Precari a casa. Con la finanziaria del governo

brunetta

Le scelte politiche non sono neutrali, hanno le loro concrete e drammatiche conseguenze. Lo sa il ministro Brunetta che a Roma l’eventuale approvazione della prossima Legge Finanziaria, segnatamente l’Art. 37-bis, avrebbe degli effetti immediati e drammatici su 450 lavoratrici e lavoratori, che dopo anni di lavoro precario per l’amministrazione capitolina vedrebbero svanire la possibilita’ di essere stabilizzati? Queste lavoratrici e lavoratori da anni garantiscono l’erogazione di servizi essenziali alla cittadinanza, come ad esempio l’assistenza sociale alle fasce piu’ deboli della popolazione.

E’ doveroso per noi, e dovrebbe esserlo per gli amministratori locali che hanno la responsabilita’ della qualita’ e del funzionamento dei servizi del Comune di Roma, sostenere la battaglia per la stabilizzazione di questo personale. Cosa ne pensa il sindaco Alemanno? L’esempio di Roma puo’ essere moltiplicato per gli 8.000 comuni d’Italia. In un momento di crisi grave come l’attuale le scelte del governo aggiungono nuova disoccupazione, mentre, a livello globale la politica si interroga sul modo migliore di fermare la recessione e tutelare l’occupazione.


LAVORO: LA NORMATIVA DEL GOVERNO METTE A RISCHIO 60MILA POSTI NELLA P.A.

BISOGNA CHE L’ESECUTIVO RITIRI IL SUO EMENDAMENTO!

Quando si parla di precari nella P.A. e’ bene ricordare che non ci sono solo quelli del settore della ricerca, bensi’ tutti coloro che lavorano nella stessa P.A.. Nel caso di una mancata conferma di questi precari una stima attendibile parla di un impatto occupazionale negativo di circa 60mila persone. Per questo e’ necessario mantenere la vecchia normativa per consentire un assorbimento graduale di questi lavoratori, indispensabili per il funzionamento dei servizi. Le norme che invece il governo introduce peggiorano la situazione precedente.Quello che noi chiediamo e’ che il governo ritiri il suo emendamento. Per quanto riguarda la norma sui contratti a termine, da me introdotta per i settori privati nel protocollo sul welfare e condivisa da tutte le parti sociali, essa si proponeva di salvaguardare l’occupazione. Continua a leggere


PA,EMENDAMENTO BRUNETTA: INCONTRO CON I PRECARI

Oggi, martedi’ 7 ottobre alle ore 11, preso la sede del Partito democratico in via Sant’Andrea delle Fratte n. 16, con Enrico Letta vice ministro del Lavoro del governo ombra del Pd, Linda Lanzillotta, ministro ombra della Pubblica amministrazione e i deputati e i senatori del Partito democratico membri delle commissioni Lavoro di Camera e Senato, incontreremo i rappresentanti dei precari della Pubblica amministrazione. Al centro dell’incontro vi sara’ la discussione sull’emendamento Brunetta di cui, grazie alla ferma opposizione del Pd, si e’ ottenuta una riformulazione in termini di slittamento della sua applicazione. Se si dovesse pero’ arrivare alla sua attuazione sarebbero tra i 60mila e gli 80mila, secondo calcoli prudenziali, i lavoratori che si ritroverebbero in mezzo a una strada. Per questa ragione il Partito democratico ne chiede la sua totale cancellazione.

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LAVORO: IL GOVERNO METTE A RISCHIO IL FUTURO DI 60MILA LAVORATORI PRECARI

La manifestazione dei lavoratori dell’Isfol e dell’Istituto Superiore di Sanita’ e’ la testimonianza del disagio di questi lavoratori, in molti casi di alta qualificazione di fronte alle scelte del Governo di cancellazione delle norme di stabilizzazione volute dal governo Prodi. Il Pd si sta battendo in commissione lavoro, e lo fara’ la prossima settimana in aula, per impedire che passi questa norma, che potrebbe portare inizialmente a 60mila licenziamenti nella P.A.. La nostra opposizione ha portato alcuni risultati ma ancora insufficienti a garantire a questi lavoratori la necessaria stabilizzazione, continueremo quindi ad impegnarci per sanare l’ingiustizia che sta perpetrando questo Governo. 


LAVORO: IL GOVERNO SI ATTIVI PER I PRECARI DEL PRIVATO

Ho presentato oggi in commissione Lavoro della Camera una risoluzione sul tema del lavoro precario nel settore privato. Nella risoluzione si chiede al governo di favorire la normativa vigente tramite la convocazione di un tavolo con le parti sociali che impegni le aziende impegnate nell’attivita’ di call center a stipulare accordi che avvii la stabilizzazione del personale precario. Inoltre richiede di prorogare il termine di scadenza della normativa previsto nella giornata di oggi martedi’ 30 settembre e di prorogarlo fino al 30 marzo 2009 con lo scopo di proseguire nell’incentivazione al processo di stabilizzazione. Questa iniziativa del Pd  si inquadra nella battaglia generale che intendiamo condurre per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori pubblici e privati gia’ intrapresa dal governo Prodi.


SUI PRECARI IL GOVERNO PERSEVERA NELL’ERRORE

Non solo la manovra finanziaria conferma la sua incapacita’ di aiutare lo sviluppo del paese perché non prevede di incrementare i consumi interni tramite il potenziamento del potere di acquisto delle pensioni e delle retribuzioni ma si conferma anche la vocazione del governo a perseverare nell’errore. Sulla norma anti-precari il governo si ostina per bocca del ministro Sacconi a non voler prendere in considerazione la necessita’ di cancellare una norma chiaramente incostituzionale. Continua a leggere


Giovani e precari

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Per aiutare i giovani a uscire dalla trappola del precariato abbiamo introdotto forme di stabilizzazione dell’occupazione, sia nel settore privato – ad esempio l’importante accordo per i 22 mila lavoratori dei call center -sia nel settore pubblico. Il ricorso alle collaborazioni a progetto è stato disincentivato attraverso l’innalzamento dei contributi previdenziali, prima dal 18% al 23% e adesso dal 23% al 26%; inoltre è stata estesa la tutela della maternità e della salute anche ai lavoratori atipici. Sono stati eliminati rapporti di lavoro particolarmente precarizzanti come il job on call e lo staff leasing. Abbiamo fissato un tetto al rinnovo dei contratti a tempo determinato per evib tStato sociale per i prossimi dieci anni, con l’obiettivo primario di rendere più trasparente e inclusivo il mercato del lavoro.