitano vicino alla mia fabbrica non dormirei certo sonni tranquilli”.

“Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica” recita un verso della tua canzone. Molto esplicito…
Sì, ma c’è anche chi ha frainteso quei versi  e non so se lo ha fatto con un secondo fine. In ogni caso è un argomento che mi sta molto a cuore.

Tuo padre è stato un operaio
Sì ma non penso dipenda solo da questo. E’ un tema che mi tocca. Credo che fare l’operaio non sia un’ambizione ma qualcosa da fare per campare. E allora, quando ciò che già di per se è un sacrificio, viene reso un inferno, diventa ancora più paradossale ricordarsi che in Italia c’è un articolo della Costituzione, il primo…

Quando si è cominciato a parlare più nel dettaglio di sicurezza sul lavoro tu avevi già scritto questa canzone
Sì, ma non si tratta di doti di chiaroveggenza… L’ho scritta come la maggior parte di quelle che compongo, documentandomi. Alcune cose sono nell’aria. E le morti bianche hanno radici storiche. Negli anni settanta è stata fatta carne da macello in molte fabbriche italiane e in quasi tutte chi aveva responsabilità è rimasto impunito. In Puglia ci sono due grossi stabilimenti tristemente noti per queste vicende, il petrolchimico e siderurgico di Taranto e di Brindisi. Quello che è successo lì lo so anche grazie alle parole ancora piene di angoscia dei familiari delle vittime. Ma il problema non è solo loro.

E di chi?
Dei tanti che direttamente o indirettamente sono coinvolti. E delle ripercussioni. Sulla salute, ma anche dal punto di vista sociale ed economico. Penso alla provincia di Taranto e alle emissioni di diossina che, tra l ‘altro, hanno distrutto centinanti di capi di bestiame mettendo in ginocchio numerose famiglie di lavoratori. Le persone scuotono la testa, e si chiedono che cosa possono fare. Non si può far finta di niente ma questa sembra l’abitudine e l’indifferenza è forse la cosa che più mi innervosisce.

C’è una sua canzone dal titolo “Fuori dal tunnel” che condanna proprio l’imperturbabilità della gente, dei giovani soprattutto, di fronte a quello che accade loro intorno. Sono passati quattro anni da quando l’hai scritta. E’ cambiato qualcosa?
Ho la fortuna oggi di incontrare molti ragazzi attivi ed impegnati, ad esempio sul piano dell’ambiente. Ma non è, ahimè, lo specchio dell’Italia. La verità è che noi confondiamo il concetto di “ben-essere” con quello di “ben-apparire”. Sono due cose piuttosto diverse… In ogni caso sono ancora ottimista e mi rincuora vedere molti giovani non hanno perso la speranza e la volontà di mostrare la loro indignazione sulle tragedie del lavoro e su altre forme di ingiustizia. Certo l’informazione non li aiuta.

Per quale motivo?
Forse non fa audience. Certo è che per farsi un’idea di quello che succede intorno a noi bisogna andare al cinema. Se ad esempio vuoi saperne di più delle speculazioni sulle discariche devi vederti il documentario “Biutiful country”. Difficilmente riesci a farti un’idea di quello che succede nel mondo attraverso le emittenti televisive principali. E invece è di queste informazioni che i canali dovrebbero bombardarci piuttosto che con i pareri sui tradimenti tra uomo e donna.

E allora hai scelto di utilizzare la musica come denuncia sociale. L’arte supplisce ai limiti dell’informazione?
Non ho mai pensato di fare musica per divulgare certi temi. Sono temi che io sento vicini. E allora capita spesso che la mia indignazione si trasforma in una canzone. Penso che una canzone, forse più di una notizia, sia “infettante” e possa servire. Entri in un bar o la ascolti in radio. La canzone ti resta in testa ed è contagiosa… E può diventare un veicolo di informazione.

