Lavoro: dare ascolto ad allarme CGIL su precari e cig

Lavoro_Giovani_CodaR400L’allarme della Cgil sui precari va ascoltato. Il rischio di interruzione del lavoro alle prossime scadenze dei contratti temporanei è reale. Si tratta di mezzo milione di persone in difficoltà. A questo si aggiunge il problema che, al prolungamento della crisi, corrisponde la crescita della cassa integrazione che arriverà ad un miliardo e cento milioni di ore autorizzate alla fine del 2012. Il nuovo Governo dovrà avere come punti fondamentali della sua azione la correzione delle riforme delle pensioni e del mercato del lavoro per evitare una crescita della disoccupazione.


Istat: dati confermano grave eredità lasciata da Berlusconi

berlusconiI dati Istat certificano l’esistenza di una grave crisi occupazionale già nel corso del 2011. Risulta chiaro, in questo modo, che l’eredità lasciata dal governo Berlusconi è stata pesante anche sul terreno sociale. Balza agli occhi come in quell’anno oltre un milione di disoccupati avesse una età inferiore ai 35 anni e come nel Mezzogiorno poco più di 6 donne ogni dieci in età lavorativa non partecipasse al mercato del lavoro. Anche per quanto riguarda la durata della disoccupazione si registra il fatto che nel 2011 quella di lunga durata sia arrivata al 51,3%. Questi dati dell’annuario Istat testimoniano l’esistenza di una Italia malata, incapace di dare risposte al tema fondamentale del lavoro, soprattutto per quella parte debole rappresentata da giovani, donne e Mezzogiorno. Il Pd continuerà la sua battaglia per una politica di sviluppo e di difesa dalla disoccupazione, consapevole che il 2013 continuerà ad essere un anno molto difficile con gravi rischi di una crescente tensione sociale.


Inps, con Maria Luisa Gnecchi dico: bene circolare su autorizzazione per versamenti volontari

inpsCi fa piacere che l’Inps, con il messaggio n. 20286 di ieri, abbia riconosciuto la validità di una nostra richiesta: cioè, che durante il periodo di godimento dell’indennità di disoccupazione o di mobilità debba essere rilasciata l’autorizzazione ai versamenti volontari. Nella legge di stabilità in discussione al Senato, si prevede che chi è in mobilità, ma ha bisogno di versare contributi volontari per raggiungere i requisiti pensionistici, possa farlo solo se ha fatto la domanda prima del 4.12.2011. Nella pratica questo non avviene quasi mai perché è prassi consolidata fare domanda alla fine del periodo di mobilità. Questa circolare dell’Istituto fa compiere un passo avanti nella direzione da noi auspicata anche se, ancora una volta, si trovano soluzioni parziali. Infatti, l’Inps ha sempre scoraggiato i lavoratori in mobilità che intendevano presentare la richiesta di prosecuzione volontaria. Saranno purtroppo dunque considerate soltanto le domande di coloro che, nonostante la dissuasione operata nei loro confronti, hanno insistito. Su questo argomento, come Partito democratico, abbiamo presentato un ordine del giorno alla legge di stabilità che chiedeva di rimuovere questo ostacolo e che è stato approvato il 22 novembre scorso. Come PD continueremo la nostra battaglia per consentire, a questo punto, a tutti i lavoratori di poter presentare la domanda anche alla fine della mobilità.



Istat: continua allarme rosso occupazione, governo promuova azioni immediate

Lavoro_Giovani_CodaR400Continua l’allarme rosso sull’occupazione. Oltre ai dati relativi alla disoccupazione, che segnalano in particolare un grave aumento per quanto riguarda quella giovanile e un incremento sostanzioso di lavoro precario, occorre considerare anche l’incremento della Cassa integrazione. Da gennaio ad ottobre di quest’anno la Cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga ha già totalizzato 896 milioni di ore. La proiezione di questo dato a fine anno ci porta ad una stima di circa 1 miliardo e 100 milioni di ore. Un dato superiore a quello del 2011 e analogo a quello massimo raggiunto nel 2010 che fu di 1 miliardo e 198 milioni di ore. C’è di che preoccuparsi ma, soprattutto, occorre che il governo promuova iniziative immediate per la tutela dell’occupazione e per lo sviluppo del Paese.


La crisi non è finita; boom di disoccupazione

disoccupatijpgMentre vari ministri di governo continuano a gettare acqua sul fuoco, la crisi imperversa. Non siamo alla coda di un processo, ma di fronte ad una inevitabile esplosione per quanto riguarda l’occupazione.Abbiamo gia’ registrato molti boom per quanto riguarda le richieste di indennita’ di disoccupazione e cassa integrazione, ma alcuni nodi stanno arrivando al pettine. Centinaia di aziende rischiano di licenziare i lavoratori dopo aver consumato i periodi di cassa integrazione.
Emblematico e’ il caso di Eutelia che, pur rappresentando il settore delle telecomunicazioni non in crisi di mercato, mette a rischio i propri dipendenti a causa di una gestione dell’impresa volta ai profitti finanziari, che sono a scapito dei piani industriali. Ci vorrebbe un intervento risoluto del governo, ma anche l’occasione della legge finanziaria verra’ sprecata. Si parla d’altro e la distanza tra governo e paese reale aumenta.


Lavoro: serve una terapia d’urto anti disoccupazione

lavoro_-precarioContinuano ad esserci autorevoli conferme circa l’aumento della disoccupazione in Europa fino al 2011. Il dato diramato oggi dall’Ue ribadisce l’esigenza di adottare immediatamente una terapia che passi attraverso misure di rafforzamento degli ammortizzatori sociali e di stabilizzazione, in prospettiva, del mercato del lavoro. ‘Occorre riprendere la strada della semplificazione delle forme di impiego  e rendere piu’ conveniente alle imprese le assunzioni a tempo indeterminato. Se si vuole collegare la flessibilita’ d’ingresso al mercato del lavoro a una prospettiva di lavoro stabile che dia sicurezza alle nuove generazioni, bisogna raggiungere un obiettivo: far costare un’ora di lavoro flessibile un euro in piu’ di quanto costa un’ora di lavoro a tempo indeterminato. Il governo deve dare prova di un cambio di strategia sui temi dello sviluppo e della occupazione. La fase del contenimento della crisi si e’ esaurita: ora occorre passare a quella dell’investimento di risorse adeguate.