Crisi: vanno le proposte di Sacconi ma ora bisogna passare ai fatti!

08damiano_8248I propositi del ministro del Lavoro, esposti nella sua intervista al Corriere della Sera del 31 dicembre, di estendere a tutti i lavoratori l’indennita’ di disoccupazione e’ condivisibile, ma e’ necessario passare dagli annunci alle realizzazioni. Anche per quanto riguarda l’intenzione di collegare l’ampliamento dell’indennita’ ad un percorso di formazione, sono d’accordo. E’ da mesi che il Pd insiste sulla necessita’ di non procedere con provvedimenti ‘a rate’ e con aggiustamenti successivi, ma attraverso un’operazione di fondo che affronti di petto il problema degli ammortizzatori sociali. Si tratta di estendere gli ammortizzatori a tutti i settori di produzione, a tutte le dimensioni di impresa e anche ad ogni forma di lavoro precario. Un’operazione di questo genere richiede risorse straordinarie e aggiuntive che il governo deve investire, non soltanto spostando le poste di bilancio. Siamo quindi pronti a trovare una strada condivisa, vista la gravita’ della situazione. Per fare questo occorre che il governo abbandoni atteggiamenti schizofrenici, come e’ avvenuto con la proposta di detassazione degli straordinari, poi abbandonata, a cui e’ seguita quella della settimana corta; che si smetta di promettere l’estensione delle tutele e di smontare quelle esistenti; che si apra finalmente un tavolo che coinvolga governo, parti sociali e opposizioni per definire concretamente proposte e risorse passando, in questo modo, dagli annunci alle realizzazioni.


Crisi: l’ottimismo di Berlusconi si scontra con la realtà

crisiL’ottimismo a buon mercato del presidente del Consiglio, l’unico di questi tempi, si scontra con i dati della realtà.Il calo del 20% dei consumi nel periodo natalizio richiama ancora una volta la necessità di interventri strutturali che diano un migliore potere d’acquisto alle famiglie. Del resto i dati resi noti dalla Cgil sull’andamento dei salari dimostrano che le buste paga restano ferme al palo.Agire con tempestività e con risorse aggiuntive rispetto a quanto previsto dal governo. L’intervento non deve solo riguardare il potere d’acquisto ma anche gli ammortizzatori sociali, che devono garantire soprattutto le tipologie di lavoro flessibili o che non dispongono di tutele. Occorre anche coprire la fase di passaggio tra il 2008 e il 2009, con risorse per le casse integrazioni in deroga, al fine di non avere periodi scoperti a tutto svantaggio dei lavoratori, a causa del massiccio consumo delle risorse nel corso del 2008.


I dati Istat confermano la gravità della crisi

istatL’Istat segnala l’aumento del tasso di disoccupazione e il calo, per la prima volta, dell’occupazione maschile. Si tratta di “un’ulteriore conferma della gravita’ della crisi, alla quale vanno date risposte di carattere non ordinario. Ci auguriamo che il governo non abbia bisogno di ulteriori avvertimenti per convincersi che il decreto anticrisi va profondamente rivisto e dotato delle risorse necessarie.




Veltroni: il governo è inadeguato a fronteggiare la crisi

veltroni1Roma, 16 dic. – (Adnkronos) – “Lo ripeto: questo governo e questo presidente del Consiglio sono inadeguati a fronteggiare la crisi economica”. Lo dice Walter Veltroni all’assemblea dei parlamentari del Pd in cui Pierluigi Bersani, Cesare Damiano, Tiziano Treu e Pierpaolo Baretta hanno illustrato le proposte dei democratici per affrontare la crisi. Il segretario del Partito democratico osserva che mentre “il governo usa ogni argomento per parlare d’altro e nascondere la sua totale inadeguatezza, ogni ora, ogni giorno, ogni settimana che passa senza iniziative strutturali aggravano la crisi”.

”La crisi -prosegue Veltroni – si puo’ fronteggiare in due modi: o con una manovretta fatta dal Governo dove alla fine non ci sono risorse aggiuntive o come occasione strutturale per riformare e innovare il Paese” Per questo il Pd propone un investimento forte fino a un punto di Pil (che equivale a 16 miliardi di euro): “Senza un intervento cosi’ l’Italia rischia di avvitarsi in una spirale recessiva che puo’ essere veramente devastante”, sottolinea il segretario del Pd.

Dunque, “serve una svolta profonda e radicale fatta non di interventi compassionevoli ma di misure strutturali perche’ come dicono oggi i dati di Confindustria, l’Italia conoscera’ la recessione che significa perdita di posti di lavoro, calo della produzione industriale, riduzione dei consumi e puo’ significare la disperazione per molti milioni di famiglie”.

 


Crisi, cosa aspetta il governo? Servono subito interventi straordinari

 

banca-d-italiaChe cosa sta ancora aspettando il governo perrendersi conto della gravità della crisi? Anche i dati odierni forniti dal CsC e le parole del governatore Draghi confermano, se ancora ve ne fosse bisogno, la gravità della crisi produttiva ed occupazionale che impone, come chiede ilPd, interventi straordinari. Un investimento di risorse aggiuntive pari almeno ad un punto di Pil, circa 15 mld di euro, per sostenere i redditi,ammortizzatori sociali universali e incentivi alle imprese per l’innovazione.Trincerarsi dietro il rispetto dei parametri di Maastricht è, nell’attualesituazione, un atteggiamento dogmatico al di fuori della realtà che rischia difar pagare al paese un costo ancora più alto.