D’Antona: omaggio di Franceschini e del Pd sul luogo dell’omicidio

Il segretario del Pd Dario Franceschini si e’ recato questa mattina in Via Salaria a Roma sul luogo dove, dieci anni fa, fu assassinato Massimo D’Antona.

Il segretario era accompagnato da una delegazione del partito composta da Cesare Damiano, Tiziano Treu, Rosa Calipari e Giulio Santagata. La delegazione ha deposto una corona di fiori accanto alla targa in cui si ricorda la tragica uccisione.


ISTAT: PD, le scelte del Ministro Brunetta sono del tutto incomprensibili

brunetta“L’Istat comunica che nel mese di febbraio, rispetto allo stesso periodo del 2008, l’occupazione ha un calo del 3,2%, su base tendenziale, al netto della cassa integrazione. Purtroppo, i dati della crisi non accennano ad un miglioramento. Per questo, è ancora più incomprensibile la scelta del ministro Brunetta di procedere, nei fatti, al licenziamento di decine di migliaia di lavoratori precari della Pubblica amministrazione. Il tentativo di attribuire il mancato rinnovo di questi contratti alle normative del governo Prodi è palesemente infondato. Tali normative, al contrario hanno permesso, anche attraverso accordi sindacali stipulati dalle Pubbliche amministrazioni, di stabilizzare migliaia di rapporti di lavoro. Sono, invece, le norme emanate dal governo che prevedono la limitazione delle assunzioni a tempo indeterminato fino ad un tetto massimo del 10% dei rapporti cessati l’anno precedente e l’impossibilità, dopo il 30 giugno 2009, di procedere alla stabilizzazione del personale che ne abbia diritto. Come Partito democratico noi chiediamo al ministro Brunetta di ritirare il disegno di legge 1167, al momento all’esame del Senato, e di non procedere fino a tutto il 2010 ad alcun licenziamento nella Pubblica amministrazione. Di sospendere la previsione dell’articolo 49 del D.L. 112/2008 che impedisce il rinnovo del contratto ai lavoratori precari che nell’ultimo quinquennio abbiano avuto già tre contratti con le amministrazioni dello Stato. Infine, chiediamo che si anticipi la pubblicazione del Conto annuale della ragioneria dello Stato per avere a disposizione dati realistici sui precari”. Lo affermano in una nota Cesare Damiano, responsabile Lavoro del Pd e i parlamentari Ivano Miglioli e Donella Mattesini. (red)


Pensioni: il PD presenterà 2 proposte

pensioni1E’ necessario riprendere una campagna di informazione sui temi della previdenza complementareche e’ completamente scomparsa dal dibattito politico.

Il Pd  presentera’ due proposte di legge in proposito. La prima, per inserire anche i pubblici dipendenti nell’ambito di applicazione della normativa entrata in vigore nel 2007. La seconda, per l’introduzione di meccanismi automatici di passaggio tra le varie linee di investimento offerte dai fondi pensione, in modo da non far correre rischi ai lavoratori, soprattutto in momenti di turbolenza dei mercati quali quelli che stiamo attraversando.


CRISI INDESIT E MOGUL

pdlogo2Dichiarazione dell’On. Cesare DAMIANO

(Responsabile Nazionale Lavoro PD)

“Il Partito Democratico segue con massima attenzione le situazioni di crisi industriale in Piemonte.
Siamo soddisfatti per la riapertura del tavolo di trattativa alla Indesit, che era l’obiettivo che ci eravamo prefissati con la Mozione alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati e che rappresentava la rivendicazione fondamentale dei lavoratori e del sindacato per risolvere la situazione che riguarda lo stabilimento di None attraverso alternative industriali ed occupazionali che auspichiamo emergano sin dall’incontro di domani a Torino.


Oggi seguiamo con attenzione la nuova situazione che si è determinata alla Mogul con la richiesta di cassa integrazione straordinaria. Non comprendiamo perché l’azienda non esaurisca le settimane di cassa ordinaria ancora a disposizione che consentirebbero di aprire, anche in questo caso, un tavolo di confronto con il sindacato prima di far precipitare la situazione mettendo in discussione la tenuta occupazionale nei vari stabilimenti. E’ importante l’iniziativa di richiesta di incontro avanzata dalla Regione Piemonte che sosteniamo e condividiamo”.


