Lavoro: bene firma accordi per ammortizzatori in deroga per il 2013

La firma del ministro Fornero ai primi 13 accordi sugli ammortizzatori sociali in deroga per il 2013 è il risultato dell’incontro di ieri tra rappresentati delle Regioni e ministero del Lavoro, e anche delle sollecitazioni esercitate dai sindacati e da parte del Pd. È chiaro però a tutti che il problema non è completamente risolto: la cassa integrazione in deroga per il 2012 è coperta soltanto per 200milioni di euro sui 380 previsti, mentre per il 2013 sappiamo già che le risorse stanziate non basteranno. Ci auguriamo che l’esecutivo compia ulteriori passi, ma in ogni caso il prossimo governo dovrà farsi carico di questo problema e delle implicazioni sociali e occupazionali che esso comporta.


Lavoro: scommesse Fornero hanno prodotto drammi sociali

lavoroIl governo Monti ha fatto troppe scommesse: quella sulle pensioni e quella sul mercato del lavoro, come ha ribadito oggi il ministro Fornero. Purtroppo, nonostante i nostri avvertimenti, queste scommesse non sono andate a buon fine. Questo vale sicuramente per la riforma delle pensioni, che ha prodotto il dramma dei cosiddetti esodati, e rischia di valere anche per il mercato del lavoro perché i dati sulle assunzioni stanno peggiorando anche a seguito delle nuove regole. Per questo riteniamo che queste riforme vadano corrette profondamente con il concorso delle parti sociali e attraverso il metodo della concertazione. Questi obiettivi dovranno far parte dei contenuti fondamentali dell’azione del prossimo governo.


Esodati: basta polveroni su cifre, lavorare per correggere errori Monti

esodatiBisogna avere rispetto per le persone e non sollevare, ancora una volta, inutili polveroni sul tema degli esodati. L’Inps ha fornito a suo tempo una stima dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni e il ministro Fornero la conosce perfettamente. Non ci sono nuove elaborazioni da parte dell’istituto e quindi siamo al punto di partenza: dobbiamo correggere l’errore che è stato commesso dal governo Monti e di questo dovrà farsene carico il prossimo esecutivo. Per quello che ci riguarda non intendiamo più legarci a numeri, che in molte occasioni vengono contraddetti, ma vogliamo lavorare per garantire il diritto, a coloro che hanno maturato i requisiti e che hanno perso il lavoro nel corso del 2011, di poter andare in pensione con le vecchie regole.


Esodati: bene pubblicazione decreto in GU, prossimo governo dovrà completare opera

esodatiE’ stato pubblicato ieri, sulla gazzetta ufficiale, il decreto del ministro del lavoro di concerto con quello dell’economia concernente la salvaguardia di altri 55 mila lavoratori, i cosiddetti esodati. Il decreto è del mese di ottobre 2012 e la sua pubblicazione era da tempo attesa. Anche questo capitolo è andato a buon fine e adesso ci occuperemo degli ulteriori 10 mila lavoratori da salvaguardare, per un totale di 130 mila persone. Il Pd ha sostenuto sin dall’inizio questa battaglia per consentire a questi lavoratori di poter andare in pensione con le vecchie regole e continuerà a monitorare la situazione. Il prossimo governo dovrà completare l’opera, per consentire ai lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma delle pensioni del ministro Fornero di poter accedere alle regole del precedente regime previdenziale.


La passione per osare, l’esperienza per riuscirci

CartolinaDamiano2La passione per osare, l’esperienza per riuscirci.

E’ sulla base di questi due punti di forza – la passione e l’esperienza – che ho deciso di presentare la mia candidatura alle primarie di Torino per la scelta dei parlamentari del Partito Democratico. Dopo due anni da ministro del Lavoro e quasi cinque da capogruppo Pd alla Commissione lavoro della Camera, chiedo che mi sia rinnovata la fiducia per portare a compimento quei progetti – dalla lotta alla precarietà a una più equa e moderna disciplina delle pensioni, da nuove regole sulla rappresentanza e la rappresentatività sindacale a iniziative a sostegno dell’occupazione, soprattutto dei giovani e delle donne – che sono ancora in cammino.

