Crisi: dati allarmanti, occorre governo che agisca

I dati sulla cassa integrazione diffusi dalla Cgil sono allarmanti e dimostrano l’urgenza di un governo che affronti da subito le grandi e drammatiche priorità economiche e sociali. Nuovi dati allarmanti sulla cassa integrazione in base ai quali, secondo la Cgil, a gennaio e febbraio di quest’anno è come se ci fossero 490.000 lavoratori ‘equivalenti a zero ore’. A questo dato si accompagna una perdita di retribuzioni pari a circa 650 milioni di euro. Nel solo mese di febbraio i 79 milioni di ore autorizzate ci proiettano, su base annua, al miliardo di ore autorizzate che hanno caratterizzato gli ultimi tre anni di crisi.
Ancora una volta viene colpita l’occupazione ed il reddito di chi lavora. Si consideri, inoltre, che le risorse per la cassa integrazione in deroga non sono ancora sufficienti per coprire le esigenze inevase del 2012 e quelle del 2013 e che, entro l’estate, migliaia di imprese avranno esaurito tutti gli strumenti di tutela sociale. Per questo occorre un governo che affronti da subito le grandi e drammatiche priorità economiche e sociali.


Lavoro: da Pd proposte concrete contro emergenza

Le misure urgenti sul fronte del lavoro presentate oggi dal Pd rappresentano un altro importante tassello della nostra proposta. Un punto cardine e’ costituito dalla scelta di rendere piu’ conveniente il lavoro stabile rispetto a quello precario, un architrave dell’impostazione del centro-sinistra che ha mosso positivamente i suoi passi al tempo del governo Prodi con la diminuzione del cuneo fiscale del lavoro a tempo indeterminato a vantaggio delle imprese e dei lavoratori.
Una proposta di questo genere puo’ favorire la definizione di un piano straordinario per l’occupazione dei giovani, degli over 45 e dei lavoratori posti in mobilita.
Un altro punto, quello dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni Monti-Fornero (i cosidetti esodati, i mobilitati, i contributori volontari, i licenziati e iscritti ai fondi di settore), e’ per noi fondamentale: a questi lavoratori deve essere consentito l’accesso alla pensione con le vecchie regole previdenziali. I punti della proposta potranno essere meglio definiti da un’efficace azione parlamentare, capace di confrontarsi anche con le parti sociali.
La via maestra e’ quella di presentare al Paese e al Parlamento proposte concrete in grado di affrontare di petto la drammatica emergenza sociale.


Inflazione: anche per il 2013 alto rischio erosione potere acquisto famiglie

L’andamento dei prezzi dei prodotti acquistati con più frequenza dalle famiglie italiane è ancora in aumento ed evidenzia, anche quest’anno, il rischio concreto di un’ennesima erosione dei salari reali. La crescita del prezzo del carrello della spesa (+2,4% su base annua) è infatti superiore all’inflazione tendenziale (+1,9%) al quale verranno adeguati gli stipendi. Una situazione ancora negativa per il nostro sistema economico che sta vivendo una forte crisi della domanda interna. Ed aggravata dal fatto che, in piena recessione dell’economia e con l’aumento dei disoccupati, l’inflazione continua a crescere in modo così rilevante colpendo i ceti medio bassi. Per questo è necessario un intervento di politica economica che sappia far ripartire lo sviluppo e aumentare le tutele di chi sta subendo maggiormente i costi della crisi. Sono questi gli obiettivi degli 8 punti su cui Bersani sta cercando una convergenza parlamentare per superare definitivamente l’austerità e rilanciare le imprese e l’occupazione attraverso una riduzione del cuneo fiscale a carico del lavoro a tempo indeterminato ed un piano straordinario di assunzioni dei giovani, degli over 45 e per il reimpiego agevolato dei lavoratori posti in mobilità. A questo va aggiunto l’intervento a sostegno di chi è senza reddito prevedendo ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata. E’ sui temi dell’economia reale che vogliamo confrontarci in parlamento e nel paese.