On. Cesare DAMIANO


Responsabile Nazionale Lavoro PD

e Capogruppo alla Commissione Lavoro

 


Indispensabile investire le risorse per il rilancio del paese

soldi-250-2La proposta che ha avanzato Epifani di aprire un tavolo di concertazione tra governo e parti sociali per affrontare la crisi e’ assolutamente condivisibile. E’ necessario che anche il nostro Paese, soprattutto dopo il G20, decida di investire importanti risorse a sostegno dello sviluppo. 

Il Partito Democratico ha proposto una misura realistica pari all’1% del PIL: 15 miliardi di euro che possono essere distribuiti per il sostegno al reddito da lavoro e per le pensioni, per ammortizzatori sociali veramente universali e per la crescita della piccola impresa e dei settori strategici dell’economia.

Questi contenuti possono essere un terreno di ricomposizione unitaria non solo delle forze sindacali ma anche delle forze politiche, se si vuole davvero compiere uno sforzo per fare uscire il Paese da una situazione economica che di giorno in giorno si fa sempre più difficile.


Lavoro: Pd, scelte del governo depotenziano l’azione di prevenzione

08damiano_8248Roma, 30 mar. (Adnkronos) – ”Il testo delle proposte emendative del decreto legislativo 81 del 2008 approvate dal Governo la settimana scorsa non e’ ancora noto nelle sue formulazioni ufficiali, se non al Consiglio dei ministri. Dalle notizie che abbiamo fin qui raccolto attraverso gli organi di informazione, paiono emergere alcune conferme sulla struttura portante del decreto 81 che dimostrano, nonostante gli attacchi e le accuse di frettolosita’, una solidita’ e una coerenza del testo. Destano invece gravi preoccupazioni alcune scelte che depotenziano gravemente l’efficacia dell’azione di prevenzione. Da un primo esame delle norme conosciute emergono delle correzioni e delle omissioni rilevanti”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono gli esponenti del Pd, Cesare Damiano, Enrico Letta e Paolo Nerozzi Secondo gli esponenti del Pd, ”non sono piu’ concretamente previsti programmi di finanziamento pubblico nazionale alle imprese, ai lavoratori e, soprattutto, alla educazione scolastica per la prevenzione dei rischi. Il miliardo e cinquecento milioni di euro che Inail ha come saldo attivo annuale, non e’ considerato una risorsa da utilizzare, anche in parte, per le politiche attive di sostegno alle azioni per la sicurezza”.

La valutazione del rischio e la riunione periodica annuale di esame dell’efficacia delle azioni di prevenzione in azienda, rilevano, ”diventano adempimenti formali e le relative sanzioni sono ridotte sia rispetto al decreto 81 del 2008 che al decreto 626 del 1994.

Quando si escludono dalla valutazione i lavori in appalto inferiori ai due giorni, si decide di non tutelare i lavoratori autonomi e della piccola impresa e quando si esclude la trasparenza dei costi per la sicurezza delle imprese di appalto nei relativi contratti, si riducono le tutele gia’ considerate nel codice dei contratti d’opera e di servizio”.

L’eliminazione della cartella sanitaria e di rischio personale in grado di seguire il lavoratore nei diversi rapporti di lavoro e nelle diverse prestazioni di lavoro cui sara’ chiamato nella sua vita lavorativa, aggiungono Damiano, Letta e Nerozzi, ”fara’ aumentare le difficolta’ per milioni di lavoratori che cambiano lavoro piu’ volte nell’anno e appesantira’ le imprese, in particolare le piccole imprese, con adempimenti ed oneri inutili. Alla faccia della semplificazione tanto invocata dal ministro del Lavoro”.