Abbiamo alle spalle anni difficili e difficili saranno anche gli anni a venire. Dopo i disastri di Berlusconi, il governo Monti ha avuto il merito di mettere in sicurezza i conti pubblici e di far riconquistare all’Italia il ruolo e il prestigio perduti in campo internazionale, anche se ha ecceduto nella strada del rigore.

Adesso occorre cambiare rotta, perché i sacrifici che gli italiani sono stati chiamati a sostenere non devono essere vanificati dalla mancanza di concrete prospettive di sviluppo.

Sono necessarie politiche che rompano la spirale recessiva e diano impulso allo sviluppo economico e produttivo e ritrovino la strada dell’equità sociale. Servono scelte che favoriscano la crescita – quantitativa e qualitativa – dell’occupazione; abbiamo bisogno di governanti che, con la loro opera quotidiana, siano in grado di restituire fiducia ai cittadini.

In questi cinque anni sono stato promotore di iniziative – in alcuni casi di vere e proprie battaglie – a difesa dei lavoratori, dei pensionati, dei precari, dei cassintegrati.

  • Mi sono battuto, in Commissione Lavoro e in Aula, per garantire con proposte e provvedimenti di legge una copertura previdenziale alle decine di migliaia di lavoratori (fra di essi i cosiddetti esodati) che, a causa della riforma Fornero, rischiavano (e in buon numero ancora rischiano) di restare senza lavoro, senza ammortizzatori sociali e senza pensione.
  • Sono stato promotore di iniziative legislative e parlamentari per sbloccare la situazione degli oltre 70mila vincitori di concorso pubblico, per lo più giovani, che non hanno ottenuto il posto di lavoro, conquistato con merito e fatica, a causa delle politiche restrittive per le assunzioni nella pubblica amministrazione.
  • In materia previdenziale, contro le rigidità introdotte dai governi Berlusconi e Monti, ho proposto un disegno di legge per introdurre una scelta flessibile nell’uscita dal lavoro verso la pensione. Sono fautore dellanecessità di un’azione di revisione, nel segno di una maggiore equità, della riforma Fornero.
  • Sono promotore di un “Pacchetto giovani” finalizzato alla riduzione della precarietà del lavoro attraverso agevolazioni per la conversione dei rapporti di collaborazione a tempo determinato in contratti di lavoro stabili, alla promozione dell’auto imprenditorialità giovanile (e femminile), alla regolamentazione del tirocinio formativo, dello stage e della pratica professionale (anche mettendo fine alla loro gratuità) e alla costruzione – anche attraverso un’effettiva totalizzazione contributiva – di una futura, dignitosa, rendita pensionistica.
  • Sono estensore di uno Statuto dei lavori autonomi avente come punticardinela semplificazione per l’avvio dell’attività, l’agevolazione fiscale per i giovani fino a 35 anni e i disoccupati di lunga durata, la promozione di servizi pubblici di consulenza e la tutela del reddito in situazioni di crisi e di inoccupazione.
  • Mi sono battuto (con successo) perché venisse finalmente portata a conclusione la vicenda dell’anticipazione dell’età del pensionamento per i lavoratori impiegati in lavori usuranti.

Iniziative e proposte con un solo obiettivo e un denominatore comune: favorire l’occupazione, difendere e promuovere la dignità e la qualità del lavoro.

E’ da qui che vi chiedo la fiducia per ripartire.

Cesare Damiano


ThyssenKrupp, cinque anni dopo – Il mio messaggio al Convegno su Salute, Sicurezza e Pari Opportunità sul Lavoro svoltosi oggi a Torino

thyssen14g-48dcf79907106Ricordo, come fosse oggi, il giorno della strage alla ThyssenKrupp, cinque anni fa. E ricordo il grande dolore che ho provato. Dopo una vita passata a contatto con la fabbrica, con i lavoratori, mi sono sentito personalmente colpito.

