L’intervento in occasione dell’incontro con Ginapaolo Galli, moderato da Francesco Manacorda e introdotto da Carlo Chiama
L’intervento in occasione dell’incontro con Ginapaolo Galli, moderato da Francesco Manacorda e introdotto da Carlo Chiama
I dati Istat confermano un trend negativo per l’occupazione. Il prolungarsi della crisi impone al prossimo governo un cambio di passo: basta con le politiche di solo rigore, occorre puntare alla crescita e all’equità sociale. La riforma del mercato del lavoro va corretta: occorre ridurre il numero dei contratti precari e puntare al contratto di apprendistato per il primo impiego dei giovani. Dobbiamo proseguire sulla strada già intrapresa al tempo del governo Prodi, cioè far costare meno il lavoro stabile attraverso incentivi all’impresa ed una diminuzione strutturale del costo del lavoro. Infine, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali dobbiamo adeguarli alla attuale situazione di recessione dell’economia e di aumento della disoccupazione.
Sono convinto che le riforme del governo Monti sulle pensioni e sul mercato del lavoro debbano essere corrette; tra le priorità del nuovo governo c’è sicuramente il problema della salvaguardia dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma previdenziale e lo sblocco dell’indicizzazione delle pensioni.
Secondo una ricerca della Cgil la riforma del mercato lavoro del ministro Fornero ha peggiorato la situazione. Cresce il numero dei contratti a termine non rinnovati e diminuisce quello delle stabilizzazioni. Per quanto riguarda l’occupazione vanno semplificate le tipologie flessibili di ingresso al lavoro e le relative procedure burocratiche. Infine, l’emergenza occupazione impone di trovare immediatamente le risorse per finanziare la cassa integrazione in deroga per il 2012 e il 2013, come richiesto dalle regioni e dai sindacati. Senza una scelta che privilegi il sostegno alla crescita e non le politiche di rigore esclusivo, il Paese non potrà uscire dall’attuale situazione di recessione dell’economia. Un piano straordinario per l’occupazione giovanile che si caratterizzi per una diminuzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, può essere la soluzione necessaria in questa situazione per sostenere, contemporaneamente, la competitività delle imprese e l’aumento dell’occupazione giovanile.
Ancora dati negativi sulla produzione industriale e sulla cassa integrazione che confermano l’esigenza che il nuovo governo affronti, da subito, i temi più urgenti. Le risorse per la Cig in deroga vanno sbloccate, così come deve essere affrontato il tema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma Fornero. una priorità per il Pd che si è battuto in parlamento riuscendo a salvaguardare 130 mila lavoratori. la battaglia deve adesso continuare. Infine, l’emergenza occupazione, soprattutto quella giovanile, sottolinea l’esigenza di un piano di intervento straordinario che incentivi le imprese alle assunzioni a tempo indeterminato, attraverso uno sconto fiscale o contributivo che renda il lavoro stabile maggiormente vantaggioso. E’ necessario abbandonare le ricette di solo rigore.
Mentre Berlusconi continua con le sue bufale da campagna elettorale, promettendo agli italiani 4 milioni di nuovi posti di lavoro, la Conferenza delle regioni ci riporta alla cruda realtà . I dati sulla disoccupazione sono allarmanti ed è alto il rischio che molti lavoratori che hanno maturato il diritto ai trattamenti in deroga nel 2012 resteranno senza protezione sociale. Davanti a questa drammatica possibilità è evidente che non si può perdere altro tempo. Per questo chiediamo al Governo di non lasciar cadere nel vuoto la richiesta delle regioni e dei sindacati e quindi di intervenire immediatamente sull’Inps per sbloccare i pagamenti degli ammortizzatori sociali in deroga relativi al 2012 e ripristinare le risorse per incentivare l’assunzione dei lavoratori in mobilità. I temi sociali e del lavoro non possono attendere la conclusione della campagna elettorale, necessitano risposte immediate. Il rischio è quello di far scivolare migliaia di italiani nella povertà ed alimentare un enorme conflitto sociale. Quando la scelta di governo toccherà a noi non avremo dubbi nel scegliere la strada della crescita e dell’equità sociale ed abbandonare quella del puro rigore, che ci ha condotto in questa drammatica situazione.
Il prossimo governo di centrosinistra dovrà intervenire in primo luogo sulla condizione dei pensionati e sull’occupazione. Si tratta di vere emergenze per il paese che debbono trovare risposta immediata. Sul tema delle pensioni, oltre a risolvere il tema dei cosiddetti esodati, va rimosso, già a partire da quest’anno, il blocco delle indicizzazioni introdotto con la riforma Fornero e va attuata una politica di welfare per dare agli anziani una vita dignitosa. Sul terreno dell’occupazione, oltre ad un piano straordinario per i giovani, va garantita una totale copertura per il 2013 della cassa integrazione in deroga e vanno ripristinate le risorse per incentivare l’assunzione di lavoratori in mobilità. Queste stesse richieste sono state avanzate da Cgil, Cisl e Uil per correggere gli errori delle riforme dell’esecutivo Monti. Il nuovo governo di centrosinistra dovrà dare al paese un segno di discontinuità sulle politiche economiche, accantonando la scelta del solo rigore e potenziando la destinazione di risorse per la crescita e l’equità sociale.
Ancora una brutta notizia: la cassa integrazione, che totalizza ben 89 milioni di ore nel mese di gennaio, aumenta del 62% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Se questo trend si dovesse mantenere per tutto l’anno, possiamo già dire che il 2013 sarà ben al di sopra del miliardo di ore autorizzate. Con questi dati le previsioni più negative trovano purtroppo una prima conferma che deve indurci a scegliere con forza un cambiamento di rotta economico e sociale. Come Partito democratico, quando andremo al Governo, dovremo immediatamente scegliere la strada del sostegno alla crescita economica ed abbandonare quella del puro rigore, che ci ha condotto in questa drammatica situazione. Sostenere l’impresa, il lavoro e far crescere i consumi deve essere la nostra priorità. Su quest’ultimo punto occorre potenziare il potere d’acquisto delle retribuzioni, con il rinnovo puntuale dei contratti nazionali di lavoro dei settori pubblici e privati e delle pensioni con lo sblocco, già da quest’anno, della loro indicizzazione oltre tre volte il minimo.