Governo a singhiozzo su Alitalia e sulla tutela dei lavoratori

alitaliaIl governo si contraddice sulle tutele per i lavoratori delle aziende dismesse e, con un emendamento al decreto infrastrutture approvato al Senato, danneggia quelli di Alitalia. Il governo anziche’ presentare un piano organico e straordinario di tutele sociali di fronte alla profondita’ della crisi, si muove a singhiozzo, con misure che da una Camera all’altra non reggono il principio di non contraddizione. Infatti, mentre il ministro Sacconi, finalmente, annuncia di voler dare maggiori risorse per gli ammortizzatori sociali, dall’altra parte esponenti della maggioranza, al Senato, cancellano con un emendamento le tutele dei lavoratori di rami di grandi aziende in crisi che vengono dismesse impedendo cosi’ il loro riassorbimento nelle nuove imprese. E’ una misura grave che segna l’ennesima scelta ai danni dei lavoratori, contribuendo a rendere ancora piu’ difficile la vicenda Alitalia.

Va ricordato che il primo stanziamento per le casse integrazioni era addirittura inferiore di 20 milioni di euro rispetto a quanto previsto lo scorso anno dal governo Prodi, in un momento nel quale la Cig era in calo. Adesso il governo e’ corso ai ripari aggiungendo, di fronte alle richieste dell’opposizione, 150 milioni per le tutele sociali che, pero’, non saranno sufficienti per affrontare la gravita’ della situazione, soprattutto se si vogliono tutelare, come noi chiediamo, anche i lavoratori precari.


Anch’io come la Marcegaglia penso che l’azione di questo governo sia insufficiente

damiano-1Condivido l’opinione espressa dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che mette in luce il ritardo e l’insufficienza dell’azione del governo contro la crisi economica’. E’ necessario muoversi in tre direzioni: il sostegno al potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni per favorire i consumi delle famiglie; investire risorse per ammortizzatori sociali universali, capaci di tutelare la grande e la piccola impresa, il lavoro stabile e quello atipico. Infine, il governo deve chiarire quali sostegni al sistema delle imprese e quale politica industriale per aiutare i settori strategici dell’economia.

Le risorse che il governo promette di stanziare devono essere chiare e aggiuntive, non semplicemente delle poste di bilancio che vengono spostate da una voce all’altra. E’ inutile fare i guardiani dei saldi di bilancio in epoca di recessione dell’economia: utilizziamo i margini di flessibilita’ sul debito che l’Europa ci consente in questo momento. Il governo deve cambiare rotta rapidamente.


Le insensatezze di questo governo.

macacoVoglio rispondere al Ministro Brunetta che ha dichiarato che i fannulloni sono di sinistra..

Dire che i fannulloni sono di sinistra e’ come dire che i macachi sono di destra, sono battute paradossali, senza senso, infondate, che dimostrano come il governo utilizzi categorie ideologiche che prescindono da un’analisi seria e reale dei fatti. Del resto la dimostrazione sta nel fatto che in un periodo di crisi straordinaria si scelga programmaticamente la strada dello scontro, dell’esibizione muscolare e della divisione del sindacato. Sarebbe invece necessario creare nel Paese uno spirito di unita’, con un concorso di forze in grado di affrontare la situazione. Negli Stati Uniti e nel mondo si parla di New deal e da noi sarebbe necessario ricreare lo ‘spirito del ’93’, cioe’ quello della concertazione e della coesione sociale, che porto’ un Paese sull’orlo del disastro al risanamento e all’ingresso nell’Europa.

Noi continuiamo ad insistere, invece, sulla necessita’ di un intervento forte e immediato a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie e dei consumi; un intervento per ammortizzatori sociali universali che tutelino grandi e piccole imprese e lavoratori stabili e precari, e per una politica industriale a sostegno dei settori strategici dell’economia che faccia da volano per lo sviluppo e l’occupazione. Un po’ di serieta’ e un po’ di misura da parte dei ministri non guasterebbero.

 


Il governo è inerte e invece servirebbe una reazione forte.

I dati dell’Istat segnalano che siamo in piena emergenza. Servirebbe una reazione forte mentre, invece, il governo rimane inerte. L’esecutivo pensa di curare una polmonite con una semplice aspirina. Le proposte avanzate sono del tutto insufficienti e, ripetiamo, se non si interviene sull’economia reale, se non si difendono immediatamente le famiglie, i lavoratori precari e le imprese piu’ esposte agli effetti della crisi, il paese rischia moltissimo in termini di tenuta sociale. Per questo insistiamo come pd per un intervento straordinario a difesa del reddito e per ammortizzatori sociali universali.


Troppo poco dal governo, meno di un caffè al giorno

In questi tempi di crisi avere qualche soldo in più in busta paga fa certamente comodo, però quello che propone il governo per i pubblici dipendenti è troppo poco rispetto ai problemi reali delle famiglie: cosi’ l’esponente dl Pd Cesare Damiano commenta la proposta del ministro Renato Brunetta di dare agli statali, con la tredicesima, un’una tantum di 165 euro.
‘Ricordo con quanta derisione il centrodestra stigmatizzò l’aumento di quattrocento euro per l’incremento della quattordicesima dei pensionati con assegno fino a 700 euro mensili, voluto dal governo Prodi. Si disse beffardamente: ‘un caffè al giorno’. Oggi potremmo dire – sottolinea Damiano – che dal caffè si passa al ‘cucchiaino di zucchero’.
Infatti, adesso, per i dipendenti pubblici il governo propone una ‘una tantum’ di 165 euro lordi sulla tredicesima come indennità di vacanza contrattuale. Quindi possiamo dire che è poco, molto poco di fronte alla portata della crisi’.
‘La nostra richiesta come Pd in questa situazione di crisi eccezionale, al fine di tutelare i cittadini e ridare fiato all’economia, si muove invece – conclude l’ex ministro del Lavoro – su due punti essenziali: detassare la tredicesima per ottenere un miglioramento salariale di circa 600 euro’ e ‘investire importanti risorse per ammortizzatori sociali che siano in grado di tutelare anche le piccole imprese e i lavoratori atipici’.(ANSA).


Cosa fare per rendere più moderno il mercato del lavoro e aiutare i lavoratori in difficoltà?

Per il Partito Democratico la parola d’ordine è “buona flessibilità”. Per rendere i sostegni al reddito di chi lavora più efficienti, è necessario che la riforma degli ammortizzatori sociali venga accompagnata da un generale miglioramento delle politiche attive del lavoro attraverso il potenziamento dei servizi per l’impiego, una formazione permanente in linea con le esigenze delle imprese, e la rimodulazione degli incentivi economici finalizzati all’inserimento lavorativo. Il welfare che proponiamo poggia sull’educazione per favorire la mobilità sociale, su una spesa pubblica più razionale – “spendere meglio spendere meno” – su un fisco che non opprima e  premi i contribuenti leali – “pagare meno, pagare tutti”.