Occorre ascoltare l’appello dell’Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia sui temi dell’emergenza sociale che pone una questione drammatica e di carattere nazionale. La priorità deve essere oggi quella di assicurare al Paese una stabilità politica capace di fornire risposte sulle questioni economiche e sociali.
Il Partito Democratico con Bersani ha avanzato le sue proposte all’Italia e al Parlamento: diminuire il costo del lavoro alle imprese in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani, di over 45 e di lavoratori in mobilità; attraverso questa strada definire un piano straordinario per l’occupazione giovanile; finanziare la cassa integrazione in deroga che manca di risorse anche per coprire il 2012; infine, garantire le persone rimaste senza reddito. Tra questi i lavoratori colpiti dalla riforma delle pensioni del governo Monti, le cooperative, i commercianti, gli artigiani, i piccoli imprenditori e i giovani professionisti senza tutele, costretti a chiudere le attività per mancanza di liquidità. E va spezzato un circuito perverso che vede le banche non concedere crediti, lo Stato non pagare i propri debiti. A sostegno di tutte queste persone è giusto prevedere ammortizzatori sociali che siano universali e studiati su misura per l’attuale e prolungato periodo di crisi
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Crisi, Pil a -1,8%?: Fitch scopre acqua calda ma subito ammortizzatori sociali universali
Il terzo decreto relativo agli ultimi 10 mila salvaguardati completa il risultato di correzione della riforma delle pensioni di Monti e Fornero. E’ stata una lunga battaglia, durata per più di un anno, condotta strenuamente dal Pd che ha portato ad oltre 130 mila il numero complessivo di coloro che potranno accedere alla pensione con le vecchie regole.. Si tratta dunque di una buona notizia che abbiamo sollecitato, ma il problema non è risolto. Per questo tra gli otto punti indicati da Bersani c’è anche quello di una soluzione definitiva del problema di chi è rimasto senza reddito a causa di una cattiva riforma previdenziale. La battaglia va ora continuata ed è urgente perché si inserisce in una situazione di recessione dell’economia e di aumento della disoccupazione. Le previsioni dell’agenzia Fitch per il 2013, che indicano un calo del Pil italiano dell’1,8%, sono la scoperta dell’acqua calda: si tratta di dati risaputi che richiedono un impegno straordinario sul terreno degli ammortizzatori sociali, che debbono essere universali, e su quello degli incentivi allo sviluppo dell’impresa e dell’occupazione. Chi ha a cuore il destino del paese deve assumersi la responsabilità, come ha fatto il Pd, di avanzare le sue proposte e di trovare le giuste soluzioni.
Unipol: sentenza restituisce onore a Fassino
E’ una sentenza importate che restituisce a Piero Fassino quell’onore che il Pdl di Berlusconi ha cercato di sfregiare ricorrendo a metodi immorali e del tutto estranei alla normale dialettica politica.
Questa sentenza è anche significativa perché dimostra, ancora una volta, le finalità politiche degli organi di informazione in mano a Berlusconi che ha introdotto nella nostra democrazia un sistema di concorrenza sleale ampiamente sperimentato nella conduzione delle aziende di famiglia. Oggi emerge finalmente la verità dopo che per anni si è dato più peso ad una battuta – peraltro sempre riferita in modo incompleto – piuttosto che sottolineare la falsificazione della realtà e l’inquinamento delle regole di un civile e leale confronto. E’ inutile adesso che Berlusconi vesta i panni della vittima ed è disarmante vedere tutto il Pdl supino a difesa del proprio capo.
BANKITALIA: rapporti confermano drammatica crescita diseguaglianze
I rapporti di Bankitalia confermano che nel nostro Paese è in atto una drammatica crescita delle diseguaglianze sociali. Chi ha di meno continua a perdere reddito mentre si arricchisce sempre più una cerchia ristretta di cittadini. La fotografia che ci consegnano i due rapporti dell’Istituto di Via Nazionale deve spingere la politica a cercare le soluzioni per far fronte a questa inaccettabile iniquità sociale. Per questo noi sosteniamo la necessità di un esecutivo a guida Bersani che possa mettere al centro dell’agenda politica l’emergenza economica oltre che la riforma della politica e respingiamo le ipotesi di un governissimo con il Pdl. Non si comprende, se non per un egoistico calcolo di bottega, la scelta di Grillo di ritirarsi sull’Aventino.
Governo: questioni economiche e sociali non possono più aspettare
Dobbiamo proporre al paese contenuti chiari ed essenziali sui temi della crisi economica e sociale: la situazione sta precipitando, ed è responsabilità della politica avanzare soluzioni e trovare convergenze prima che sia troppo tardi. Sui temi dell’economia insistiamo in particolare sulla necessità di interventi a sostegno dell’occupazione e dell’impresa anche attraverso la riduzione del cuneo fiscale per consentire di assumere stabilmente giovani, over 45 e lavoratori in mobilità. Servono inoltre intervenire a sostegno di coloro che sono rimasti o rimangono senza reddito: i lavoratori pesantemente colpiti dalla riforma delle pensioni di Monti; i lavoratori che hanno esaurito o esauriranno nei prossimi mesi le tutele sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e mobilità); i commercianti, gli artigiani, le cooperative sociali e i piccoli imprenditori costretti a chiudere bottega perché lo stato non paga, le banche non fanno credito e le scadenza dei pagamenti non possono essere eluse.. A queste persone la politica deve dare una risposta anche prevedendo ammortizzatori sociali di carattere universale definiti su misura per l’attuale periodo di crisi prolungata. Sono problemi urgenti che non possono essere elusi.
Elezioni: se Grillo teme dissesto economico sia responsabile
Se Grillo paventa che a breve l’Italia non sarà in grado di pagare le pensioni e gli stipendi ai dipendenti pubblici, ciò dovrebbe indurlo, ancora di più, a scelte di responsabilità che evitino un disastro sociale di tal genere. Allora è tempo di superare pregiudizi e battute demagogiche avanzando, invece, proposte concrete come sta facendo il Pd. Per quanto riguarda la previdenza non solo bisogna continuare a pagarla, utilizzando a vantaggio dell’equità sociale una parte delle risorse che si risparmieranno, ma occorre anche correggere gli errori della riforma Monti-Fornero, consentendo a chi è rimasto senza reddito di poter andare in pensione con le vecchie regole.
Grillo condivide la necessità di risolvere un problema così grave per i cittadini?
Governo: programma essenziale contro disoccupazione
I dati Eurostat di oggi fanno registrare per l’Italia un pessimo risultato in Europa per quanto riguarda la crescita della disoccupazione: oltre 2 punti percentuali in un solo anno. Se dovesse perdurare questa situazione di incertezza politica tutti i dati economici e sociali tenderebbero all’ulteriore peggioramento: una prospettiva inquietante. Sarebbe necessario dare una scossa all’economia, con poche e mirate misure, e pronunciare un no netto e inequivocabile alla sola politica di austerità.
Per far riprendere l’economia sarebbe fondamentale sbloccare il Patto di stabilità per gli investimenti locali e le infrastrutture, e pagare gradualmente i debiti della p.a. nei confronti delle imprese. Un programma essenziale di questa natura potrebbe essere realizzato se sui tatticismi politici prevalesse il bene del Paese.





