La cieca obbedienza all’Europa dell’austerità a senso unico ha prodotto in Italia una riforma delle pensioni sbagliata e causa, tuttora, di gravi squilibri sociali. Il ministro Fornero non può sottovalutare il fatto che alcune centinaia di migliaia di lavoratori (esodati, prosecutori volontari, mobilitati, appartenenti ai fondi speciali, ecc), sono rimasti intrappolati a seguito della brutale cancellazione delle pensioni di anzianità e per la mancanza, per la prima volta, di qualsiasi criterio di gradualità. Misure così drastiche non si conoscono in nessun altro Paese europeo e non ci consola il fatto di aver raggiunto il primato dell’innalzamento dell’età pensionabile, superando persinola Germania. Di questo record avremmo fatto volentieri a meno. Adesso, purtroppo, questa pesante eredità, nonostante le correzioni conquistate dalla dura ma non risolutiva battaglia parlamentare del Pd che ha consentito di salvaguardare 130mila lavoratori, rimane sulle spalle del nuovo governo. Per noi la soluzione a questo problema resta una delle priorità del programma del Partito democratico.
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Crisi: dati allarmanti, occorre governo che agisca
I dati sulla cassa integrazione diffusi dalla Cgil sono allarmanti e dimostrano l’urgenza di un governo che affronti da subito le grandi e drammatiche priorità economiche e sociali. Nuovi dati allarmanti sulla cassa integrazione in base ai quali, secondo la Cgil, a gennaio e febbraio di quest’anno è come se ci fossero 490.000 lavoratori ‘equivalenti a zero ore’. A questo dato si accompagna una perdita di retribuzioni pari a circa 650 milioni di euro. Nel solo mese di febbraio i 79 milioni di ore autorizzate ci proiettano, su base annua, al miliardo di ore autorizzate che hanno caratterizzato gli ultimi tre anni di crisi.
Ancora una volta viene colpita l’occupazione ed il reddito di chi lavora. Si consideri, inoltre, che le risorse per la cassa integrazione in deroga non sono ancora sufficienti per coprire le esigenze inevase del 2012 e quelle del 2013 e che, entro l’estate, migliaia di imprese avranno esaurito tutti gli strumenti di tutela sociale. Per questo occorre un governo che affronti da subito le grandi e drammatiche priorità economiche e sociali.
Scegliere sviluppo ed equità sociale deve essere la nostra bandiera
Il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn ieri ha dato uno “schiaffo” all’Italia: “alcuni paesi hanno esagerato con l’aumento delle tasse per risanare i conti pubblici”, ha detto. Io aggiungerei che si è anche esagerato con il taglio dello stato sociale. Finalmente anche l’Europa si accorge che bisogna abbandonare la strada della sola austerità. Scegliere sviluppo ed equità sociale deve essere la nostra bandiera.
Patto di stabilità: protesta Anci va sostenuta, parlamento si muova in sintonia con richieste sindaci
La protesta dell’Anci è del tutto condivisibile e va sostenuta. Siamo in una situazione assurda che vede l’impossibilità, da parte degli Enti locali, di impiegare le risorse risparmiate grazie alla buona amministrazione. Occorre spezzare questo circuito perverso dominato da una logica di austerità irragionevole e dannosa per tornare a investire. Se vogliamo ridare fiato all’occupazione e alla ripresa, occorre smobilizzare le risorse congelate da un patto di stabilità fasullo. Si aprano in Italia migliaia di piccoli cantieri per le infrastrutture locali e la messa in sicurezza degli edifici pubblici: da qui ripartono occupazione e consumi. Il parlamento si muova subito in sintonia con le richieste dell’Anci prima che la crisi economica diventi travolgente e incontrollabile.
Eternit: pene richieste atto di giustizia nei confronti di chi ha perso la vita
Le pene richieste da Guariniello per la tragedia dell’Eternit rappresentano un atto di giustizia nei confronti dei lavoratori che hanno perso la vita, verso le famiglie e verso i cittadini dei territori dove erano presenti gli stabilimenti. L’immensa responsabilità di questa azienda, che ha dimostrato profondo disprezzo nei confronti della vita umana in nome del profitto, deve trovare nella legge una risposta che possa ridare speranza a quanti hanno sofferto e soffriranno a causa di queste tragedie. Ci auguriamo che questo processo sia un monito per tutti affinché i temi della salute e dell’integrità psicofisica dei lavoratori e dei cittadini diventino finalmente una priorità per il paese.
PA: proroga blocco stipendi? Decisione delicata sarà compito prossimo governo
Ci preoccupa il fatto che il governo, per bocca del ministro Patroni Griffi, si preoccupi, in questa drammatica situazione sociale, di esaminare un eventuale intervento per la proroga del blocco delle progressione degli scatti degli stipendi della Pubblica amministrazione. Una decisione così delicata, dopo circa quattro anni di stallo della contrattazione del settore, andrebbe lasciata al prossimo governo nel confronto con Cgil, Cisl e Uil. Pare comunque che la lezione che deriva da un eccesso di politiche di austerità non sia ancora servita: non sembra sufficiente al Governo essere in recessione, che aumenti la disoccupazione e che il potere d’acquisto di pensioni e retribuzioni faccia acqua da tutte le parti, a fronte di un’inflazione che non abbassa la testa. E’ tempo, invece, di immaginare politiche anticicliche e, fra queste, sarebbe auspicabile una scelta che accresca il potere d’acquisto di retribuzioni e pensioni per favorire la ripresa dei consumi popolari. Una strada di questo genere ci obbliga a considerare opportuno: favorire la conclusione, alla loro scadenza naturale, dei contratti nazionali di lavoro dei settori privati; sbloccare, finalmente, la contrattazione nazionale dei settori pubblici; riprendere la contrattazione aziendale, anche utilizzando le risorse accantonate dal governo per i contratti di produttività; ripristinare l’indicizzazione delle pensioni che superano la soglia delle tre volte il minimo. Ma per fare questo occorre un governo che affronti di petto la questione economica e sociale nel segno dell’equità e della crescita.
Lavoro: da Pd proposte concrete contro emergenza
Le misure urgenti sul fronte del lavoro presentate oggi dal Pd rappresentano un altro importante tassello della nostra proposta. Un punto cardine e’ costituito dalla scelta di rendere piu’ conveniente il lavoro stabile rispetto a quello precario, un architrave dell’impostazione del centro-sinistra che ha mosso positivamente i suoi passi al tempo del governo Prodi con la diminuzione del cuneo fiscale del lavoro a tempo indeterminato a vantaggio delle imprese e dei lavoratori.
Una proposta di questo genere puo’ favorire la definizione di un piano straordinario per l’occupazione dei giovani, degli over 45 e dei lavoratori posti in mobilita.
Un altro punto, quello dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni Monti-Fornero (i cosidetti esodati, i mobilitati, i contributori volontari, i licenziati e iscritti ai fondi di settore), e’ per noi fondamentale: a questi lavoratori deve essere consentito l’accesso alla pensione con le vecchie regole previdenziali. I punti della proposta potranno essere meglio definiti da un’efficace azione parlamentare, capace di confrontarsi anche con le parti sociali.
La via maestra e’ quella di presentare al Paese e al Parlamento proposte concrete in grado di affrontare di petto la drammatica emergenza sociale.





