Indesit: è fondamentale la riapertura del tavolo di trattativa

indesitL’immediata apertura di un tavolo di trattativa costituisce la condizione fondamentale per trovare una soluzione che non lasci nell’incertezza centinaia di lavoratori. E’ necessario, come  è stato chiesto nell’interrogazione presentata insieme ai deputati piemontesi, convocare con urgenza un tavolo di confronto tra l’azienda ed i sindacati al fine di scongiurare la chiusura dello stabilimento Indesit di None e la conseguente perdita del posto di lavoro per piu’ di 600 lavoratori e verificare se alla chiusura dello stabilimento di None non corrispondera’ un aumento dell’occupazione dello stabilimento di Radomsko, condizione indispensabile per ottenere specifici finanziamenti del Paese ospitante lo stabilimento, e quali provvedimenti intende adottare al riguardo.


Sicurezza sul lavoro: le correzioni si, gli stravolgimenti no.

sicurezza20luoghi20lavoroAspettiamo di vedere la versione definitiva del decreto correttivo del testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che verra’ presentato dal governo per dare un giudizio circostanziato. Le scelte compiute dall’Esecutivo in questi mesi su questa materia non ci lasciano per niente tranquilli.Nessuno si oppone a correzioni la’ dove il testo presenta inesattezze o necessita’ di chiarimenti, ma sarebbe inaccettabile uno stravolgimento dell’impianto normativo.


La guardia  non va abbassata perche’, nonostante i risultati conseguiti grazie alla lotta contro il lavoro nero, voluta dal governo Prodi e alla nuova sensibilizzazione che si e’ prodotta, anche con il testo unico, la battaglia contro gli infortuni e per l’integrita’ psicofisica dei lavoratori non e’ ancora vinta.


Indesit: il governo esamina martedì l’interrogazione del Pd

indesitMartedi’ 24 marzo il governo esaminera’ l’interrogazione presentata dal Pd per chiedere la convocazione dell’Indesit e sindacati. Se ci sono altre ipotesi vogliamo che emergano e che si apra la trattativa. Vogliamo anche sapere se risponde al vero che il governo polacco non solo incentiva la produzione, ma chiede che a questo corrisponda un aumento dell’occupazione. Si tratterebbe di dumping.

E’ sbagliato partire da chi e’ il proprietario perche’ significherebbe dire che bisogna avere un atteggiamento diverso se e’ di centrosinistra. Sarebbe ipocrita. Il nostro atteggiamento e’ trasparente.



Crisi: gli italiani vorrebbero i soldi “verissimi” promessi da Berlusconi

soldi-250-2Se i soldi erogati dal governo per le tutele sociali e il sostegno all`economia sono ‘verissimi’, come sostiene il presidente del Consiglio, ai cittadini italiani piacerebbe incassarli. Che cosa risponde Silvio Berlusconi alle regioni Piemonte e Lombardia che denunciano di aver esaurito le risorse per le casse integrazioni in deroga Pensa il presidente del Consiglio che aver raddoppiato dal 10% al 20% la tutela di disoccupazione per i lavoratori a progetto sia sufficiente?

Facciamo due conti: poiché il reddito medio di questi lavoratori è stato nel 2008 di circa 9000 euro, il 20% di questa cifra equivale a 1800 euro che, divisi per mesi, corrispondono ad una erogazione mensile media di 150 euro.

Bastano per vivere?.Trecentomila precari hanno già perso il lavoro lo scorso anno e cinquecentomila potrebbero perderlo nel corso del 2009, ai quali aggiungere le decine di migliaia di precari della pubblica amministrazione che verranno lasciati a casa a seguito delle decisioni di questo governo. Per questo le proposte del Partito democratico, che hanno già spinto il governo a rivedere la situazione anche se in modo insufficiente, sono di stretta attualità: un assegno mensile di disoccupazione per il lavoratori a progetto e a termine pari al 60% e non al 20% della retribuzione; la sospensione almeno per un anno del licenziamento dei precari della pubblica amministrazione, in attesa  di riforme degli ammortizzatori sociali più strutturali”.



Caro Parlamento a Roma

Martedì 17 marzo 2009, ore 18,

presso la Sala della Mercede di Palazzo Marini, via della Mercede 55, proiezione di

 

 “Caro Parlamento e altre favole meravigliose” un documentario di Giacomo Faenza  

Parteciperanno 

–         Giacomo Faenza, regista

–         On. Cesare Damiano, PD

–         On. Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21

–         Sen. Domenico Benedetti Valentini, PDL 

 Scarica l’invito di  Caro Parlamento


Chiusura Indesit: si mantengano le produzioni in Italia e si tuteli l’occupazione


08damiano_8248“Non è accettabile la chiusura dello stabilimento Indesit di None. Chiediamo che l’azienda mantenga un’attività industriale a Torino e su questa base negozi, con un apposito tavolo di trattative, la riorganizzazione produttiva dello stabilimento con le organizzazioni sindacali.
La logica che va rifiutata è quella della delocalizzazione fondata sui costi. L’azienda deve spiegare come mai nel settore degli elettrodomestici il prodotto che viene decentrato è proprio quello più pregiato e a maggior valore aggiunto delle lavastoviglie. E deve spiegare come mai, pur essendo di costo inferiore a quello della concorrenza, il prodotto Indesit perde quote di mercato.
La vera sfida è ancora una volta quella della qualità e dell’innovazione che chiediamo all’azienda come al Governo. Quest’ultimo deve sostenere in modo efficace i settori produttivi che hanno situazioni critiche. Gli incentivi all’acquisto degli elettrodomestici sono ‘finti’ se collegati alla ristrutturazione dell’abitazione, mentre dovrebbero essere direttamente collegati alla qualità e al tasso di innovazione del prodotto.


Accanto a questo si deve pretendere il mantenimento delle produzioni in Italia e la tutela dell’occupazione non in chiave protezionistica ma in collegamento allo sforzo di innovazione. Vorremmo inoltre che si chiarisse se il governo polacco eroga risorse a vantaggio dei produttori soltanto a condizione che ci siano crescite occupazionali in quel Paese. Se di questo si trattasse, saremmo di fronte a una perversa logica di ‘dumping sociale’ a scapito dei nostri lavoratori”.


On. Cesare DAMIANO


Responsabile Nazionale Lavoro PD

e Capogruppo alla Commissione Lavoro