Nel tuo ultimo disco c’è un pezzo che si intitola “Bonobo Power”. Descrivi il Bonobo come una scimmia che vive in comunità estremamente pacifiche in cui tutti hanno pari diritti e dignità, che non sa cosa sia la competizione e condivide le risorse con tutti in maniera equa. Se Provassimo ad affidare ai Bonobo il controllo dell’informazione?
Potrebbe essere un’idea… Ma in fondo no, forse basterebbe essere solo un po’ più critici. Non prendere tutto per oro colato ma andarsi a cercare l’informazione. Scavando nelle notizie. Come ai tempi del fascismo quando l’informazione non circolava. Più si conosce e più cresce la possibilità di restare vigili e svegli.


Non abbassare la guardia sul tema della sicurezza sul lavoro. E nemmeno le tutele.

Una carovana per il lavoro sicuroL’incidente di Bologna testimonia la necessita’ di ‘non abbassare la guardia sulla sicurezza del lavoro. A fronte di questa situazione di quotidiana emergenza aumenta la nostra preoccupazione per gli atti, compiuti dal governo, di depotenziamento delle tutele previste dal testo unico sulla sicurezza, operati a partire dai decreti di prima dell’estate.

L’esecutivo ha provveduto ad almeno 11 modifiche negative del testo precedente, pubblicato sulla G.U. del 1 maggio di quest’anno, senza alcun accordo preventivo con le parti sociali.   Fra queste:la deroga alle norme sulla sicurezza del lavoro, contenuta nel decreto sull’emergenza rifiuti in Campania, il cosiddetto decreto ‘proroga termini’, con il differimento: della comunicazione a Inail e Ipsema dei dati relativi agli infortuni; delle norme in materia di visite mediche’, il ”documento di valutazione dei rischi, la cui presentazione e’ spostata al 1 gennaio del 2009, l’abrogazione delle misure che prevedevano la responsabilita’ solidale tra committente e appaltatore per la regolarita’ delle ritenute fiscali e previdenziali.

Con la manovra Finanziaria, ‘viene meno l’obbligo, per i datori di lavoro e i dirigenti, di munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento nei cantieri dell’edilizia; si modificano alcune norme in materia di orario di lavoro, variando le definizioni di lavoratore notturno e di lavoratore mobile; si consentono deroghe a contratti aziendali e territoriali in materia di riposo giornaliero, pausa, modalita’ di organizzazione del lavoro notturno e durata dello stesso; con la formula della semplificazione si consente, al datore di lavoro, nei casi di effettuazione di lavoro straordinario e di lavoro notturno, di eliminare l’obbligo di informare la direzione provinciale del lavoro’.  

Infine, e’ esclusa la sanzione della sospensione dell’attivita’ imprenditoriale in caso di reiterata violazione della disciplina in materia di durata massima dell’orario di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale. Come si vede non si tratta di interventi episodici ma di un disegno organico che portera’ gravi conseguenze a danno della tutela dei lavoratori’

A tale proposito, vi segnalo una mia intervista che uscirà domani su ‘Il Messaggero”, in cui affronto il tragico tema delle morti sul lavoro e le altrettanto tragiche statistiche italiane. 


GIOCHI DI PRESTIGIACOMO

Pubblichiamo la dichiarazione dell’On. Giuseppe Giulietti a seguito dell’articolo apparso su L’Espresso di questa settimana dal titolo  “Giochi di Prestigiacomo”  scarica l’articolo

 

 

Dichiarazione On. Giuseppe Giulietti portavoce Art.21:

 

Il Ministro Prestigiacomo azzera la vecchia Commissione IPPC e ne nomina una nuova dove all’interno scopriamo che….

Da mesi sottolineiamo come la questione delle morti bianche e della centralità della sicurezza sul lavoro, nonché l’attenzione sul pericolo di emissioni pericolose e l’insorgenza di maggiori malattie professionali sia una vera e propria emergenza nazionale.

Con l’ex ministro Cesare Damiano insieme a tante associazioni e le organizzazioni sindacali, abbiamo per questo dato vita alla “Carovana per un lavoro sicuro”.

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