Il medico competente, sottolineano gli esponenti del Pd, ”opera in una impresa perche’ esistono mansioni che espongono a rischi specifici i lavoratori addetti. Il giudizio di idoneita’ o di inidoneita’ al lavoro e’ quindi collegato alla mansione che si e’ chiamati a svolgere, mentre il giudizio generale di inidoneita’ al lavoro e’ affidato a strutture pubbliche autonome dall’impresa. Ora sembra non essere piu’ cosi’ e addirittura, dopo un giudizio di inidoneita’ alla mansione specifica, al lavoratore rimarra’ o il licenziamento o lo spostamento ad un’altra mansione priva di rischi perdendo pero’ il livello professionale raggiunto”.

Tutto questo, assieme alla generalizzata riduzione delle entita’ delle contravvenzioni, concludono, ”non puo’ non destare gravi preoccupazioni ed indurre l’opposizione ad una azione rigorosa di tutela dei lavoratori e di miglioramento dell’azione pubblica di prevenzione nei luoghi di lavoro attraverso una incisiva azione parlamentare di mobilitazione sociale”.


Indesit: discussa alla Camera dei deputati l’interrogazione del PD

aula-montecitorioIl Sottosegretario Pasquale VIESPOLI ha risposto quest’oggi in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati all’Interrogazione presentata dall’On. Cesare DAMIANO (Responsabile Nazionale Lavoro PD e Capogruppo alla Commissione Lavoro), da Anna ROSSOMANDO e Giorgio MERLO e sottoscritta da tutti i parlamentari piemontesi del PD.


Nella risposta il Sottosegretario VIESPOLI, sottolineando come la situazione appaia sostanzialmente fluida, ha affermato che “la Direzione aziendale ha precisato di non aver posto in essere alcun atto formale relativo alla messa in mobilità dei dipendenti, essendo la base di negoziazione con le parti sociali ancora nelle fasi iniziali. La Regione Piemonte  ha reso noto che nel corso degli incontri istituzionali tenutesi presso la propria sede non è stata data formale comunicazione della chiusura dello stabilimento di None. In quell’ambito i rappresentanti dell’azienda hanno dichiarato che qualora la proprietà Indesit assumesse la decisione di chiudere lo stabilimento verrebbe posta in essere ogni utile azione tesa alla reindustrializzazione dell’area per far sì che il territorio non venga impoverito e i lavoratori possano fruire di maggiori opportunità occupazionali”. “Presso il Ministero dello sviluppo economico – ha aggiunto il Sottosegretario VIESPOLI – sono attualmente in corso incontri con la direzione aziendale e le organizzazioni sindacali volti a verificare un percorso condiviso che consenta di scongiurare la totale chiusura dello stabilimento con evidenti ripercussioni sul reddito dei lavoratori e sul tessuto sociale coinvolto. In questo quadro, in accordo con le parti interessate, potrà essere attivato un tavolo di confronto presso il Ministero fin dalle prossime settimane”.


In Commissione erano presenti i Deputati piemontesi del PD Cesare DAMIANO, Antonio BOCCUZZI, Giorgio MERLO, Anna ROSSOMANDO ed Elisabetta RAMPI.


“Il nostro obiettivo è quello di dare tranquillità e futuro ai lavoratori della Indesit di None e alle loro famiglie – ha affermato l’On. Cesare DAMIANO – e per questo abbiamo insistito sulla necessità di aprire tempestivamente un tavolo di confronto che coinvolga la Presidenza del Consiglio e il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di individuare le soluzioni industriali alternative che consentano di garantire una continuità produttiva sul territorio e la stabilità occupazionale dei lavoratori. La disponibilità del Governo, manifestata dal Sottosegretario Pasquale Viespoli, di attivare nelle prossime settimane un tavolo di confronto presso il Ministero va nella direzione da noi indicata, ma deve tradursi rapidamente in una scelta di convocazione senza far trascorrere ulteriore tempo”.


Dichiara l’On. Giorgio MERLO: “La chiusura dello stabilimento di None e la delocalizzazione sono i due rischi che possono e devono essere sventati. E l’unica risposta, al momento, è quella di attivare un tavolo tra le parti capace di salvaguardare l’occupazione e rilanciare il settore. Il Governo, adesso, deve sostenere con forza le posizioni espresse sin dall’inizio della vicenda Indesit dal PD”.