Crisi, Pil a -1,8%?: Fitch scopre acqua calda ma subito ammortizzatori sociali universali

Il terzo decreto relativo agli ultimi 10 mila salvaguardati completa il risultato di correzione della riforma delle pensioni di Monti e Fornero. E’ stata una lunga battaglia, durata per più di un anno, condotta strenuamente dal Pd che ha portato ad oltre 130 mila il numero complessivo di coloro che potranno accedere alla pensione con le vecchie regole.. Si tratta dunque di una buona notizia che abbiamo sollecitato, ma il problema non è risolto. Per questo tra gli otto punti indicati da Bersani c’è anche quello di una soluzione definitiva del problema di chi è rimasto senza reddito a causa di una cattiva riforma previdenziale. La battaglia va ora continuata ed è urgente perché si inserisce in una situazione di recessione dell’economia e di aumento della disoccupazione. Le previsioni dell’agenzia Fitch per il 2013, che indicano un calo del Pil italiano dell’1,8%, sono la scoperta dell’acqua calda: si tratta di dati risaputi che richiedono un impegno straordinario sul terreno degli ammortizzatori sociali, che debbono essere universali, e su quello degli incentivi allo sviluppo dell’impresa e dell’occupazione. Chi ha a cuore il destino del paese deve assumersi la responsabilità, come ha fatto il Pd, di avanzare le sue proposte e di trovare le giuste soluzioni.


Governo: sfidiamo Grillo a confronto su economia reale

E’positivo che i primi due punti dell’agenda Bersani riguardino il superamento dell’austerita’ ed il sostegno all’impresa e all’occupazione. E’ l’unica strada possibile per uscire dalla recessione e dalla crescita, ormai fuori controllo, della disoccupazione.
La riduzione del cuneo fiscale a carico del lavoro a tempo indeterminato puo’ aiutare le imprese e favorire l’occupazione una scelta che puo’ favorire un piano straordinario di assunzioni dei giovani, degli over 45 e per il reimpiego agevolato dei lavoratori posti in mobilita’. Un altro punto dirimente e’ il sostegno alle persone rimaste senza reddito. Si tratta dei lavoratori ingiustamente e pesantemente colpiti dalla riforma delle pensioni di Monti-Fornero, dei lavoratori che hanno esaurito o esauriranno nei prossimi mesi le tutele sociali (entro l’estate saranno migliaia le imprese che non disporranno piu’ di cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e di mobilita’), delle cooperative, dei commercianti, degli artigiani, dei piccoli imprenditori, dei giovani professionisti senza tutele costretti a chiudere le attivita’ per mancanza di liquidita’: le banche non concedono crediti, lo stato non paga, e i fornitori battono cassa. In molti casi si tratta di imprese che hanno portafogli d’ordini. Un circuito perverso che va spezzato.
A sostegno di queste persone e’ giusto prevedere ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata. Sui temi dell’economia reale sfidiamo tutti, a partire dal Movimento 5 stelle, a confrontarsi nel paese e in parlamento.


BANKITALIA: rapporti confermano drammatica crescita diseguaglianze

I rapporti di Bankitalia confermano che nel nostro Paese è in atto una drammatica crescita delle diseguaglianze sociali. Chi ha di meno continua a perdere reddito mentre si arricchisce sempre più una cerchia ristretta di cittadini. La fotografia che ci consegnano i due rapporti dell’Istituto di Via Nazionale deve spingere la politica a cercare le soluzioni per far fronte a questa inaccettabile iniquità sociale. Per questo noi sosteniamo la necessità di un esecutivo a guida Bersani che possa mettere al centro dell’agenda politica l’emergenza economica oltre che la riforma della politica e respingiamo le ipotesi di un governissimo con il Pdl. Non si comprende, se non per un egoistico calcolo di bottega, la scelta di Grillo di ritirarsi sull’Aventino.


Governo: questioni economiche e sociali non possono più aspettare

Dobbiamo proporre al paese contenuti chiari ed essenziali sui temi della crisi economica e sociale: la situazione sta precipitando, ed è responsabilità della politica avanzare soluzioni e trovare convergenze prima che sia troppo tardi. Sui temi dell’economia insistiamo in particolare sulla necessità di interventi a sostegno dell’occupazione e dell’impresa anche attraverso la riduzione del cuneo fiscale per consentire di assumere stabilmente giovani, over 45 e lavoratori in mobilità. Servono inoltre intervenire a sostegno di coloro che sono rimasti o rimangono senza reddito: i lavoratori pesantemente colpiti dalla riforma delle pensioni di Monti; i lavoratori che hanno esaurito o esauriranno nei prossimi mesi le tutele sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e mobilità); i commercianti, gli artigiani, le cooperative sociali e i piccoli imprenditori costretti a chiudere bottega perché lo stato non paga, le banche non fanno credito e le scadenza dei pagamenti non possono essere eluse.. A queste persone la politica deve dare una risposta anche prevedendo ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata. Sono problemi urgenti che non possono essere elusi.