Vanno cercate soluzioni veloci per la crisi

indesitL’ipotesi di chiusura dello stabilimento Indesit di Torino è un altro colpo all’economia torinese, gia’ segnata dalla crisi dell’auto. Mi auguro che l’annuncio porti ad un confronto con il sindacato per individuare le soluzioni piu’ idonee, evitando il trauma dei licenziamenti e ricercando alternative. Un indice  che non basta predicare ottimismo ma bisogna guardare la realta. Si ripropone il tema degli ammortizzatori sociali, delle tutele e degli interventi a sostegno del sistema delle imprese. Potremmo invitare il Governo  alla trasmissione ‘Chi l’ha visto, nel senso di ‘chi l’ha visto il malloppo di risorse che i ministri del Governo decantano a ogni pie’ sospinto ma non trovano riscontro concreto?’ Basterebbe sapere se l’Esecutivo da’ alle Regioni, a partire dal Piemonte, i soldi per la Cig in deroga, almeno per l’ordinaria amministrazione della crisi.


L’ottimismo di Berlusconi è di maniera

berlusconiNon sono favorevole all’atteggiamento di Tremonti che fa il guardiano dei saldi di bilancio in questa situazione. E l’ottimismo di Berlusconi e’ di maniera, mi lascia indifferente”. Cosi’ Cesare Damiano, vice ministro ombra al Lavoro intervistato a Omnibus su La7.  

L’esponente del Pd ha identificato nel sostegno al reddito, negli ammortizzatori sociali e nel sostegno alle imprese, le tre direzioni da seguire per far fronte ad una situazione da lui definita “davvero grave”.


Crisi economica: gli effetti sono aggravati dalla sottovalutazione del governo

berlusconi_corna3Gli effetti della crisi economica vengono aggravati in Italia dalla sottovalutazione del governo.I dati della Ue evidenziano una situazione italiana preoccupante e negativa sia per quanto riguarda l`equilibrio dei conti sia per quanto attiene l`aumento della disoccupazione”.

Il governo a parole descrive risultati mirabolanti ma la realtà va in una diversa direzione. Gli effetti sono aggravati dalle sottovalutazioni del ministro dell`Economia che ha predisposto interventi insufficienti e tardivi. Inoltre si fa discutere, poco e male, il Parlamento e ciò che è peggio è che, subito dopo il voto sul decreto anticrisi, Tremonti annuncia nuove risorse miliardarie per gli ammortizzatori sociali. Tutto questo non è serio nei confronti del paese e dei lavoratori”.


Crisi: Auto, per gli aiuti il governo si svegli

autoSperiamo che il governo si svegli dopo il via libera dell’Unione Europea per gli aiuti al settore dell’auto.E’ da tempo che sosteniamo la necessita’ di allineare le scelte del nostro paese a quanto gia’ deciso da Svezia, Spagna, Germania e Francia che hanno sottoposto i loro piani al vaglio di Bruxelles. La rottamazione e’ scaduta il 31 dicembre scorso, senza che l’esecutivo abbia prospettato un ben che minimo piano di intervento, o attraverso una proroga o con misure alternative’. ‘Ora e’ giunto il momento di avanzare una proposta sulla rottamazione per ringiovanire il parco macchine e per incentivi volti all’ecologia e alla sicurezza. Tutto questo puo’ aiutare l’occupazione e l’uscita dalla crisi. E’ evidente che l’incisivita’ dell’intervento e’ collegata alla sua rapidita’, soprattutto dopo gli aiuti gia’ stanziati dagli Stati Uniti a sostegno del loro settore automobilistico. In caso contrario potremmo addirittura subire uno svantaggio competitivo.Speriamo che il governo si svegli dopo il via libera dell’Unione Europea per gli aiuti al settore dell’auto


PD: serve coraggio, bisogna investire risorse nello sviluppo

pdlogo2Per affrontare questa crisi bisogna avere il coraggio di investire nuove risorse nello sviluppo del Paese. In questo momento fare debiti e’ un atto di responsabilità.Sono del tutto insufficienti le misure previste dal decreto anticrisi varato ieri dalle commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera, che poggia su un’analisi superficiale del problema e propone interventi ordinari per contrastare una situazione del tutto straordinaria.
Occorre – ha detto – una politica di sviluppo e non di conservazione con iniziative forti per sostenere l’economia ed allargare le tutele sociali. Il Pd avanza tre proposte per affrontare concretamente la crisi, da realizzare attraverso l’utilizzo di un punto percentuale di Pil, circa 15 miliardi di euro: sostenere il reddito delle famiglie, sostenere i lavoratori atipici rendendo universali gli ammortizzatori sociali e sostenere le imprese. Se il Governo avesse utilizzato i sei miliardi di euro spesi per Alitalia e per l’abolizione dell’Ici sulla prima casa in favore di chi non avrebbe avuto problemi a pagarla, si avrebbero adesso delle risorse da ridistribuire sui redditi medio bassi.


Crisi: L’aumento della CIG era prevedibile. Sconcerta il ritardo del governo

operaioLa crescita della cassa integrazione era prevedibile. Fin dal mese di giugno il Pd aveva sottolineato la crescita nell’utilizzo di questo strumento e indicato il rischio di una esplosione, gia’ prima delle ferie, dopo l’annuncio della cassa integrazione alla Fiat nell’autunno seguente. Quello che sconcerta e’ la lentezza del governo a prendere atto della gravita’ della situazione economica ed occupazionale. Come Pd insistiamo sulla necessita’ di destinare risorse straordinarie e aggiuntive, pari ad un punto percentuale di Pil , circa 15mld di euro, per il potenziamento del potere di acquisto dei redditi medio bassi, per ammortizzatori sociali universali capaci di tutelare anche il lavoro precario della piccola impresa e incentivi al sistema economico accompagnati da una politica industriale dei settori strategici a partire dall’automobile. Ci auguriamo, che il governo apra un tavolo di concertazione con l’opposizione e le forze sociali per definire interventi straordinari a partire dal decreto anticrisi..


Un punto di Pil per rilanciare l’economia

soldi-250-2Le nostre osservazioni critiche riguardano in primo luogo la complessita’ della procedura. Sarebbe stato meglio agire direttamente sulla parte fiscale con la revisione delle aliquote per i redditi medio-bassi o con le detrazioni. Inoltre va osservato che questi bonus verranno erogati soltanto una tantum e su richiesta del lavoratore. Non vorremmo che questo ‘slalom burocratico’, a carico delle imprese, producesse gli stessi effetti della social card: un milione 300 mila fruitori previsti dal governo, 300 mila card attivate, con molte domande respinte e la necessita’ di prorogare la durata della misura. Speriamo che per il bonus famiglia, promesso a otto milioni di persone, non succeda la stessa cosa. Il governo fa molta propaganda ma spende poco. Il Partito democratico e’ disponibile e interessato a concertare una manovra straordinaria che preveda benefici strutturali per il reddito e per ammortizzatori sociali universali, impegnando un punto percentuale di Pil pari a 15 miliardi di euro.