La firma separata e’ sempre un fatto negativo. Da ministro del Lavoro ho cercato di evitare gli accordi separati ed il protocollo sul welfare del 23 luglio del 2007 e’ la testimonianza di questa convinzione.
Non capisco l’esultanza di alcuni ministri di fronte a un fatto che dovrebbe preoccuparci, perche’ il rischio e’ il corporativismo delle relazioni sindacali mentre noi dovremo ricercare la massima unita’ e condivisione. Bisogna riservarsi un giudizio sul nuovo indicatore dell’inflazione: occorre capire se e’ migliore o peggiore di quello precedente che era senza dubbio insufficiente’. Non solo. L’ex ministro del Lavoro chiede all’attuale titolare del dicastero ‘di cancellare la possibilita’ di procedere agli aumenti salariali in modo unilaterale da parte delle imprese: in questo modo salta la valorizzazione della contrattazione.
Per quanto riguarda il referendum, come gli accordi che coinvolgono le condizioni dei lavoratori, si possono sempre sottoporre a ratifica dei soggetti interessati’, ma e’ anche vero che ‘in questa situazione e’ difficile immaginare un referendum unitario. La mia lunga esperienza di negoziatore mi fa dire che i supplementi vanno bene ma funzionano solo se tutti sono disponibili a cambiare qualcosa
Archivio tag: cesare damiano
FUORI DALLA CRISI TUTTI E PRESTO
Fiat: l’intesa Chrysler è giusta, ma servono aiuti al settore
L’intesa tra Fiat e Chrysler va nella giusta direzione, perché per fronteggiare la crisi è anche necessario stringere alleanze per non soccombere alla selezione che il mercato produrrà. Ma accanto a questo è necessario un rapido sostegno del governo italiano al settore dell`automobile per la rottamazione e per l`innovazione del prodotto nel senso dell`ecologia e della sicurezza.
Un appuntamento da segnare in agenda
A Torino, il 23 gennaio Fuori dalla crisi. Il Pd a fianco dei lavoratori. Un’iniziativa del PD del Piemonte.
Ore 20.30 Galleria d’Arte Moderna, corso Galileo Ferraris – Torino
PD: abbiamo le correnti e non abbiamo il partito
Nelle vicende interne del PD, l’assurdo e’ che abbiamo le correnti e non il partito. Il principale partito dell’opposizione deve cambiare registro, scegliendo il linguaggio della concretezza invece di quello delle poltrone.Auspico che per il PD si apra un orizzonte di valori condivisi e un programma che affronti le questioni reali del Paese.
Dl anticrisi, Damiano: Abbandonata per protesta la commissione Lavoro
“Abbiamo abbandonato per protesta i lavori della commissione, insieme all’Udc e all’Idv, prima del voto relativo al decreto anticrisi presentato dal governo”. Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd in commissione Lavoro, Cesare Damiano. “Abbiamo voluto in questo modo segnare una discontinuita’ per chiedere con forza al governo un radicale cambio di marcia nell’organizzazione dei lavori parlamentari – spiega Damiano – Non si puo’ piu’ pretendere un pronunciamento su decreti ‘mobili’ che vengono successivamente cambiati, in questo caso dalle commissioni Bilancio e Finanze, a causa degli emendamenti presentati soprattutto dallo stesso governo.
L’accordo raggiunto prima delle vacanze di fine d’anno prevedeva un doppio parere (provvisorio e definitivo) che ci e’ stato adesso negato per il ritmo parossistico che il governo impone ai lavori, il piu’ delle volte vanificato dai voti di fiducia”. In secondo luogo, sottolinea il parlamentare del Pd, “non si puo’ sottovalutare il ruolo che la commissione Lavoro puo’ svolgere su materie contenute in questo decreto come quelle che riguardano gli ammortizzatori sociali. La nostra proposta di apertura di un tavolo di concertazione governo, opposizione, parti sociali, e’ stata fin qui ignorata ed e’ questa la diretta conseguenza del modo sbrigativo con il quale questi argomenti vengono affrontati – conclude Damiano – dimostrando la mancata percezione da parte del governo della gravita’ della crisi”. Fonte IL VELINO
Crisi: L’aumento della CIG era prevedibile. Sconcerta il ritardo del governo
La crescita della cassa integrazione era prevedibile. Fin dal mese di giugno il Pd aveva sottolineato la crescita nell’utilizzo di questo strumento e indicato il rischio di una esplosione, gia’ prima delle ferie, dopo l’annuncio della cassa integrazione alla Fiat nell’autunno seguente. Quello che sconcerta e’ la lentezza del governo a prendere atto della gravita’ della situazione economica ed occupazionale. Come Pd insistiamo sulla necessita’ di destinare risorse straordinarie e aggiuntive, pari ad un punto percentuale di Pil , circa 15mld di euro, per il potenziamento del potere di acquisto dei redditi medio bassi, per ammortizzatori sociali universali capaci di tutelare anche il lavoro precario della piccola impresa e incentivi al sistema economico accompagnati da una politica industriale dei settori strategici a partire dall’automobile. Ci auguriamo, che il governo apra un tavolo di concertazione con l’opposizione e le forze sociali per definire interventi straordinari a partire dal decreto anticrisi..






