UE: Juncker dimostra che serve equa distribuzione sacrifici

imgresSi moltiplicano le voci del FMI e dell’Europa che cominciano a mettere in discussione gli eccessi delle politiche rigoriste. Si stanno tutti accorgendo che il tema della rivalutazione dell’economia reale e del ridimensionamento del ruolo dei mercati finanziari e della speculazione, rappresenta la chiave di volta per imboccare finalmente la strada che porta ad un maggiore sviluppo ed equità sociale.
In questa ottica si inseriscono le dichiarazione di Juncker, presidente dell’Eurogruppo, che ha affrontato due temi fondamentali per la costruzione di una Europa più giusta ed unita sotto il punto di vista sociale: quello del salario minimo e quello della redistribuzione della ricchezza, in un periodo di crisi, a vantaggio dei più deboli. Il fatto che Junker dichiari che i ricchi debbano contribuire di più, può apparire scontato, ma in realtà rappresenta una presa di coscienza sempre più diffusa circa l’esigenza di una più equa distribuzione dei sacrifici.


Governo: 2012 si conclude con record di Cassa Integrazione

cassa-integrazioneIl 2012 sta per concludersi e ci porta 1 miliardo e 100 milioni di ore autorizzate di cassa integrazione. Per questo è fondamentale un programma di governo che assuma la centralità dell’occupazione, dello Stato sociale e della crescita del paese. Per raggiungere questi obiettivi occorre un cambio di passo rispetto al governo Monti ed una correzione delle riforme della previdenza e del mercato del lavoro e l’assunzione di chiari obiettivi di politica industriale a sostegno dei settori strategici dell’economia. L’agenda Bersani va in questa direzione e diventa un essenziale punto di riferimento per la costruzione di un programma di governo del centro sinistra che guardi all’Europa


Governo: Ichino sbaglia su agenda Bersani

bersani01g1L’agenda Bersani, al contrario di quanto afferma Pietro Ichino, è l’unica proposta in grado di far svolgere all’Italia una politica di livello europeo. Va abbandonata la logica del puro rigore che ci porta inevitabilmente verso la strada della recessione e della disoccupazione. Il risanamento del debito pubblico è ancora necessario ma va accompagnato a una politica che guardi alla crescita e alla equità sociale. Per quanto riguarda la politica industriale, le pensioni e il mercato del lavoro andranno apportate importanti correzioni alle riforme del governo Monti per risolvere i problemi di iniquità sociale che esse hanno determinato.




Ue: basta politiche rigoriste, serve cambio di passo verso sviluppo e occupazione

Il tema dell’occupazione e delle tutele sociali deve essere al centro dell’azione del Governo in Italia ed in Europa. La situazione di crisi economica persiste e non consente di abbassare la guardia. Abbiamo alle volte il sospetto che la gravità della situazione non sia ben compresa. All’innalzamento del tasso di disoccupazione ed all’aumento della cassa integrazione, si sommano nuove emergenze: i lavoratori precari della pubblica amministrazione che rischiano di perdere il lavoro entro la fine dell’anno, la mancanza di risorse per la cassa integrazione in deroga e per i contratti di solidarietà nel 2013 e i lavoratori che, nonostante il passo avanti compiuto nella legge di stabilità, corrono il rischio di rimanere senza reddito nel corso dei prossimi anni. Le sole politiche del rigore non sono in grado di dare risposte a queste emergenze. Dopo il rinvio di oggi, la discussione sul bilancio europeo deve diventare la sede dove far pesare, in sede comunitaria, la richiesta di un cambio di passo verso politiche di sviluppo e occupazione. Altrimenti è alto il rischio di un aumento delle tensioni sociali.


Occupazione: dall’Europa allarme e preoccupazione

lavoro_-precarioLe parole rassicuranti del Presidente del consiglio, relative al fatto che la crisi sarebbe finita, stridono con i dati pesanti e preoccupanti sulla disoccupazione in Europa che ha segnato un ulteriore aggravamento e che toccherà il suo picco nel 2010. Tutti sanno che, anche qualora si dovesse registrare una inversione di tendenza nella crisi economica, il tasso di occupazione continuerebbe a scendere per un lungo periodo. L’accumularsi di indicatori negativi relativi alla cassa integrazione, alla disoccupazione, al potere d’acquisto delle famiglie e alla diminuzione della loro capacità di risparmio, sottolineano la necessità che il governo intervenga rapidamente con misure adeguate. Il Partito Democratico ha già presentato numerose proposte di legge che riguardano la cassa integrazione, il reddito minimo d’inserimento e l’indennità di disoccupazione universale e presentato mozioni ed emendamenti alle proposte del governo. In occasione della prossima legge finanziaria questo insieme di soluzioni da noi avanzate dovrà costituire, con gli arricchimenti necessari, una proposta organica e alternativa del partito democratico nei confronti di una manovra di governo assolutamente insufficiente.