I dati sulla crisi economica, sociale ed occupazionale sono allucinanti. È come trovarsi in caduta libera in un pozzo senza fondo. Una politica responsabile ha il dovere di dare risposte urgenti a questa situazione. Un governo di responsabilità, che operi anche a termine, su pochi punti precisi di contenuto istituzionale ed economico si può fare e non deve significare assolutamente un governissimo. La nostra incompatibilità con il Pdl è oggettiva. Sui temi dell’economia insistiamo in particolare su due punti: il primo, è relativo all’abbassamento del cuneo fiscale nel caso di assunzioni a tempo indeterminato di giovani, di over 45 e di lavoratori in mobilità. Occorre una dote di vantaggio per l’impresa e per il lavoratore. Secondo, intervenire a sostegno di coloro che sono rimasti o rimangono senza reddito: i lavoratori pesantemente colpiti dalla riforma delle pensioni di Monti; i lavoratori che hanno esaurito o esauriranno nei prossimi mesi le tutele sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e mobilità); i commercianti, gli artigiani, le cooperative sociali e i piccoli imprenditori costretti a chiudere bottega perché lo stato non paga, le banche non fanno credito e le scadenza dei pagamenti non possono essere eluse. Un circuito perverso. A queste persone va data una risposta di emergenza anche prevedendo ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata
Archivio tag: lavoratori
Thyssen: molta delusione da sentenza, ma confidiamo in Cassazione
La sentenza Thyssen Kupp sta creando molta delusione. Ci trovavamo di fronte, nel primo grado, ad un atto esemplare che aveva rimesso al centro il tema della responsabilità dell’imprenditore, della prevenzione e della esigenza di tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori. La nuova sentenza rappresenta, invece, una battuta d’arresto. noi abbiamo, come sempre, piena fiducia e rispetto nell’opera della magistratura e ci auguriamo che in appello si possa ripristinare la decisione del primo grado. La strada che riguarda la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è ancora lunga: sarebbe intanto, per noi del Pd, opportuno dare attuazione alle deleghe della legge 81 rimaste lettera morta per responsabilità dei governi Berlusconi e Monti.
Lavoro: nuovo contratto Monti? E’ grande imbroglio per legalizzare precarietà
Se Monti propone di far costare meno il lavoro a tempo indeterminato rispetto a quello flessibile, siamo molto soddisfatti perché il suo partito non fa altro che copiare le proposte del Pd. Peraltro, queste stesse proposte noi le abbiamo già applicate al tempo del governo Prodi quando si abbassò di 3 punti il cosiddetto cuneo fiscale del lavoro stabile. Se invece, con la proposta di un nuovo contratto a tempo indeterminato più flessibile, si intende una forma di assunzione riservata esclusivamente ai giovani che può prevedere di essere licenziati in qualsiasi momento anche per motivi economici non esistenti, attraverso un semplice risarcimento monetario, saremmo davanti ad un imbroglio. In questo modo, si renderebbe infatti strutturale l’esistenza di due mercati del lavoro uno de quali con minori diritti per i giovani. Noi questa tesi la combattiamo perché siamo stanchi di sentire dalla Lista Monti la predica contro l’apartheid delle giovani generazioni e una proposta politica che va esattamente in direzione opposta.
Elezioni: errori Monti pesanti eredità per nuovo governo
L’errore compiuto da Monti, che ha fatto da regista alle riforme delle pensioni e del mercato del lavoro, è stato quello di puntare esclusivamente sul rigore e sull’abbattimento del debito, nonostante le dichiarazioni fatte al momento del suo insediamento che parlavano anche di sviluppo ed equità sociale. Il ministro Fornero fa bene a ritenere inappropriato il termine esodati: noi preferiamo parlare di tutti coloro che sono rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni. E’ sbagliato nascondersi oggi dietro le favole dei dati giusti o dei dati mancanti. Noi avevamo avvertito il ministro, già nel dicembre del 2011, che la soppressione brutale delle quote di anzianità avrebbe provocato questo fenomeno. Una pesante eredità per il nuovo governo. Del resto, se si fa cassa con le pensioni, come ha scelto di fare Monti, la strada rimane tracciata e soltanto la nostra battaglia, che ha corretto per ben tre volte la riforma, ha attenuato ma non risolto il grande disagio sociale provocato. Secondo la Ragioneria dello Stato dalle pensioni si ricaverà, tra il 2020 e il 2060, un risparmio di circa 350 miliardi: una cifra mostruosa che colpisce lo stato sociale.
Elezioni: Beppe Grillo è un reazionario
Beppe Grillo è un reazionario, come dimostrano le sue invettive contro i sindacati. Il comico genovese non è interessato al fatto che le organizzazioni sindacali rappresentino milioni di lavoratori e pensionati: questo dato è per lui del tutto ininfluente. Non gli importa che le mobilitazioni sindacali abbiano evitato il tentativo della destra di smantellare lo Stato sociale. Grillo non ha a cuore la sorte di chi vive sulla sua pelle i problemi del lavoro: gli interessano di più i suoi slogan.
Lavoro: bene firma accordi per ammortizzatori in deroga per il 2013
La firma del ministro Fornero ai primi 13 accordi sugli ammortizzatori sociali in deroga per il 2013 è il risultato dell’incontro di ieri tra rappresentati delle Regioni e ministero del Lavoro, e anche delle sollecitazioni esercitate dai sindacati e da parte del Pd. È chiaro però a tutti che il problema non è completamente risolto: la cassa integrazione in deroga per il 2012 è coperta soltanto per 200milioni di euro sui 380 previsti, mentre per il 2013 sappiamo già che le risorse stanziate non basteranno. Ci auguriamo che l’esecutivo compia ulteriori passi, ma in ogni caso il prossimo governo dovrà farsi carico di questo problema e delle implicazioni sociali e occupazionali che esso comporta.
Lavoro: passo avanti su Cig ma tema ammortizzatori sociali è aperto
L’incontro di oggi tra le Regioni e il ministro Fornero sul tema della cassa integrazione in deroga ha consentito di fare un passo avanti, anche se non risolutivo. I sindacati e le Regioni, insieme al Partito democratico, hanno chiesto da tempo e con insistenza al governo di provvedere allo stanziamento delle risorse necessarie a coprire i fabbisogni della cassa integrazione in deroga per il 2012 e a iniziare l’erogazione dei pagamenti del 2013. Le necessità per l’anno 2012 sono state stimate complessivamente in 380 milioni di euro. Il ministero del Lavoro ha dato una disponibilità per 200 milioni. Con queste risorse si può sbloccare la situazione facendo diminuire la giustificata tensione sociale che si è determinata ma non si risolve il problema. E’ un passo avanti se si considera che si cominceranno anche a pagare le casse integrazioni in deroga del 2013. Il tema della copertura finanziaria degli ammortizzatori sociali, stante il prolungarsi della crisi, è tutto aperto e davanti ai nostri occhi. Sarà compito del nuovo governo affrontarlo come una delle priorità se si vuole davvero imboccare la strada dell’equità sociale e della crescita del paese e non soltanto quella del rigore fine a se stesso.