Ero ministro del Lavoro, allora, e in quella veste avevo un dovere in più. Il dovere, dopo aver portato la solidarietà alle famiglie delle vittime, di operare affinché tragedie così non potessero accadere mai più. Un compito difficile in un paese in cui il tema della sicurezza è sempre evocato ma è assai poco praticato.

Allora avevamo da poco approvato la legge “123” nella quale venivano individuati i criteri di delega della riforma sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, ma che conteneva anche una parte di norme di immediata applicazione dirette ad incidere da subito sugli ambienti di lavoro, perché ci eravamo resi conto dell’urgenza con la quale bisognava cominciare ad incidere.

Il mio impegno, in una situazione politica difficilissima che avrebbe di lì a non molto portato alla caduta del governo Prodi e a elezioni anticipate, fu quello di varare in tempo utile anche il decreto legislativo che avrebbe consentito a quelle norme di diventare pienamente operative.

Ad aprile del 2008, in piena crisi di governo, abbiamo consegnato al paese un complesso normativo tra i più completi e incisivi d’Europa, un intervento legislativo moderno ed adeguato alla gravità del problema e all’attuale organizzazione del lavoro.

Le cose, poi, hanno preso una piega diversa. Il governo Berlusconi ha operato in modo da ridurre le tutele allora introdotte. Le spese per la sicurezza sono tornate a essere viste come un costo da contenere il più possibile in nome della competitività, anziché come un investimento doveroso e utile.

Ancora oggi, seppur in miglioramento rispetto al passato – anche in conseguenza della grave crisi economica e occupazionale – i dati evidenziati dall’Inail nell’ultimo rapporto dipingono un quadro preoccupante. Le morti causate dagli incidenti sul lavoro sono passate da 973 del 2010 a 920 nello scorso anno e 725mila sono stati gli infortuni denunciati, per un calo del 6,6% rispetto ai 776mila del 2010. In generale, dunque, rispetto al 2010 si sono verificati 51mila infortuni in meno e da due anni il numero dei decessi rimane ben al di sotto dei mille casi. Ma tali dati sono ancora inaccettabili.

Non dobbiamo abbassare la guardia e occorre continuare la battaglia in difesa della sicurezza. In questo senso è positivo l’impegno assunto dal ministro del Lavoro Fornero, in occasione dell’ultima giornata nazionale dell’Anmil per le vittime degli incidenti sul lavoro, di completare entro la legislatura l’attuazione del Testo Unico sulla sicurezza.

Occorre però anche intervenire sulle modifiche peggiorative rispetto al decreto 81, introdotte dalle norme successive, e definire nuove linee di intervento che innovino ulteriormente rispetto a quanto già prodotto, anche in materia di semplificazione, senza che ciò produca un abbassamento delle tutele.

L’obiettivo di tutti – governo, politica, parti sociali – deve essere quello di estendere a ciascun lavoratore, in qualunque unità produttiva operi, le misure di prevenzione necessarie, che devono essere calibrate in base alla pericolosità delle lavorazioni eseguite.

Su questo fronte ogni resistenza deve essere superata. E’ un obbligo morale che tutti noi abbiamo anche nei confronti dei sette operai morti alla Thyssen.


PENSIONI: PER I LAVORI USURANTI DI FATTO IL PDL NON VUOLE DARE BENEFICI

NON SERVONO NUOVE RIFORME, BASTA COMPLETARE IL PROTOCOLLO

Rispetto all’ipotesi di una nuova riforma delle pensioni in programma per il prossimo autunno, sono contento che, per fortuna, sia stata prontamente smentita dal ministro del Lavoro. Infatti tutti riconoscono che il risultato raggiunto con il protocollo del 23 luglio dell’anno scorso e’ di grande equilibrio ed efficacia. L’avanzo finanziario di competenza dell’Inps e’ aumentato nel 2007 di quasi 7 miliardi di euro rispetto al 2006 anche grazie alle ultime riforme introdotte, dall’aumento delle aliquote contributive, alla lotta al sommerso e al lavoro nero, alla introduzione di finestre anche per le pensioni di vecchiaia. Continua a leggere