Il governo non vede la realtà

soldi-250-2Sono sempre più numerose le voci di rappresentanti delle parti sociali, imprese e sindacati, che mettono in luce la tragica insufficienza delle misure varate dal governo per fronteggiare la crisi economica. Negli ultimi giorni abbiamo registrato le critiche della Cisl e della Confindustria, che si aggiungono a quelle degli altri indacati e della associazioni delle piccole imprese.

Di fronte a questo il governo non trova di meglio che accusare l’opposizione di voler distogliere l’attenzione dei cittadini dai problemi reali del Paese con la critica alle misure adottate contro Sky. Niente di più falso. Per noi la questione sociale rimane assolutamente centrale. Ci batteremo per cambiare il decreto e per varare misure di autentica protezione contro la disoccupazione.

Il Paese ha la necessità di avere ammortizzatori sociali universali, capaci di includere nella protezione il lavoro precario, non con misure una tantum, che possono coprire l’esigenza di un mese di vita, ma con interventi strutturali.

Il governo dovrebbe applicare la delega sugli ammortizzatori sociali già prevista dal protocollo del 2007 e le misure di sostegno ai giovani del lavoro discontinuo già coperte, ma non ancora spese.
E’ paradossale che il governo tratti in modo ordinario una situazione straordinaria, alla quale ha dedicato risorse insignificanti che non vanno oltre lo 0,3% del Pil. Che cosa ne pensa il presidente del Consiglio degli annunciati licenziamenti previsti da Telecom? 4.000 mila persone che si aggiungeranno alla già prevista riduzione di 5000 lavoratori entro il 2010. Se il governo non vuol veder la realtà, i danni per il Paese sono assicurati.


Le proposte della Cisl sono condivisibili

sciopero03hLe analisi e le proposte della Cisl sulla crisi economica sono condivisibili. E’ evidente che le misure del governo non sono all’altezza della situazione e, se non verranno corrette tempestivamente, produrranno un drammatico impatto sociale. A pagarne le spese sara’ l’occupazione, a partire dalla quotidiana e silenziosa perdita di lavoro dei cosiddetti ‘precari.La proposta di uno sforamento del rapporto deficit-pil dell’1%, temporaneo e governato per un suo rientro, e’ una terapia utile per reperire le risorse necessarie per misure visibili a sostegno dei redditi, degli ammortizzatori sociali e del sistema delle imprese. Occorre un ipensamento del governo e la ricerca di una grande convergenza politica e sociale su un piano di intervento straordinario, e non ordinario come l’attuale, allineato alle scelte che stanno compiendo i grandi paesi industrializzati. In caso contrario il nostro  Paese paghera’ anche il prezzo di uno svantaggio competitivo.

 


Crisi: la manovra è insufficiente, sempre di più.

Sempre piu’ voci si alzano per dire che la manovra del governo non e’ sufficiente per fronteggiare la crisi in atto. L’ultima voce e’ quella del presidente di Confindustria, infatti un misero terzo di punto di Pil, circa 4 miliardi, non puo’ sicuramente essere sufficiente per invertire la rotta della recessione in corso. La cifra, inoltre, e’ fatta di bonus e di interventi una tantum. Vorrei ricordare che il governo Prodi, in tempi che non richiedevano misure shock ha impegnato strutturalmente per ogni anno oltre 9 miliardi per la competitivita’ delle imprese e il miglioramento delle tutele sociali: dalla riduzione del costo del lavoro – cuneo fiscale – al miglioramento di pensioni e ammortizzatori sociali. Se si vuole il contributo dell’opposizione bisogna cambiare la manovra in modo radicale per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, per dare ammortizzatori sociali universali e incentivi soprattutto alle piccole e medie imprese.


