E’ importante la dichiarazione del direttore generale dell’Inps, Mauro Nori a proposito delle prime 25 mila lettere giunte ai lavoratori che verranno salvaguardati. Si tratta del primo contingente di 65 mila lavoratori, mentre successivamente verrà affrontato il problema degli atri 55 mila. Il direttore generale ha dichiarato che queste lettere “certificano il diritto alla pensione” mentre le decorrenze saranno collegate ai singoli casi individuali. Era quello che chiedevamo per dare assicurazione a persone che non possono più sottostare al dubbio e all’angoscia di poter esercitare un proprio diritto. Il tema delle pensioni continua a svolgere un ruolo importante nel programma con cui il Pd si candida a guidare il paese: oltre all’impegno a risolvere il problema di coloro che sono rimasti senza reddito a seguito della riforma Fornero dobbiamo affrontare anche il tema della rivalutazione degli assegni pensionistici partendo dallo sblocco delle indicizzazioni, attualmente calcolato soltanto per gli importi fino a 3 volte il minimo.
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Esodati, Inps chiarisce natura lettere a 65mila: certificano diritto pensioni
Il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, chiarendo la natura delle comunicazioni inviate per posta alla prima parte dei 65mila soggetti compresi nel decreto definito lo scorso anno dichiara: “Le lettere che stanno arrivando in questi giorni ai primi lavoratori oggetto della salvaguardia certificano il loro diritto alla pensione. La decorrenza dipende dai singoli casi ma si tratta di ufficiali certificazioni del diritto. Nelle prossime settimane si procederà all’istruttoria delle altre 55mila posizioni definite dal secondo decreto, pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta ufficiale”.
Lavoro: Inps faccia chiarezza su 25 mila lettere ad esodati
Ormai è chiaro a tutti l’errore commesso da Monti con l’ultima riforma delle pensioni: aver cancellato di botto le quote di anzianità e, di conseguenza, non aver previsto alcuna gradualità nel passaggio dalle vecchie alle nuove regole, ha creato il problema dei cosiddetti esodati. A quell’errore abbiamo posto parziale rimedio, grazie ad una forte battaglia parlamentare del Pd, salvaguardando 130 mila lavoratori con una spesa di quasi 10 miliardi di euro. Il nuovo governo dovrà completare l’opera di tutela consentendo a chi è rimasto senza reddito di poter andare in pensione con le vecchie regole, se si è licenziato o è stato licenziato entro il 2011. Inoltre il sistema dovrà recuperare per tutti un principio di flessibilità e di gradualità nell’uscita verso la pensione. Come annunciato dall’Inps, in questi giorni stanno arrivando le prime 25 mila lettere del contingente dei 65 mila salvaguardati. Quello che vogliamo chiedere all’istituto di previdenza è di confermare, in modo formale, che tutti coloro che hanno ricevuto la lettera siano già da considerare fra i lavoratori salvaguardati. Questa nostra interpretazione è sicuramente quella giusta ma vorremmo avere una conferma dall’Inps al fine di fugare ogni dubbio perché non è possibile sottoporre le persone a continue prove di appello dando l’impressione di stare dentro ad una lotteria.
Elezioni: sul lavoro Monti si faccia esame di coscienza
Monti si scordi che il Pd possa sottoscrivere sui temi del lavoro le teorie di Pietro Ichino, già contestate dal suo compagno di partito Alberto Bombassei. Noi non intendiamo dare continuità alla linea contenuta nelle riforme del ministro Fornero sul tema delle pensioni e del mercato del lavoro.
Sono stati commessi degli errori e noi intendiamo correggerli, a partire dai lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma previdenziale.Non sfugge a Monti che il mercato del lavoro è attualmente bloccato: diminuiscono le assunzioni a tempo indeterminato e non si rinnovano i contratti a termine scaduti. Forse il premier, anziché dettare condizioni, farebbe bene a farsi un esame di coscienza.
Lavoro: risolvere problema esodati
Sono convinto che le riforme del governo Monti sulle pensioni e sul mercato del lavoro debbano essere corrette; tra le priorità del nuovo governo c’è sicuramente il problema della salvaguardia dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma previdenziale e lo sblocco dell’indicizzazione delle pensioni.
Secondo una ricerca della Cgil la riforma del mercato lavoro del ministro Fornero ha peggiorato la situazione. Cresce il numero dei contratti a termine non rinnovati e diminuisce quello delle stabilizzazioni. Per quanto riguarda l’occupazione vanno semplificate le tipologie flessibili di ingresso al lavoro e le relative procedure burocratiche. Infine, l’emergenza occupazione impone di trovare immediatamente le risorse per finanziare la cassa integrazione in deroga per il 2012 e il 2013, come richiesto dalle regioni e dai sindacati. Senza una scelta che privilegi il sostegno alla crescita e non le politiche di rigore esclusivo, il Paese non potrà uscire dall’attuale situazione di recessione dell’economia. Un piano straordinario per l’occupazione giovanile che si caratterizzi per una diminuzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, può essere la soluzione necessaria in questa situazione per sostenere, contemporaneamente, la competitività delle imprese e l’aumento dell’occupazione giovanile.
Crisi: calo produzione industriale? Necessario abbandonare ricette di solo rigore
Ancora dati negativi sulla produzione industriale e sulla cassa integrazione che confermano l’esigenza che il nuovo governo affronti, da subito, i temi più urgenti. Le risorse per la Cig in deroga vanno sbloccate, così come deve essere affrontato il tema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma Fornero. una priorità per il Pd che si è battuto in parlamento riuscendo a salvaguardare 130 mila lavoratori. la battaglia deve adesso continuare. Infine, l’emergenza occupazione, soprattutto quella giovanile, sottolinea l’esigenza di un piano di intervento straordinario che incentivi le imprese alle assunzioni a tempo indeterminato, attraverso uno sconto fiscale o contributivo che renda il lavoro stabile maggiormente vantaggioso. E’ necessario abbandonare le ricette di solo rigore.
Crisi: dati Cig preoccupanti, nel 2013 si andrà oltre le ore autorizzate
Ancora una brutta notizia: la cassa integrazione, che totalizza ben 89 milioni di ore nel mese di gennaio, aumenta del 62% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Se questo trend si dovesse mantenere per tutto l’anno, possiamo già dire che il 2013 sarà ben al di sopra del miliardo di ore autorizzate. Con questi dati le previsioni più negative trovano purtroppo una prima conferma che deve indurci a scegliere con forza un cambiamento di rotta economico e sociale. Come Partito democratico, quando andremo al Governo, dovremo immediatamente scegliere la strada del sostegno alla crescita economica ed abbandonare quella del puro rigore, che ci ha condotto in questa drammatica situazione. Sostenere l’impresa, il lavoro e far crescere i consumi deve essere la nostra priorità. Su quest’ultimo punto occorre potenziare il potere d’acquisto delle retribuzioni, con il rinnovo puntuale dei contratti nazionali di lavoro dei settori pubblici e privati e delle pensioni con lo sblocco, già da quest’anno, della loro indicizzazione oltre tre volte il minimo.





