Nei prossimi giorni solleciteremo il ministero del Lavoro affinché sia sbloccato il decreto relativo ai 55 mila salvaguardati. Si tratta di un atto dovuto sul quale c’è un incomprensibile ritardo.
Conclusa la Legge di Stabilità, nella quale sono state portate ulteriori correzioni ai temi sociali, la nostra battaglia continuerà con il prossimo governo. Sono importanti i passi avanti compiuti sul tema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa delle riforma Fornero delle pensioni, sulle ricongiunzioni pensionistiche e sugli ammortizzatori sociali in deroga. Ma il lavoro non può ritenersi assolutamente concluso finché ci saranno persone che restano senza lavoro, ammortizzatori sociali e pensione.
Archivio tag: governo
Fiat: spero Monti a Melfi non sia l’inizio di una campagna elettorale
Ci auguriamo che la presenza di Monti a Melfi segnali l’interesse per un investimento produttivo e non sia l’inizio di una campagna elettorale. Inoltre, il premier sa che negli stabilimenti della Fiat esiste un problema di rappresentanza sindacale unitaria, che si può risolvere riformando l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori.
Fiat: Marchionne archivia ‘Fabbrica Italia’, ora piano un complessivo
Dopo la definitiva archiviazione del piano ‘Fabbrica Italia’, che prevedeva uno stanziamento di 20 miliardi di euro, Marchionne decide la strada degli investimenti stabilimento per stabilimento. Noi apprezziamo il fatto che si impieghino risorse per la produzione di nuovi modelli di auto. È stato fatto a Pomigliano per la Panda, a Grugliasco in provincia di Torino per la Maserati e adesso a Melfi per il suv della Jeep per un totale di tre miliardi. In questo momento si tratta di un segnale che non va sottovalutato e che contribuisce al radicamento territoriale di alcuni stabilimenti. Ma questo non ci deve far perdere di vista l’esigenza di ricostruire un piano complessivo nel quale sia chiaro, stabilimento per stabilimento, quali nuove vetture verranno prodotte, con quanti occupati e con quale innovazione di prodotto e di tecnologia. Sarà compito del prossimo governo varare un piano nazionale per la mobilità ed indicare le linee di politica industriale di sostegno al settore dell’auto in termini di innovazione di prodotto sul versante della sostenibilità ambientale e della sicurezza del trasporto
Istat: dati confermano grave eredità lasciata da Berlusconi
I dati Istat certificano l’esistenza di una grave crisi occupazionale già nel corso del 2011. Risulta chiaro, in questo modo, che l’eredità lasciata dal governo Berlusconi è stata pesante anche sul terreno sociale. Balza agli occhi come in quell’anno oltre un milione di disoccupati avesse una età inferiore ai 35 anni e come nel Mezzogiorno poco più di 6 donne ogni dieci in età lavorativa non partecipasse al mercato del lavoro. Anche per quanto riguarda la durata della disoccupazione si registra il fatto che nel 2011 quella di lunga durata sia arrivata al 51,3%. Questi dati dell’annuario Istat testimoniano l’esistenza di una Italia malata, incapace di dare risposte al tema fondamentale del lavoro, soprattutto per quella parte debole rappresentata da giovani, donne e Mezzogiorno. Il Pd continuerà la sua battaglia per una politica di sviluppo e di difesa dalla disoccupazione, consapevole che il 2013 continuerà ad essere un anno molto difficile con gravi rischi di una crescente tensione sociale.
Ddl stabilità: ok a norme su ricongiunzioni pensionistiche sana ingiustizia sociale
Il via libera al Senato all’emendamento in tema di ricongiunzioni pensionistiche sana, anche se parzialmente, una grave ingiustizia sociale per i lavoratori che sono passati dal pubblico impiego all’Inps prima del luglio 2010. Viene ripristinata in questo caso la ricongiunzione gratuita dei contributi al fine di formare una sola pensione. Un altro passo avanti sulla strada della correzione delle iniquità del sistema pensionistico, di cui il Pd si è fatto interprete in questi anni. Infatti questo errore, che costringeva i lavoratori a pagare due volte i contributi, è stato compiuto nel 2010 al tempo del governo Berlusconi.
Lavoro: sugli ammortizzatori sociali i conti del governo non tornano
Sugli ammortizzatori sociali i conti del governo secondo noi non tornano. Infatti, verrà rifinanzierà la Cassa integrazione in deroga, e questo è un fatto positivo frutto della pressione esercitata dalle Regioni e dal Partito democratico, ma le cifre indicate dal ministro Fornero non sono sufficienti a garantire il fabbisogno per il 2013. I due emendamenti presentati dal governo alla Legge di Stabilità stanziano per il prossimo anno 1 miliardo di euro ma il fabbisogno previsto sarà del doppio. Vogliamo sottolineare il fatto che la Cassa integrazione (ordinaria, straordinaria ed in deroga) autorizzata dall’Inps fino al mese di novembre supera già il miliardo di ore e, secondo le nostre proiezioni, si avvicinerà ad un miliardo e 100 milione di ore alla fine dell’anno. Il massimo raggiunto in questi anni di crisi fu nel 2010, quando si totalizzò un consuntivo di 1 miliardo e 200 milioni di ore autorizzate. Inoltre, nel 2012 la cassa integrazione in deroga rappresenta oltre il 33 % del totale, tre punti al di sopra del 2010, l’annus horribilis della crisi. Infine, il ministro Fornero non ha dato nessuna risposta relativa alla proroga della norma concernente l’aumento del trattamento di integrazione salariale dei contratti di solidarietà. Si tratta di una mancanza grave perché tutti sanno che, se vogliamo evitare che si aggiungano nuovi disoccupati e persone senza reddito, occorrerà nei prossimi mesi avere sufficienti risorse per gli ammortizzatori sociali e per incentivare i contratti di solidarietà stipulati nelle aziende.