Il Governo è avaro con i lavoratori precari

sanprecario

Il governo, tanto generoso con i redditi alti ai quali ha tolto l’onere dell’Ici sulla prima casa, con una spesa ragguardevole di ben 3 mld, si dimostra parecchio avaro con i lavoratori precari ai quali si promette un bonus pari al 10% del reddito percepito nell’anno precedente. Considerato che il reddito medio di un lavoratore atipico si aggira intorno agli 8.000 euro all’anno, il governo prevede una “una tantum”  di 800 euro. Cifra chiaramente insufficiente e, soprattutto, non strutturale. Voglio inoltre ricordare che, per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, la prima cifra stanziata dal governo per il 2008 è stata di 450 milioni di euro. Il Governo Prodi, in un momento di assenza di crisi, aveva stanziato per il 2007 un cifra superiore: 470 milioni di euro. Che dire delle tanto decantate capacità di prevedere la crisi da parte di Tremonti e Sacconi ? La pressione che il PD ha esercitato in Parlamento ha costretto il governo a rivedere all’alto la cifra, ma i 150 milioni aggiuntivi sono chiaramente insufficienti rispetto all’onda d’urto che si preannuncia. Vorrei ricordare che il governo Prodi aveva stanziato  per gli ammortizzatori sociali, con il Protocollo del 2007 e in modo strutturale, 700 milioni di euro all’anno per i settori dell’industria e dei servizi e 170 milioni per l’agricoltura: tali risorse hanno migliorato percentuale e durata  dell’indennità di disoccupazione per coloro che hanno i requisiti pieni e i requisiti ridotti e assicurato una copertura previdenziale figurativa riferita alla retribuzione percepita. Infine, lo stesso Protocollo del 2007 ha previsto, per il triennio 2008-2010, un fondo di 150 milioni di euro a vantaggio dei giovani. Queste risorse possono essere utilizzate, per chi perde un lavoro precario, per ottenere un prestito a tasso zero fino a 600 euro mensili per 12 mesi, da restituire nei successivi 36 mesi, periodo nel quale si presume che il lavoratore abbia incontrato una nuova opportunità di lavoro. Che fine ha fatto questa  misura prevista dal governo precedente le cui risorse sono state stanziate, coperte e validate dalla Ragioneria dello Stato? Per fortuna il governo ha scelto di abbandonare l’idea della detassazione degli straordinari, visti i tempi che corrono. L’unico  barlume di saggezza.


Lunedì a Repubblica Tv

on airLunedì 1 dicembre alle 11.30 sarò in diretta su Repubblica Tv per parlare di lavoro e di crisi finanziaria con Claudio Treves e Giuliano Cazzola.

Mi potete vedere online sulla pagina di Repubblica Tv oppure sul digitale terrestre cercando la frequenza della vostra zona sul sito di Repubblica Tv.


Sulla crisi è condivisibile l’opinione della Merkel e di Sarkozy

soldi-250-2Il presidente francese, Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Merkel, hanno assunto una posizione condivisibile sul tema del patto di stabilità. Di fronte ad una situazione di crisi eccezionale bisogna prevedere misure eccezionali. Noi lo andiamo ripetendo da un po’ di tempo a questa parte e ci auguriamo che in Europa si formi un ampio schieramento a sostegno di questa tesi”. Un atteggiamento di difesa dogmatica dei parametri di Maastricht, come sta facendo il ministro Tremonti, non è adatto ad affrontare la situazione. Non si tratta di ignorare l’enorme peso del debito che grava sul sistema economico italiano, ma, nonostante questo, è necessario prevedere una crescita temporanea e misurata del deficit in rapporto al prodotto interno lordo, al fine di reperire risorse da destinare alla crescita del potere d’acquisto delle famiglie, agli ammortizzare sociali e per il sostegno del sistema delle imprese. Se questa operazione non verrà realizzata, le risorse per un intervento straordinario che il governo periodicamente annuncia, non sarebbero nient’altro che l’utilizzo di fondi già esistenti che non avrebbero l’impatto necessario. Non basta, anche se socialmente condivisibile, intervenire sulle fasce di povertà e su una platea ristretta di cittadini come pare proporre l’esecutivo, ma occorre migliorare la capacità di consumo dei redditi medio-bassi e prevedere ammortizzatori sociali anche per chi ha un lavoro precario. Tutto questo ha un costo che va finanziato. Altrimenti si tratta di annunci e promesse che non potranno essere mantenuti.


Verso la Conferenza nazionale del Pd sul Welfare

welfareGiovedì 27 pomeriggio (ore 14-20) e venerdì 28 mattina (ore 9.30-15.00) parteciperò al Convegno Verso la conferenza nazionale sul Welfare organizzato dal Partito Democratico a Roma eventi, sala Fellini, via Alibert 5.

Parteciperanno anche Enrico Letta e Walter Veltroni nelle due giornate così organizzate: giovedì si parlerà di come superare la crisi ripartendo dal lavoro, ricercando un equilibrio virtuoso fra flessibilità e sicurezza a tutto vantaggio dei diritti e contrastando la precarietà. Nella giornata di venerdì, invece, parleremo di Welfare cercando di mettere in evidenza come sarebbe giusto intervenire per garantire un’universalità sostenibile dei servizi.

Questa due giorni “Verso la conferenza del Pd sul Welfare” vuole aprire un percorso che si articoli in tutta Italia attraverso conferenze locali e territoriali che si concluderà appunto con la Conferenza nazionale del Pd sul Welfare che si terrà in primavera.

Vi allego il volantino