Governo: no polemiche, da saggi risposte a paese

Anziché fare inutili polemiche, facciamo lavorare speditamente le commissioni dei saggi per trovare le risposte condivise che il paese richiede. Tra le priorità la questione sociale è decisiva: occorre tener conto che ai milioni di disoccupati si aggiungono alcune centinaia di migliaia di persone rimaste senza reddito a seguito degli errori della riforma delle pensioni Monti-Fornero. A questi lavoratori va data una risposta immediata: la commissione dei saggi che si occupa dei temi economico-sociali deve tenerlo ben presente.


Esodati: decreto Fornero? Con Marialuisa Gnecchi dico: ripristinare miglioramenti ingiustificatamente cancellati

Nella legge di stabilità avevamo ottenuto che i prosecutori volontari fossero salvaguardati anche se, dopo l’autorizzazione ai versamenti volontari dei contributi, avessero continuato a lavorare.
Era stato fissato un limite: queste persone non dovevano aver guadagnato più di 7.500 euro su base annua dopo il 4 dicembre del 2011 o aver trovato un lavoro a tempo indeterminato. Nel decreto attuativo del governo, ora all’esame delle commissioni speciali di Camera e Senato, questa possibilità viene cancellata: vengono esclusi tutti i prosecutori volontari che abbiano lavorato dopo l’autorizzazione. Secondo il ministero del Lavoro, anche chi ha avuto l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria 10 o 15 anni fa, per essere salvaguardato, non dovrebbe aver mai lavorato, salvo che nel periodo successivo al 4 dicembre 2011 e con il limite dei 7.500 euro annui di cui sopra. Questo è inaccettabile e non può essere tollerato che un miglioramento conquistato nella legge di stabilità dopo un’aspra battaglia parlamentare venga annullato dal decreto con una interpretazione peggiorativa.
Il risultato, non risolutivo, di salvaguardare 130 mila lavoratori, che abbiamo raggiunto nell’ultimo anno, non può essere messo in discussione. Per il Pd risolvere il problema di chi è rimasto senza reddito a causa degli errori della riforma delle pensioni Monti-Fornero deve essere un dei punti centrali per il programma del nuovo governo.


Governo: da Ue dati allarmanti, temi sociali siano priorità

Ancora pessimi risultati per l’Italia sui temi economici e sociali: la commissione europea ci consegna una fotografia che vede il nostro pese al primo posto per l’andamento negativo della produttività, per la crescita accelerata del tasso di disoccupazione e per il numero di famiglie in difficoltà. La situazione, come hanno ricordato le parti sociali nel confronto con Bersani, è arrivata vicina al collasso e rischia di essere socialmente ingovernabile nei prossimi mesi. Sono urgenti provvedimenti di sostegno all’economia reale, come il pagamento dei debiti della Pa verso le imprese e lo sblocco del patto di stabilità dei comuni per gli investimenti. Così come è necessario supportare l’occupazione e i redditi delle famiglie. Temi come quelli di un piano straordinario per l’occupazione dei giovani, del finanziamento della cassa integrazione in deroga per coprire tutto il 2013 e della soluzione del problema delle centinaia di migliaia di lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma Monti-Fornero, debbono essere una priorità per un’agenda di governo che abbia lo scopo di risolvere le questioni sociali più urgenti.


Governo: positivi incontri Bersani con parti sociali

Il positivo confronto di Bersani con le parti sociali dimostra che si può perseguire un obiettivo condiviso: dare un governo al paese per affrontare le emergenze economiche e sociali e per riformare la politica e le istituzioni. Pochi punti chiari da realizzare in tempi brevi evitando, in ogni caso, di andare a nuove elezioni politiche con l’attuale sistema elettorale. Un programma di governo che sappia cogliere il bisogno di sicurezza sociale, di stabilità e di trasparenza politica che i cittadini chiedono da tempo. In un momento così delicato non aiutano ‘le sparate’ di Berlusconi che propone improbabili soluzioni di governo.


Governo: molto importante apertura consultazioni a parti sociali

I dati della Confcommercio fotografano, ancora una volta, la grave emergenza sociale che sta attraversando il paese e sottolineano l’esigenza di un’azione di governo tempestiva e capace di fare scelte a sostegno delle imprese, dell’occupazione e per contrastare le nuove povertà. Per questo ci auguriamo che l’incarico a Bersani dia i suoi frutti e consegni un governo capace di agire tempestivamente sui problemi insoluti di natura politico-istituzionale ed economico-sociale. Su quest’ultimo terreno, per impedire che il paese sprofondi, a causa di scelte miopi che hanno fatto vincere in Europa la politica dell’austerità a senso unico, insistiamo sull’esigenza di rimettere in moto lo sviluppo con il pagamento dei debiti della Pa nei confronti delle imprese, con lo sblocco del patto di stabilità dei comuni e con la riduzione del cuneo fiscale per un piano straordinario di assunzione a tempo indeterminato dei giovani, degli over 45 e dei lavoratori in mobilità. Per far riprendere i consumi bisogna migliorare il potere d’acquisto delle famiglie: risolvendo il problema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma della previdenza Monti-Fornero; sbloccando, da quest’anno, l’indicizzazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo; rinnovando nuovamente i contratti della pubblica amministrazione e quelli dei settori privati alle loro scadenze naturali; utilizzando le risorse a disposizione degli accordi aziendali di produttività; rendendo universali gli ammortizzatori sociali. Per questi obiettivi è di grande significato la scelta di Bersani di aprire le consultazioni anche ai principali soggetti sociali.


Debiti Pa: per andare oltre gli annunci serve formazione governo

Sulla restituzione del debito della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese ancora numeri e annunci, ma niente di concreto. L’appello dei presidenti di Confindustria e di Rete Imprese Italia è sacrosanto: se le imprese non incassano, resteremo in recessione e chiuderanno i battenti anche le aziende che hanno buoni portafogli di ordini. Bisogna capire che non si può più aspettare. Rimandare questo problema condanna l’economia e l’occupazione. Anche per questo è necessario che si formi al più presto un governo che affronti i problemi economico-sociali. Ci vuole senso di responsabilità per il bene del Paese e va sgombrato il campo da tatticismi politici e interessi dipartito. Alzare continuamente la posta come fa il M5S non favorisce la soluzione dei problemi ma la allontana.


Lavoro: mancano molte risorse per ammortizzatori sociali in deroga

L’incontro tra governo, regioni e sindacati sul tema degli ammortizzatori sociali in deroga non ha ancora risolto definitivamente il problema. Anche se sono stati sbloccati altri 260 milioni di euro per il 2013, da ripartire tra le regioni, e anche se l’Inps ha fornito assicurazioni circa la copertura di tutte le domande presentate dai lavoratori nel 2012, mancano ancora all’appello molte risorse. E’ uno stillicidio esasperante che deve trovare una sua conclusione, visto l’aggravarsi della situazione occupazionale e dell’emergenza sociale. Secondo le stime di regioni e sindacati mancano, per il 2013, almeno 900 milioni di euro perché l’attuale disponibilità di risorse potrebbe coprire il fabbisogno solo fino al mese di luglio. Questa situazione sottolinea l’esigenza che si formi rapidamente un governo in grado di affrontare le drammatiche emergenze sociali: non è tollerabile che centinaia di migliaia di persone, a causa dell’esaurimento degli ammortizzatori sociali, rimangano senza reddito. L’Italia si deve dotare, come gli altri paesi europei, di tutele universali visto che, con l’ultima riforma, è aumentata bruscamente l’età pensionabile. Un errore che va corretto.