Calderoli e’ passato dalle gabbie salariali, poi ripudiate, alla modifica della Costituzione per introdurre l’insegnamento dei dialetti, fino all’ultima trovata: la diminuzione dell’irpef differenziata sul territorio.
Noi suggeriamo anche in linea con i vincoli europei di diminuire per tutti l’Irpef sui redditi da lavoro fino a 30 mila euro annui; di aumentare le risorse per il salario di produttivita’, contrattato nel territorio e nell’azienda, per premiare le situazioni piu’ dinamiche; di estendere la quattordicesima alle pensioni fino a 1200 euro mensili. Invito quindi Calderoli a confrontarsi su questa proposta e il governo a convocare le parti sociali per affrontare il vero problema: dare piu’ potere d’acquisto alle famiglie.
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Lavoro: girandola di proposte, ma le misure sono insufficienti.
Di buone intenzioni sono lastricate le strade dell’inferno. E’ da tempo che dal governo arriva una girandola di proposte, in molti casi tra di loro contraddittorie: ad esempio siamo passati dalla detassazione degli straordinari alla settimana.Sarebbe ora di passare ai fatti, quello che e’ chiaro e’ che il Fmi ritiene le misure adottate dai governi ancora insufficienti per fronteggiare la crisi.Il governo italiano e’ in fondo alla classifica, con il ministro del Tesoro che e’ rimasto l’ultimo sacerdote a difesa dei saldi di bilancio. A quando la tanto attesa svolta? Il Pd ha chiesto di aggiungere per gli ammortizzatori sociali agli stanziamenti previsti dal governo, un miliardo e mezzo di euro per tagliare il traguardo di un sistema di tutele universali, anche per il lavoro precario.Per attuare la cosiddetta settimana corta occorre rifinanziare e perfezionare gli strumenti gia’ esistenti come la cassa integrazione e i contratti di solidarieta’ che mantengono la cosa fondamentale: il rapporto di lavoro evitando in questo modo il licenziamento.Va bene il G14 sociale che si terra’ a Roma il 29 marzo ma le famiglie hanno bisogno di risposte dal 1° gennaio.
Famiglie e imprese di fronte alla crisi. Le proposte del PD.
BERLUSCONI PRENDE IN GIRO LE FAMIGLIE
Si prendono in giro le famiglie italiane. La dichiarazione di Berlusconi secondo il quale nella manovra finanziaria non ci sara’ alcun pacchetto di misure per aiutare le famiglie e’ molto grave. Questo dimostra come questo governo sia molto attento ai problemi dei soggetti forti ma non a quello dei lavoratori, dei pensionati e dei piccoli imprenditori, che pagheranno in modo salato i costi della crisi. È una colpevole indifferenza nei confronti dei piu’ deboli che, non solo, ignora i principi della solidarieta’ e dell’equita’ ma si ostina in maniera miope a non considerare l’aumento del potere d’acquisto delle famiglie come leva fondamentale per rilanciare l’economia.
ALITALIA: OCCORRE FARE PRESTO!
Gira gira si torna al punto di partenza, aldila’ delle promesse elettorali, e la soluzione non andra’ nella direzione della tanto conclamata salvezza della compagnia di bandiera. Mi auguro si arrivi presto a conclusione e noi avremo una posizione costruttiva proprio perche’ di mezzo c’e’ il futuro di molti lavoratori e di molte famiglie. Ritengo che il PD sia pronto a fare un’opposizione costruttiva, ma a patto che il governo offra due garanzie: un piano industriale efficace, di prospettiva e la salvaguardia dell’occupazione con una adeguata rete di ammortizzatori sociali.Valuteremo poi strada facendo il provvedimento dell’esecutivo per rivedere la Marzano. Non apprezzo la soluzione che sembra essere stata individuata. Scorporare la parte attiva della compagnia di bandiera da cio’ che e’ passivo comporta due conseguenze, da una parte, rende obbligatoria un’alleanza internazionale, soluzione combattuta dall’attuale governo solo qualche mese fa ma ineluttabile se si vuole rimanere competitivi; dall’altra, concentrando nella cosiddetta ‘bad company’ la parte negativa scarica sulla collettivita’ il costo del risanamento lasciando la polpa buona agli imprenditori. Vorrei sapere cosa ne pensano i partiti di governo, a partire dalla Lega di soluzioni di questa natura.
GIUSTIZIA: SAREBBE MEGLIO CHE BERLUSCONI PENSASSE ALLE QUESTIONI SOCIALI
Silvio Berlusconi si dichiara deluso da Walter Veltroni e dal Pd eperche’ spera, in questo modo, di far passare in secondo piano la sua autentica ossessione per i temi della giustizia. Del resto, la lingua batte dove il dente duole. Sarebbe meglio che negli annunci di autunno il premier si preoccupasse maggiormente delle questioni sociali, che interessano milioni di famiglie, e non dei suoi problemi personali. Viceversa, noi porteremo la nostra piattaforma sociale al confronto del Paese e ci batteremo nel prossimo autunno innanzitutto per migliorare il potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, vera priorita’ per l’Italia’.






