Elezioni: se Grillo teme dissesto economico sia responsabile

Se Grillo paventa che a breve l’Italia non sarà in grado di pagare le pensioni e gli stipendi ai dipendenti pubblici, ciò dovrebbe indurlo, ancora di più, a scelte di responsabilità che evitino un disastro sociale di tal genere. Allora è tempo di superare pregiudizi e battute demagogiche avanzando, invece, proposte concrete come sta facendo il Pd. Per quanto riguarda la previdenza non solo bisogna continuare a pagarla, utilizzando a vantaggio dell’equità sociale una parte delle risorse che si risparmieranno, ma occorre anche correggere gli errori della riforma Monti-Fornero, consentendo a chi è rimasto senza reddito di poter andare in pensione con le vecchie regole.
Grillo condivide la necessità di risolvere un problema così grave per i cittadini?


Crisi: bene Squinzi su patto sociale, serve dialogo con sindacati

squinziLe affermazioni di oggi del leader di Confindustria Giorgio Squinzi sono importanti perché indicano una strada per far uscire il Paese dalla crisi. C’e’ un punto, in particolare, che ci trova profondamente d’accordo: quello di assumere il tema della crescita come essenziale. Senza una risposta a questo interrogativo non esiste soluzione ai problemi occupazionali. 
E’ positivo, inoltre, che il presidente di Confindustria sottolinei che esiste un importante punto di contatto con le recente analisi della Cgil: il rapporto che intercorre tra rigore e crescita. Se l’obiettivo di Squinzi e’ quello di riportare al centro dell’agenda politica l’industria e il lavoro e di farlo attraverso un dialogo costante con tutti i sindacati, noi siamo d’accordo.
Esistono, se si va in questa direzione, le condizioni per un patto sociale che faccia del compromesso tra le ragioni del lavoro e dell’impresa l’elemento cardine per una politica di sviluppo che batta le ragioni del rigore a senso unico.


Lavoro: dati disoccupazione fanno tremare vene, stop a politiche solo rigore

Lavoro_Giovani_CodaR400I dati sulla disoccupazione presentati oggi dall’Istat fanno tremare le vene dei polsi e dimostrano, ancora una volta, l’incapacità delle sole politiche del rigore di rilanciare l’economia. Serve una nuova politica industriale, che sappia far crescere il paese nel segno dello sviluppo di qualità e dell’equità sociale, e interventi per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e ridare fiato ai consumi.
Questo è il punto centrale dell’Agenda Bersani con cui il Pd si candida a governare il paese.  E’ necessario abbandonare la sola politica del rigore che ci consegnerebbe inevitabilmente alla recessione dell’economia e all’aumento della disoccupazione e delle ingiustizie sociali.


Veltroni: Crisi è un bagno di sangue in tutto il paese

(DIRE) Roma, 16 feb. – “Non sono pessimista di carattere ma in giro per l’Italia ho visto ovunque un ‘bagno di sangue’ che nessuno di noi finora ha conosciuto in queste dimensioni”. Walter Veltroni, incontrando i lavoratori di un call center di Roma, ribadisce il suo allarme per la crisi economica e sociale. Chiede inoltre “una riforma profonda degli ammortizzatori sociali” in modo che “la perdita del posto di lavoro non si traduca automaticamente in poverta’” per centinaia di migliaia di lavoratori precari.

“Dove finisca tutto questo- sottolinea il segretario del Pd- io non lo so, ma certo quando il governatore della Banca d’Italia dice ‘fuori i titoli tossici’ non e’ un buon segno”. Il leader dei democratici spiega che l’azienda visitata oggi ha usufruito delle norme messe a punto da Cesare Damiano quando questi reggeva il ministero del Lavoro: “In questo modo si sono stabilizzati centinaia di lavoratori che sono stati assunti a tempo indeterminato”. Ma la competizione tra le aziende, dice ancora Veltroni, “ha bisogno di regole perche’ altrimenti le imprese che stabilizzano i lavoratori si trovano a competere nel mercato con aziende che non lo fanno e quindi sono in una condizione di svantaggio”. In altre parole “serve una profonda riforma degli ammortizzatori sociali, soprattutto in questo periodo di crisi, per garantire molte migliaia di lavoratori”. Quindi Veltroni propone anche una misura che favorisca le imprese che stabilizzano i lavoratori quando questi concorrono per gli appalti pubblici: “Io sono favorevole a concedere un vantaggio premiale nelle gare pubbliche a chi stabilizza i precari”.


SUI PRECARI IL GOVERNO PERSEVERA NELL’ERRORE

Non solo la manovra finanziaria conferma la sua incapacita’ di aiutare lo sviluppo del paese perché non prevede di incrementare i consumi interni tramite il potenziamento del potere di acquisto delle pensioni e delle retribuzioni ma si conferma anche la vocazione del governo a perseverare nell’errore. Sulla norma anti-precari il governo si ostina per bocca del ministro Sacconi a non voler prendere in considerazione la necessita’ di cancellare una norma chiaramente incostituzionale. Continua a leggere