Crisi: aumenta la disoccupazione, il governo agisca in fretta

metalmeccaniciBisogna fare attenzione a non lanciare messaggi fuorvianti sul superamento della crisi. Guai a sottovalutare il fatto che il problema occupazionale tocchera’ la sua fase piu’ acuta nei prossimi mesi, creando una situazione di forte tensione sociale. Del resto, i dati di Bankitalia confermano l’aumento di cassa integrazione e disoccupazione, mentre alcuni nodi verranno al pettine: si e’ esaurita la fase di contenimento della crisi attraverso le casse in deroga che, per altro, il governo non ha rifinanziato nella gran parte delle regioni; si sta esaurendo il risparmio delle generazione over 60 attualmente in pensione che ha finanziato, con una forma di welfare familiare, i figli in cassa integrazione a 750 euro al mese e i nipoti, lavoratori a progetto, che sono stati licenziati; l’aumento del lavoro nero, che e’ diventato un ammortizzatore sociale occulto, non potra’ eccedere i limiti di tollerabilita’ ormai raggiunti.Se aggiungiamo che la cassa integrazione ordinaria e’ vicina a esaurirsi in settori fondamentali e strategici, avremo un salto di qualita’ negativo nella situazione economica e sociale. Non guardare in faccia a questa realta’ significa assumersi una grave responsabilita’ di fronte al Paese


Crisi: Scajola nega l’autunno caldo? Sarà un inverno freddo

OITBS-SCAJOLA-GAS-INTERVISTAI lavoratori invisibili che sono costretti a salire sui ponteggi o ad intraprendere lo sciopero della fame non sono frange estreme ma rappresentano il senso di solitudine e di abbandono di tante situazioni che vedono venir meno le certezze produttive e occupazionali e che stentano persino ad ottenere un tavolo di trattativa. Il governo, nella maggior parte dei casi assiste ma non interviene. Pensare che la nottata deve passare e che con qualche aggiustamento si risolva questa drammatica situazione di crisi e’ un grave errore di prospettiva. Purtroppo la crisi e’ di fronte a noi e i problemi occupazionali diventano ogni giorno piu’ drammatici.Il ministro Scajola  nega che ci sara’ un autunno caldo, forse perche’ lo teme. Dovrebbe invece preoccuparsi dell’inverno freddo’ che attende molte famiglie italiane che a causa di cassa integrazione, mobilita’ e licenziamenti faranno fatica ad arrivare alla fine del mese. Le bollette, il riscaldamento e i mutui si devono comunque pagare, ma il governo continua a negare risorse per ammortizzatori sociali efficaci e per il miglioramento del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni. E’ ora di intervenire.


Crisi: bene Emma Marcegaglia, servono azioni concrete

Condividiamo le affermazioni di Emma Marcegaglia circa l’esigenza di azioni concrete e significative per affrontare la crisi. Quello che stupisce e rammarica  e’ che queste richieste vengono avanzate oramai da mesi e da  piu’ parti senza che  il governo abbia fatto seguire alle promesse azioni concrete. Si veda il problema del credito alle piccole imprese, dei precari e della disoccupazione  crescente. Tutto questo accade mentre ogni giorno la crisi si fa piu’ acuta.


OCSE: il problema è l’occupazione ma il governo fa finta di nulla

crisiI dati dell’Ocse smentiscono le vuote rassicurazioni del governo. Abbiamo da sempre sostenuto che, anche qualora dovesse registrarsi una ripresa dell’economia, la disoccupazione crescerebbe per un lungo periodo successivo. Per questo l’ottimismo a tutti costi del governo ci ha sempre lasciato di stucco. E’ segno di irresponsabilita’ e di non volonta’ di affrontare la situazione reale del paese. I dati odierni dell’Ocse parlano chiaro e sono confermati la cassa integrazione, chiusure di fabbriche, il rischio di licenziamenti che costellano l’intero territorio nazionale.Le nostre proposte sono note: in primo luogo va convocato con urgenza un tavolo tra governo e parti sociali per affrontare i temi dell’incentivo allo sviluppo, della protezione sociale e del sostegno al reddito delle famiglie.


Scuola: In tempo di crisi il governo produce disoccupati

E’ assurdo che in tempo di crisi economica il governo produca disoccupazione. I licenziamenti di massa nella scuola allargheranno le schiere di coloro che devono ricorrere alle protezioni sociali e che avranno come prospettiva la disoccupazione. Il termine ‘precari’ non si addice a lavoratori che hanno rapporti che durano dai dieci ai quindici anni e che garantiscono la qualita’ dell’insegnamento scolastico. Il governo dovrebbe, invece, preoccuparsi di stabilizzare questi lavoratori anche attraverso concorsi specifici.


Crisi: bene la proposta di tassare le rendite

E’ importante che anche il ministro Sacconi riconosca che sia necessaria una razionalizzazione degli ammortizzatori sociali.Condivido infatti la proposta di Carlo De Benedetti di tassare le rendite di quel 10% di cittadini che detiene la meta’ delle ricchezze del paese per trasferire queste risorse al lavoro a alla produzione.Il protocollo del 23 luglio del 2007  ha ispirato una legge delega che va in questa direzione  e che ha trovato il consenso delle parti sociali. Basterebbe applicarla. Se, come dice il ministro, la crisi non e’ il momento opportuno per queste operazioni, si deve sapere che le difficolta’ produttive e occupazionali dell’autunno richiedono che il governo metta a disposizione le tanto decantate risorse per tutele sociali universali. Quando si dice che nessuno deve essere lasciato solo si pensa a coloro che non hanno alcuna protezione sociale e a coloro, come i lavoratori a progetto, che hanno appena il 20% dell’indennita’ di disoccupazione?.


Il governo faccia qualcosa di concreto per i lavoratori

berlusconi009vu8Perche’ il governo non comincia a fare qualche cosa di concreto per i lavoratori? Ci risparmi le solite parole sulla crisi finita. Per ora l’unico dato certo e’ l’esplosione della disoccupazione. I giochi di parole del ministro Tremonti vanno bene per i titoli dei giornali ma non per i lavoratori. Ripetiamo se le risorse sono ‘inimmaginabili’ si porti ora, subito, la durata della cassa integrazione ordinaria da 12 a 24 mesi, per gestire le crisi senza la preoccupazione di mobilita’ e licenziamenti. Inoltre se queste risorse sono cosi’ alte perche’ non si garantisce un assegno di disoccupazione uguale per tutti pari al 60% dell’ultima retribuzione e non soltanto al 20% come nel caso dei lavoratori a progetto che restano senza occupazione? E se queste risorse sono ‘inimmaginabili’ perche’ non provvedere poi anche a coloro che sono sprovvisti di tutele?’