Chiusura Indesit: si mantengano le produzioni in Italia e si tuteli l’occupazione


08damiano_8248“Non è accettabile la chiusura dello stabilimento Indesit di None. Chiediamo che l’azienda mantenga un’attività industriale a Torino e su questa base negozi, con un apposito tavolo di trattative, la riorganizzazione produttiva dello stabilimento con le organizzazioni sindacali.
La logica che va rifiutata è quella della delocalizzazione fondata sui costi. L’azienda deve spiegare come mai nel settore degli elettrodomestici il prodotto che viene decentrato è proprio quello più pregiato e a maggior valore aggiunto delle lavastoviglie. E deve spiegare come mai, pur essendo di costo inferiore a quello della concorrenza, il prodotto Indesit perde quote di mercato.
La vera sfida è ancora una volta quella della qualità e dell’innovazione che chiediamo all’azienda come al Governo. Quest’ultimo deve sostenere in modo efficace i settori produttivi che hanno situazioni critiche. Gli incentivi all’acquisto degli elettrodomestici sono ‘finti’ se collegati alla ristrutturazione dell’abitazione, mentre dovrebbero essere direttamente collegati alla qualità e al tasso di innovazione del prodotto.


Accanto a questo si deve pretendere il mantenimento delle produzioni in Italia e la tutela dell’occupazione non in chiave protezionistica ma in collegamento allo sforzo di innovazione. Vorremmo inoltre che si chiarisse se il governo polacco eroga risorse a vantaggio dei produttori soltanto a condizione che ci siano crescite occupazionali in quel Paese. Se di questo si trattasse, saremmo di fronte a una perversa logica di ‘dumping sociale’ a scapito dei nostri lavoratori”.


On. Cesare DAMIANO


Responsabile Nazionale Lavoro PD

e Capogruppo alla Commissione Lavoro

 

 


Crisi: il governo funziona a corrente alternata

governoSiamo di fronte ad un governo che funzione a corrente alterna: un giorno c’e’ una crisi drammatica, il giorno dopo non c’e’ piu. Non vogliamo inseguire parole ormai inutili vorrei chiedere al Presidente del Consiglio due cose concrete: un assegno mensile di disoccupazione pari al 60% della retribuzione precedentemente percepita per i 300.000 lavoratori a progetto che hanno perso il lavoro nel 2008 e per i 500.000, che si stima, lo perderanno nel 2009. La sospensione dei licenziamenti dei ‘precari’ della pubblica amministrazione almeno per tutto il 2009.Non e’ ammissibile che in un tempo di crisi pesante sia il governo a decidere di aggiungere nuovi licenziamenti ai tanti disoccupati gia’ esistenti.

 


Sabato a Bologna per un’assemblea con i lavoratori

pdlogo2Bologna, 4 mar. – (Adnkronos) – Sara’ a Bologna sabato l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano per partecipare all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dal titolo ‘Il lavoro, per una politica contro la crisi per uno sviluppo nuovo’, organizzata dal Forum Lavoro del Partito democratico cittadino, che avra’ luogo a partire dalle 10 nella sala Candilejas in via Bentini 20. L’incontro, presieduto dalla responsabile del Lavoro del Pd di Bologna Carmen Ramponi, sara’ apertoda Andrea De Maria, segretario bolognese dei democratici, e introdottoda Stefano Borgatti, coordinatore del Forum Lavoro.

Sul tema si confronteranno, tra gli altri, Agostino Megale, segretario nazionale Cgil e presidente Ires-Cgil, Alessandro Alberani, segretario generale di Cisl Bologna, e Antonella Raspadori, della segreteria Cgil Bologna. Le conclusioni saranno affidate a Damiano, ex Ministro del Lavoro dell’ultimo Governo Prodi.

Sono previsti interventi di Flavio Delbono, candidato sindaco di Bologna, Rita Ghedini, senatrice del Pd, Luigi Mariucci, responsabile Economia del Pd di Bologna, Paolo Rebaudengo, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Provincia di Bologna.

 
 

 


Draghi: è condivisibile l’allarme sull’occupazione

L’allarme lanciato da Mario Draghi e’ condivisibile perche’ mette in luce come la crisi economica tenda ad aggravarsi e a colpire i ceti piu’ deboli. Da questo punto di vista la preoccupazione del governatore di varare una riforma degli ammortizzatori sociali, che vada al di la’ di misure  contingenti, e’ la risposta giusta al problema delle tutele sociali di fronte al rischio disoccupazione il governo potrebbe attuare la delega che deriva dal protocollo del 23 luglio del 2007.

 


Veltroni: Crisi è un bagno di sangue in tutto il paese

(DIRE) Roma, 16 feb. – “Non sono pessimista di carattere ma in giro per l’Italia ho visto ovunque un ‘bagno di sangue’ che nessuno di noi finora ha conosciuto in queste dimensioni”. Walter Veltroni, incontrando i lavoratori di un call center di Roma, ribadisce il suo allarme per la crisi economica e sociale. Chiede inoltre “una riforma profonda degli ammortizzatori sociali” in modo che “la perdita del posto di lavoro non si traduca automaticamente in poverta’” per centinaia di migliaia di lavoratori precari.

“Dove finisca tutto questo- sottolinea il segretario del Pd- io non lo so, ma certo quando il governatore della Banca d’Italia dice ‘fuori i titoli tossici’ non e’ un buon segno”. Il leader dei democratici spiega che l’azienda visitata oggi ha usufruito delle norme messe a punto da Cesare Damiano quando questi reggeva il ministero del Lavoro: “In questo modo si sono stabilizzati centinaia di lavoratori che sono stati assunti a tempo indeterminato”. Ma la competizione tra le aziende, dice ancora Veltroni, “ha bisogno di regole perche’ altrimenti le imprese che stabilizzano i lavoratori si trovano a competere nel mercato con aziende che non lo fanno e quindi sono in una condizione di svantaggio”. In altre parole “serve una profonda riforma degli ammortizzatori sociali, soprattutto in questo periodo di crisi, per garantire molte migliaia di lavoratori”. Quindi Veltroni propone anche una misura che favorisca le imprese che stabilizzano i lavoratori quando questi concorrono per gli appalti pubblici: “Io sono favorevole a concedere un vantaggio premiale nelle gare pubbliche a chi stabilizza i precari”.


Crisi economica: pagheremo cara la rinuncia sugli ammortizzatori

damiano-1Dopo tante chiacchiere Sacconi svela il mistero: i soldi per gli ammortizzatori sociali non ci sono. Il governo degli annunci parla di 8 miliardi di euro per le tutele sociali nel tempo della crisi, ma la realta’ e’ che queste risorse sono inesistenti. Siamo l’unico paese al mondo che attua una manovra pro-ciclica anziche’ anticrisi. Tutto questo sara’ pagato a caro prezzo dall’Italia, soprattutto dalla sua parte piu’ debole”.