Berlusconi non segua Bush sulle misure anticrisi

obama_000001_871977061La vecchia amministrazione Bush continua a far danni. Dopo la guerra in Iraq, che lo stesso presidente ha riconosciuto essere un errore, adesso i senatori repubblicani hanno bocciato il piano di sostegno all’industria automobilistica americana. Vince il dogmatismo economico sul realismo politico.Le conseguenze di queste scelte sbagliate sono drammatiche: l’immediato tracollo della borsa americana, che avra’ ripercussioni su tutte le piazze mondiali, il possibile fallimento delle principali industrie dell’auto statunitensi le la conseguente crisi sociale che coinvolgera’ piu’ di tre milioni di lavoratoti e le loro famiglie. Tanta indifferenza da parte di una certa politica rispetto ai problemi reali, ci lascia di stucco. Ci auguriamo che il nuovo presidente degli Stati Uniti corregga rapidamente questi errori. Ma intanto il danno e’ fatto.
Noi dobbiamo impedire che scelte analoghe vengano compiute nel nostro paese. Abbiamo il dovere di sostenere politiche di investimento straordinario per fronteggiare la crisi, che vadano a sostegno del reddito, di ammortizzatori sociali universali e delle imprese e dei settori strategici dell’economia a partire da quello dell’auto.


Sciopero CGIL: a casa solo se Veltroni lo chiede

sciopero03h”Siamo usi ad obbedir tacendo”. Non parteciperei allo sciopero indetto dalla Cgil, solo se  a chiedermelo fosse il segretario del partito, Veltroni. 
I contenuti dello sciopero sono ”condivisibili’” e non fanno alcun danno. Se e’ inefficace non puo’ essere dannoso, gli scioperi hanno un significato di mobilitazione delle coscienze, di segnalazione dei problemi. Al momento convivono opinioni anche diverse, sarebbe auspicabile che il Pd avesse delle sedi di confronto capaci di portare a sintesi opinioni diverse.


Servono interventi per il settore dell’auto

fiat-stabilimento-324x230Servono interventi per il settore dell’auto perche’ sono a rischio posti di lavoro e competitivita.Anche la Bce sollecita interventi straordinari ed incisivi di fronte ad una crisi ancora piu’ grave del previsto. L’Italia rischia di non essere all’altezza delle scelte di politica economica adottate dagli altri Paesi industrializzati e di dover soffrire, per questo, uno svantaggio competitivo che rendera’ piu’ difficile la ripresa con una gravissima ricaduta sul fronte sociale e occupazionale. Ultimo esempio e’ quello del settore dell’auto che richiama l’esigenza di adottare misure di politica industriale a sostegno dei settori strategici. Dopo la decisione del governo degli Stati Uniti di sostenere con 15 mld di dollari questo settore, misure analoghe e proporzionate si impongono per l’Europa. In Italia la questione e’ particolarmente rilevante perche’, per l’industria nazionale, si pone il problema delle alleanze internazionali, se si vuole che il nostro Paese mantenga una presenza di rilievo in quella mezza dozzina di produttori che opravviveranno alla crisi in corso.


Crisi: gli indicatori sono tempestosi e il governo minimizza.

soldi-250-2I dati di ottobre dell’Istat confermano la gravita’ della crisi, Confcommercio parla di una frenata dell’economia italiana superiore a quella degli altri paesi europei e Confindustria di crollo della produzione industriale nel mese di novembre”, ha sottolineato in una nota, e i dati Inps sulla cassa integrazione ordinaria, sempre nel mese di novembre, registrano un dato triplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nonostante questi indicatori tempestosi il governo non solo vara decreti ant-crisi del tutto insufficienti e congiunturali, ma minimizza.

Quello che occorre, ha aggiunto, e’ un intervento straordinario e strutturale, prima che sia troppo tardi. Va stanziata una cifra pari ad un punto percentuale di Pil da dividere in tre parti: sostegno al potere d’acquisto delle famiglie, ammortizzatori sociali universali, incentivi alle imprese e ai settori strategici.


Le proposte di Fini sono condivisibili

fiat-stabilimento-324x230Le dichiarazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, a proposito della necessita’ di sostenere il settore dell’automobile sono importanti e totalmente condivisibili.

Come sostengo da tempo abbiamo bisogno di risorse che si muovano in tre direzioni: sostegno al reddito delle famiglie, ammortizzatori sociali universali e incentivi alle imprese attraverso una politica industriale che faccia leva sui settori strategici dell’economia. Tra questi sicuramente quello dell’auto che rappresenta un importante volano per la difesa dell’occupazione e un fattore di innovazione tecnologica. Ha ragione quindi il presidente della Camera a sostenere che l’intervento non si possa limitare alla sola rottamazione: e’ necessario indirizzare risorse verso l’innovazione del settore che guardino alla sicurezza, all’ecologia e alla cosiddetta infomobilita’. Ci auguriamo che il governo la finisca di stare a guardare e cominci a dare segnali positivi vista anche la crescita della disoccupazione e della cassa integrazione nei settori fondamentali dell’economia.



Letta e Damiano sui licenziamenti di La7

2349529292_d42472fd0d_oEnrico Letta e Cesare Damiano, rispettivamente ministro e viceministro ombra Pd del Welfare, hanno incontrato oggi i rappresentanti del Comitato di Redazione de La7 in merito ai licenziamenti annunciati dall’azienda. Gli esponenti PD, prosegue una nota ‘Democrat’, “hanno espresso la solidarieta’ del partito nei confronti dei lavoratori e si sono detti preoccupati per l’atteggiamento dell’azienda evidenziato nella riunione di ieri presso il ministero del Lavoro”. Letta e Damiano, conclude la nota, “hanno chiesto al governo di intervenire con un’efficace azione volta a evitare che la situazione si avvii verso un esito traumatico”.