Pensioni: il PD presenterà 2 proposte

pensioni1E’ necessario riprendere una campagna di informazione sui temi della previdenza complementareche e’ completamente scomparsa dal dibattito politico.

Il Pd  presentera’ due proposte di legge in proposito. La prima, per inserire anche i pubblici dipendenti nell’ambito di applicazione della normativa entrata in vigore nel 2007. La seconda, per l’introduzione di meccanismi automatici di passaggio tra le varie linee di investimento offerte dai fondi pensione, in modo da non far correre rischi ai lavoratori, soprattutto in momenti di turbolenza dei mercati quali quelli che stiamo attraversando.


Sacconi: Pensioni, stiamo tagliando sui costi di gestione, ora niente riforme

pensioni1(ASCA) – Roma, 8 apr – ”Non e’ questo il momento per fare le riforme delle pensioni”. Lo ha ribadito il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, aggiungendo che ”per ora si sta lavorando in termini di razionalizzazione dei costi di gestione del sistema. Ci auguriamo che l’operazione porti i risparmi attesi”.

Sacconi, interpellato a margine di una audizione nella Commissione bicamerale sugli enti previdenziali, ha spiegato che nella attuale fase di caduta del pil, ”il rapporto tra la spesa per pensioni e la ricchezza prodotta nel Paese peggiora. Noi dobbiamo cercare di mantenere una certa stabilita”’ e per questo si sta provvedendo alla razionalizzazione nella gestione. E saranno anche applicati i coefficienti di trasformazione che ”sono elementi di stabilita’ e sono automatici, come prevedeva la legge Damiano ”.


Pensioni: bene lo stop sulle donne. Il governo riprenda la concertazione

pensioni1Il governo rinuncia per il momento all’innalzamento dell’eta’ pensionabile delle donne a 65 anni.Il ritiro dell’emendamento sulle dipendenti statali e’ una buona notizia. Il tentato arrembaggio del ministro Brunetta  si e’ infranto contro le diverse opinioni presenti nel governo e con l’opposizione del Partito Democratico. Rossana Boldi della Lega ha invitato a non cercare soluzioni affrettate. Noi chiediamo che l’esecutivo convochi rapidamente un tavolo di concertazione con il sindacato. Per affrontare un tema cosi’ delicato e’ necessario definire prima un insieme di misure di sostegno al lavoro delle donne: l’attivazione di crediti d’imposta per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici, normativa che l’esecutivo ha cancellato; misure che aiutino la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; il riconoscimento ai fini pensionistici dei periodi di non lavoro dedicati alla cura e alla famiglia; il rafforzamento di una rete di servizi sociali, come gli asili nido, per sostenere i lavoratori e le lavoratrici. Soltanto con la rimozione delle cause della disuguaglianza reale tra uomini e donne nelle carriere e nelle retribuzioni  si puo’ accedere ad una progressiva parita’ di pensionamento. Non e’ immaginabile utilizzare le risorse risparmiate per mantenere l’equilibrio del sistema pensionistico.



Pensioni: No all’aumento dell’età delle donne come merce di scambio

No all’innalzamento dell’età pensionabile delle donne come “merce di scambio” per reperire risorse che vadano agli ammortizzatori sociali. E soprattutto non prima che si realizzi un’effettiva parità retributiva e di carriera con gli uomini. Non si può affrontare  a margine di un  il tema dell’aumento dell’età pensionabile delle donne se prima non si affronta un altro tema: il riconoscimento ai fini pensionistici alle donne che hanno carriere discontinue del tempo dedicato alla cura e di una rete di servizi che consenta una parità retributiva e di carriera”.

Per l’ex ministro del Lavoro, “non è opportuno che l’innalzamento dell’età pensionabile sia usato come una sorta di merce di scambio per un riequilibrio del sistema o per aumentare le risorse degli ammortizzatori sociali.

Non sono pentito per il fatto che il Governo Prodi abbia elimintao lo scalone, assolutamente no. La nostra è una riforma dolce. Non ha solo lo scalone ma, ad esempio, la quattordicesima, l’innalzamento delle pensioni minime a 580 euro, il riscatto della laurea, che accanto agli scalini fa di questa riforma un importante contributo per l’equilibrio e per le giovani generazioni.


Pensioni: dal governo solo fughe in avanti

pensioni1Dal governo continue fughe in avanti. Piuttosto che parlare nuovamente di riforma delle pensioni l’esecutivo farebbe bene ad applicare le riforme del governo Prodi.Sui coefficienti di trasformazione basta dare attuazione al protocollo del 2007, che prevede che il nuovo calcolo decorra dal primo gennaio del 2010. Il governo, che dichiara di voler accelerare, e’ in realta’ inadempiente perche’ non ha convocato entro il 31 dicembre scorso la commissione composta da esperti nominati dal governo e dalle parti sociali per affrontare il tema.Va ricordato che il governo Prodi ha ereditato una riforma incompiuta, che doveva essere applicata nel 2005, e ha provveduto con le parti sociali, non solo a rivedere i coefficienti, ma anche a cambiare la precedente cadenza decennale in un nuovo calcolo triennale. A seguito di questa riforma le stime della Ragioneria generale gia’ incorporano i nuovi coefficienti. Quindi basta a dare attuazione alla norma. La seconda inadempienza riguarda poi i lavori usuranti: ci aspettiamo, quindi, una applicazione della delega entro il mese di marzo.


Pensioni: il prolungamento sia una libera scelta

pensioni1Ha ragione Berlusconi quando dice ‘non cambieremo il sistema pensionistico. Infatti, le riforme del governo Prodi hanno garantito un equilibrio di lungo periodo del sistema. Semmai va applicato integralmente il protocollo del 2007 per quanto riguarda le parti non attuate da questo governo, ad esempio i lavori usuranti. Per quanto riguarda l’eta’ pensionabile delle donne, oltre a consentire alle lavoratrici di poter continuare, sulla base di una libera scelta, l’attivita’ lavorativa dopo i 60 anni, e’ necessario riconoscere alle stesse i periodi dedicati alla cura della propria famiglia e farli valere ai fini pensionistici.

Questo deve essere il primo tempo di un’azione anti discriminatoria e per la valorizzazione del lavoro femminile.


L’idea di Brunetta è inaccettabile

brunetta

La proposta di Brunetta è inaccettabile perché affronta solo un lato del problema: quello del risparmio dei costi pensionistici. Invece, quando si parla di lavoro femminile non si può non affrontare, contemporaneamente, il tema della conciliazione tra tempo di vita e tempo di lavoro  e quello della revisione del modello organizzativo dell`impresa, che consenta la fruizione di congedi o di periodi sabbatici per la cura e la crescita, ad esempio, dei figli nei primi anni di vita, riconoscendo anche questi periodi ai fini pensionistici.Non dimentichiamo che il ministro Brunetta è lo stesso che ha definito la legge 104 ‘famigerata’ ,quella stessa legge che consente ai genitori congedi per i figli portatori di gravi disabilità. Quando si parla di lavoro femminile e di pensionamento non lo si può fare soltanto in termini opportunistici per la quadratura dei conti.Nello Stato sociale occorre, invece, investire nuove risorse.L`aumento dell`età per la pensione di vecchiaia delle donne potrebbe avvenire, in questa fase, solo su base volontaria.