I propositi del ministro del Lavoro, esposti nella sua intervista al Corriere della Sera del 31 dicembre, di estendere a tutti i lavoratori l’indennita’ di disoccupazione e’ condivisibile, ma e’ necessario passare dagli annunci alle realizzazioni. Anche per quanto riguarda l’intenzione di collegare l’ampliamento dell’indennita’ ad un percorso di formazione, sono d’accordo. E’ da mesi che il Pd insiste sulla necessita’ di non procedere con provvedimenti ‘a rate’ e con aggiustamenti successivi, ma attraverso un’operazione di fondo che affronti di petto il problema degli ammortizzatori sociali. Si tratta di estendere gli ammortizzatori a tutti i settori di produzione, a tutte le dimensioni di impresa e anche ad ogni forma di lavoro precario. Un’operazione di questo genere richiede risorse straordinarie e aggiuntive che il governo deve investire, non soltanto spostando le poste di bilancio. Siamo quindi pronti a trovare una strada condivisa, vista la gravita’ della situazione. Per fare questo occorre che il governo abbandoni atteggiamenti schizofrenici, come e’ avvenuto con la proposta di detassazione degli straordinari, poi abbandonata, a cui e’ seguita quella della settimana corta; che si smetta di promettere l’estensione delle tutele e di smontare quelle esistenti; che si apra finalmente un tavolo che coinvolga governo, parti sociali e opposizioni per definire concretamente proposte e risorse passando, in questo modo, dagli annunci alle realizzazioni.
Archivio tag: sacconi
Non è tempo di presidenzialismo, ma di misure per milioni di famiglie
Non è tempo di dibattiti sul presidenzialismo ma di incisive iniziative di governo per fronteggiare la crisi. Si dia seguito alle promesse che vengono ripetutamente formulate o dal presidente del Consiglio o dai suoi ministri e che riguardano temi importanti, come le risorse per ammortizzatori sociali universali o le misure contro la crescente disoccupazione. Purtroppo il tempo ci dà ragione. Le stravaganze del ministro Sacconi sulla detassazione degli straordinari in tempo di crisi e sull’appoggio in Europa ai sostenitori della settimana lavorativa a 65 ore, si risolvono nel loro contrario: cioè nella proposta della settimana lavorativa di 4 giorni proposta da Berlusconi. Forse sarebbe il caso che presidente e ministro si parlassero prima e che il governo tutto si attrezzasse per affrontare rapidamente i problemi concreti di milioni di famiglie.
Bene il G8 sociale, ma bisogna dare delle risposte ora
Un messaggio forte, sulla questione sociale, il ministro Sacconi lo può dare se convince adesso Tremonti ad allargare i cordoni della borsa per investire risorse pari ad un punto percentuale del Pil. Vale a dire più potere d`acquisto per le famiglie, ammortizzatori sociali universali e sostegno al sistema delle imprese per l`innovazione . Va bene un G8 sociale nel mese di marzo a Roma, ma la crisi richiede risposte immediate. La condizione di vita quotidiana delle famiglie è già posta sotto attacco. Le risposte vanno date nel decreto anticrisi. Alle parole – conclude – debbono corrispondere i fatti.
Lavoro: dal governo ennesima proroga sulla sicurezza
Il governo si appresta a varare, secondo quanto si apprende oggi da alcuni autorevoli quotidiani, l’ennesima proroga di alcuni importanti adempimenti della legge 81 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Va segnalato lo slittamento al giugno del 2009, per la seconda volta, dell’applicazione delle norme sulla valutazione dei rischi aziendali e delle relative sanzioni, nonche’ del termine per l’applicazione della norma che impone la comunicazione degli infortuni di durata superiore ad un giorno.
Un nuovo colpo di mano che chiarisce, al di la’ delle parole rassicuranti del ministro Sacconi, la scelta di manomettere l’impianto della legge.
