Berlusconi non segua Bush sulle misure anticrisi

obama_000001_871977061La vecchia amministrazione Bush continua a far danni. Dopo la guerra in Iraq, che lo stesso presidente ha riconosciuto essere un errore, adesso i senatori repubblicani hanno bocciato il piano di sostegno all’industria automobilistica americana. Vince il dogmatismo economico sul realismo politico.Le conseguenze di queste scelte sbagliate sono drammatiche: l’immediato tracollo della borsa americana, che avra’ ripercussioni su tutte le piazze mondiali, il possibile fallimento delle principali industrie dell’auto statunitensi le la conseguente crisi sociale che coinvolgera’ piu’ di tre milioni di lavoratoti e le loro famiglie. Tanta indifferenza da parte di una certa politica rispetto ai problemi reali, ci lascia di stucco. Ci auguriamo che il nuovo presidente degli Stati Uniti corregga rapidamente questi errori. Ma intanto il danno e’ fatto.
Noi dobbiamo impedire che scelte analoghe vengano compiute nel nostro paese. Abbiamo il dovere di sostenere politiche di investimento straordinario per fronteggiare la crisi, che vadano a sostegno del reddito, di ammortizzatori sociali universali e delle imprese e dei settori strategici dell’economia a partire da quello dell’auto.



Bisogna detassare la tredicesima e tutelare i precari

lavoro-precarioSe Berlusconi e Sacconi pensano, giustamente, che in una situazione di crisi debbano essere incentivati i consumi, non debbono fare altro che applicare le ricette suggerite da mesi dal Pd: potenziare il potere d’acquisto delle famiglie tramite un’immediata e radicale  diminuzione della pressione fiscale su retribuzioni e pensioni.

La tredicesima di fine anno e’ l’occasione migliore che abbiamo a disposizione: capita al momento giusto e, se si detassa, il governo dimostra di agire con la rapidita’ necessaria.

Immediatamente i lavoratori precari che sono i primi a subire l’impatto della crisi. In modo silenzioso e quotidiano decine di migliaia di persone con contratti a termine, interinale, a progetto o coordinato continuativo vengono lasciate a casa, anche a causa delle scelte sbagliate di questo governo. Vanno varate immediatamente misure per la loro tutela attraverso ammortizzatori sociali universali,in grado di proteggere chi ha un lavoro stabile o precario, chi e’ nella grande o nella piccola impresa.


Per il governo le infrastrutture del Piemonte non sono prioritarie

bressodamianoPer il Piemonte non c’è niente di niente. Lo denunciano la Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso e l’assessore ai Trasporti, Daniele Borioli, commentando le anticipazioni uscite oggi sul Sole24ore rispetto alla destinazione dei 16,6 miliardi di euro per le infrastrutture prioritarie per il Paese.  “Se questo elenco verrà confermato – commentano Bresso e Borioli – siamo davvero di fronte a un grande bluff: ormai siamo alle infrastrutture attribuite per colore politico. E dire che sarebbero molte le opere pronte a partire, nel nostro territorio, ma secondo le anticipazioni nulla toccherebbe al Piemonte”.

 “L’unica opera finanziata al nord, con questo pacchetto di risorse pubbliche aggiuntive – spiega Borioli – sarebbe il Mose di Venezia: tutto il resto andrebbe a infrastrutture autostradali finanziate dai privati. Sulle altre opere non 1 euro in più e anche il legittimo dubbio circa la conferma dei finanziamenti già stanziati dal Governo Prodi (ad esempio i 106 milioni di euro per la metropolitana di Torino nel tratto fino a piazza Bengasi). Nonostante le recenti promesse del ministro Scajola resta al palo il 3 valico che, dall’inizio del 2006, è dotato di un progetto definitivo approvato con il consenso di tutte le comunità locali e che, se non fosse realizzato, determinerebbe un immenso spreco delle risorse pubbliche già utilizzate per la progettazione. Zero per la Torino-Lione, i cui unici finanziamenti rimarrebbero quelli dell’Unione Europea. E mancano risorse anche per gli interventi sulle linee storiche, per cui servirebbero pochi milioni di euro e la cui realizzazione è indispensabile nell’attesa dei grandi cantieri. Nessuna traccia nemmeno del nodo ferroviario di Novara o delle opere di ammodernamento sulle ferrovie del cuneese. Così configurato il programma di infrastrutture del Governo diventerebbe per il Piemonte addirittura dannoso, aumentandone le carenze infrastrutturali e lo svantaggio competitivo con altri territori regionali. Se a questo si aggiunge che non vi sono ancora certezze circa le risorse che il Governo deve dare alle Regioni per far funzionare il trasporto ferroviario regionale, abbiamo il quadro chiaro dell’idea di “periferizzazione” del nord ovest italiano a cui evidentemente punta il Governo, ma che per noi è totalmente inaccettabile. Mi auguro che contro questo disegno i parlamentari piemontesi, al di là dei diversi colori politici, sappiano far sentire la loro voce”. 