Non si tratta piu’ di piccoli ritocchi formali, ma di veri interventi in profondita’, accompagnati dalla scelta di agire in modo unilaterale. Non e’ casuale la forte protesta unitaria, di merito e di metodo, di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che condividiamo. Sono in pericolo le norme che tutelano la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, mentre si prende tempo per varare il decreto sui lavori usuranti.
Le belle parole e le lacrime di coccodrillo dopo gli infortuni non servono, se alle parole non seguono i fatti. Le buone leggi vanno applicate e non cancellate.
Caro Sacconi, sulla sicurezza sul lavoro non smantellare gli strumenti. Usali.
Il ministro Sacconi riconferma, con un messaggio, l’impegno del governo per la sicurezza sul lavoro. Noi a Torino eravamo presenti e abbiamo ancora una volta raccolto, nel ricordo, il dolore dei familiari delle vittime, e l’esigenza di un impegno ad attuare le leggi esistenti. Non vorremmo che la ricorrente distinzione operata dal ministro tra ‘adempimenti formali’ e ‘approccio per obiettivi’ nascondesse in realta’ l’intenzione di modificare in modo sostanziale il testo unico sulla sicurezza, anziche’ provvedere ad una sua puntuale e progressiva applicazione’.del resto la lotta al lavoro nero, alla precarieta’ e il varo della legge 81, voluti dal precedente governo, hanno consentito oggettivamente di raggiungere primi importanti risultati. Nella tragedia quotidiana rappresentata dai morti sul lavoro va ricordato che il calo tra il 2006 e il 2007 di infortuni mortali passati da 1341 a 1207, e’ la testimonianza che le buone leggi possono produrre risultati anche se insufficienti. La lotta contro il lavoro nero e’ essenziale, l’emersione tra il 2006 e il 2007, soltanto nel settore dell’edilizia, di almeno 200mila lavoratori, secondo i dati dell’Inail, e’ stato sicuramente un contributo per affrontare il problema.Ci auguriamo che il governo applichi quanto gia’ previsto dal testo unico: il coordinamento dei controlli, la destinazione di 50 milioni di euro gia’ stanziati per la formazione dei lavoratori, il fondo a favore dei familiari delle vittime, che ha trovato anche grazie alla nostra pressione una prima definizione, e l’attivazione delle convenzioni con scuole ed universita’ per l’insegnamento di questi temi ai giovani.I contenuti le regole e le risorse ci sono, il governo passi all’azione senza rallentare l’applicazione o smantellare parte dei contenuti. Questo vale anche per il decreto sui lavori usuranti.
A chi dobbiamo credere a Tremonti o a Berlusconi?
Ieri Sacconi e Tremonti hanno alluso ai rischi bancarotta e Argentina, oggi Berlusconi ci spiega che, se i cittadini non daranno ascolto alle cattive sirene della sinistra, la crisi che stiamo attraversando sara’ di poco conto. A chi dobbiamo credere?
Bisogna detassare la tredicesima e tutelare i precari
Se Berlusconi e Sacconi pensano, giustamente, che in una situazione di crisi debbano essere incentivati i consumi, non debbono fare altro che applicare le ricette suggerite da mesi dal Pd: potenziare il potere d’acquisto delle famiglie tramite un’immediata e radicale diminuzione della pressione fiscale su retribuzioni e pensioni.
La tredicesima di fine anno e’ l’occasione migliore che abbiamo a disposizione: capita al momento giusto e, se si detassa, il governo dimostra di agire con la rapidita’ necessaria.
Immediatamente i lavoratori precari che sono i primi a subire l’impatto della crisi. In modo silenzioso e quotidiano decine di migliaia di persone con contratti a termine, interinale, a progetto o coordinato continuativo vengono lasciate a casa, anche a causa delle scelte sbagliate di questo governo. Vanno varate immediatamente misure per la loro tutela attraverso ammortizzatori sociali universali,in grado di proteggere chi ha un lavoro stabile o precario, chi e’ nella grande o nella piccola impresa.