Questo modus operandi – sottolinea la Presidente – non vale solo per le infrastrutture. Purtroppo, giorno dopo giorno, verifichiamo e tocchiamo con mano la strategia di questo Governo: dice cose completamente diverse, se non opposte, a quelle che fa. E’ capitato con l’alluvione, quando sono stata attaccata violentemente da alcuni esponenti del centrodestra per avere denunciato i clamorosi ritardi e l’inadeguatezza delle risorse: la realtà è poi stata quella che avevo denunciato, le risorse arrivano ora, a cinque mesi dall’evento, e in misura inadeguata. E’ capitato con la scuola: accusata di avere fatto allarmismo quando ho denunciato ciò che ora è assodato, ovvero un taglio indiscriminato di fondi e di scuole. E’ capitato con il sostegno all’automotive: sono stata accusata di non avere gioito all’annuncio del Presidente del Consiglio di interventi, poi smentiti due giorni dopo nel silenzio assoluto da parte dei parlamentari di centrodestra. Capita ora con le infrastrutture: noi, perché servono al territorio e per sostenere l’economia, abbiamo attivato ogni risorsa possibile per dare avvio ai lavori in tutta la regione (interventi per circa 360 milioni di euro, ndr); il Governo vara ora un megapiano sulle infrastrutture senza prevedere un centesimo per il Piemonte. Neppure per la Torino-Lione o il Terzo valico: attendo i commenti degli esponenti del centrodestra piemontese E chiudo con una domanda. Ma Berlusconi non aveva detto che avrebbe realizzato la Torino-Lione a costo di usare la forza? Forse sottintendeva che avrebbe usato la forza per costringere a lavorare gratis”. 

 


BERLUSCONI PRENDE IN GIRO LE FAMIGLIE

Si prendono in giro le famiglie italiane. La dichiarazione di Berlusconi secondo il quale nella manovra finanziaria non ci sara’ alcun pacchetto di misure per aiutare le famiglie e’ molto grave. Questo dimostra come questo governo sia molto attento ai problemi dei soggetti forti ma non a quello dei lavoratori, dei pensionati e dei piccoli imprenditori, che pagheranno in modo salato i costi della crisi. È una colpevole indifferenza nei confronti dei piu’ deboli che, non solo, ignora i principi della solidarieta’ e dell’equita’ ma si ostina in maniera miope a non considerare l’aumento del potere d’acquisto delle famiglie come leva fondamentale per rilanciare l’economia.


FINANZIARIA: E’ IN ATTO UNA CONTRORIFORMA

 

Oggi, alle ore 12, nella sala stampa di Montecitorio, il gruppo del Partito democratico presenta un’analisi dettagliata degli effetti sociali della prima manovra economica del governo Berlusconi e le proposte alternative del Pd. Quella del governo  è una manovra negativa, che non risponde alle esigenze fondamentali del paese e che deregolamenta le tutele sociali in modo feroce senza concertazione e senza alcun tipo di consultazione, coinvolgimento e semplice informazione delle parti sociali. Nel nostro paese  è in atto una vera e propria controriforma del mercato del lavoro. Nel corso della conferenza stampa verrà presentata una pubblicazione con la documentazione sui contenuti della manovra del governo e le sue implicazioni sui temi del mercato del lavoro e della salute e sicurezza dei lavoratori.


BISOGNA APPLICARE FINO IN FONDO LA RIFORMA DELLE PENSIONI

Condivido l’opinione espressa dal ministro Sacconi circa la necessita’ di applicare fino in fondo la riforma delle pensioni prevista dal protocollo del 23 luglio del 2007. La nostra battaglia d’autunno sui temi sociali si muovera’ in questa direzione, per il pieno rispetto dei contenuti concordati con le parti sociali. Questo vale per la normativa dei lavori usuranti e per i cosiddetti coefficienti di trasformazione. A questo proposito occorre ricordare che la loro revisione era prevista nel 2005, ma il governo Berlusconi non la attuo’, lasciandola in eredita’ al centrosinistra. Noi abbiamo definito questo complesso capitolo che riguarda le pensioni del sistema contributivo definendo, tra l’altro, una nuova cadenza temporale per la revisione dei coefficienti dai precedenti 10 anni agli attuali 3 anni. Continua a leggere